logo Facile.it
Serve assistenza?02 55 55 222

Quanto costa una seconda casa rispetto alla prima

1 set 2020 | 4 min di lettura | Pubblicato da Castiglia Masella

mutui expert speaks quanto costa una seconda casa rispetto alla prima dal mutuo alle imposte

Cominciamo col dire che, in Italia, per seconda casa si intende un immobile di proprietà dove non si vive abitualmente e non si risiede anagraficamente. Una seconda casa la si può acquistare per passarci le vacanze o come investimento, mettendola a reddito attraverso locazioni lunghe o brevi. Molto più della prima che può usufruire anche di una serie di agevolazioni fiscali che fanno la differenza.

Mutuo casa: trova il migliore

Vediamo come cambiano le spese da sostenere, a partire da quelle legate al mutuo, nel caso in cui l’immobile al mare, in montagna o in campagna si acquisti ricorrendo al classico finanziamento ipotecario.

Le caratteristiche del mutuo

Se per concedere un mutuo prima casa le banche sono più di manica larga, quando si tratta di finanziare l’acquisto di una seconda casa i criteri si fanno più stringenti. Perché si tratta di un bene considerato non necessario e, di conseguenza, nella logica delle banche, il rimborso viene giudicato più a rischio.

Per una seconda casa, l’importo finanziato in genere non supera il 60% del valore dell’immobile a fronte dell’80% erogato per le prime case. La durata del piano rimborso, inoltre, arriva di solito a un massimo di 30 anni contro i 35/40 possibili per l’abitazione principale.

I tassi di interesse applicati sono un po’ più alti perché è più alto lo spread della banca, così come è un po’ più cara la polizza assicurativa sul mutuo. Anche i costi della perizia e dell’istruttoria possono essere più onerosi, ma non sempre.

Tuttavia, considerando gli attuali bassi livelli dei tassi, anche per le seconde cose si possono trovare in questo momento proposte davvero interessanti.

Notaio, imposte e tasse

Le differenze più rilevanti in termini di spesa riguardano soprattutto le tasse e le imposte.

Per una seconda casa, l’importo erogato viene infatti tassato al 2% contro lo 0,25% di un mutuo prima casa. E se per l’abitazione principale è possibile detrarre dalla dichiarazione dei redditi il 19% di quanto pagato per gli interessi passivi e, nel primo anno, anche per gli oneri accessori relativi contratto di mutuo, le seconde case non hanno diritto ad alcuno sgravio.

Quando si rogita per una seconda casa la parcella da corrispondere al notaio è generalmente più alta, si calcola un 30% in più, così come sono maggiori le imposte e le tasse da versare.

Più in particolare, se si acquista da un privato o da un’impresa esente da Iva, l’imposta di registro si calcola al 9% del valore catastale contro il 2% della prima casa, mentre le imposte catastale e ipotecaria ammontano ognuna a 50 euro in entrambi i casi.

Se poi si acquista da un’impresa soggetta a Iva, l’imposta sul valore aggiunto da pagare è al 10% sul prezzo di acquisto per la seconda casa (percentuale che sale al 22% se l’immobile è classificato come di lusso) contro il 4% della prima. Sono invece sempre pari a 200 euro ognuna le imposte catastale e ipotecaria sia prima sia seconda casa.

I costi dopo l’acquisto

Anche per il mantenimento di una seconda casa le spese da sostenere sono più alte rispetto a quelle dell’abitazione principale.

I proprietari di seconde case pagano ad esempio l’Imu e la Tasi, che invece sono state abolite per le abitazioni principali. Inoltre, anche le tariffe luce, le tariffe gas e quelle relative all'acqua per i non residenti sono più care, il che comporta ogni anno un ulteriore aggravio di spesa.

Esempio

Supponiamo di acquistare da un privato una seconda casa con rendita catastale di 400 euro al prezzo di 100mila euro, ricorrendo a un mutuo a tasso fisso pari a 60mila euro. A queste condizioni si pagherà una tassa sul mutuo di 1200 euro (2% di 60mila).

Calcoliamo poi l’imposta di registro, partendo dalla rendita catastale. Il valore catastale sarà pari a 50.400 euro (valore catastale = rendita catastale x 1,05 x 120), di conseguenza, l’imposta di registro ammonterà a 4.536 euro (il 9% di 50.400 euro). Se aggiungiamo le imposte catastale e ipotecaria (50 euro ognuna) si arriva a 4.636 euro.

Considerando lo stesso mutuo, contratto per l’acquisto dell’abitazione principale, si vede subito che le cifre cambiano di molto. Sul mutuo si pagherà infatti una tassa di 150 euro (0,25% di 60mila), l’imposta di registro sarà pari a 1.008 euro (2% di 50.400 euro) più 100 euro da versare a titolo di imposta catastale e ipotecaria.

Sommando tutti i valori, solo di imposte, compresa la tassa sul mutuo, si vede che per la seconda casa si sono spesi 5.836 euro (1.200+4.636) contro i 1.258 euro (150+1.008+100) della prima casa, per una differenza finale di 4.578 euro

In termini di spesa, c'è poi da calcolare il risparmio sulle tasse che si ottiene se il mutuo è servito a comprare un’abitazione prima casa. Se ad esempio, si sono pagati 3mila euro di interessi passivi per l’acquisto dell’abitazione principale, vuol dire che nell’anno fiscale di riferimento si pagheranno 570 euro di tasse in meno (19% di 3mila), mentre la stessa agevolazione fiscale non è contemplata se l’immobile oggetto del mutuo è una seconda casa.

Autore
castiglia masella

Giornalista professionista, collabora da diversi anni con il Sole 24 Ore (Casa24Plus, Mondo Immobiliare). In passato ha lavorato, tra gli altri, per Tempo Economico e Tgcom.

Ultime notizie Mutui

pubblicato il 18 aprile 2026
Mutuo surroga Crédit Agricole a confronto ad aprile 2026
Mutuo surroga Crédit Agricole a confronto ad aprile 2026
Crédit Agricole è un gruppo bancario di origine francese, operativo in Italia in modo strutturato dal 2007. Copre un’ampia gamma di servizi e prodotti bancari, dai mutui ai prestiti online. Fra le offerte di mutuo Crédit Agricole Italia spiccano per convenienza i mutui surroga. Ve li presenta oggi Facile.it, leader nel confronto di mutui online, che ha calcolato per voi la rata a tasso fisso o variabile per aiutarvi a trovare una soluzione vantaggiosa e adatta alle vostre esigenze.
pubblicato il 17 aprile 2026
Le offerte mutuo seconda casa di aprile 2026
Le offerte mutuo seconda casa di aprile 2026
Le offerte sui mutui per la seconda casa di aprile 2026 diventano più competitive: tassi in calo e nuove soluzioni per finanziare il tuo investimento. Confrontare le proposte è il primo passo per risparmiare davvero.
pubblicato il 16 aprile 2026
Le nuove offerte Webank ad aprile 2026 tra fisso e variabile green
Le nuove offerte Webank ad aprile 2026 tra fisso e variabile green
Nel panorama dei mutui casa di aprile 2026, le proposte di WeBank si inseriscono in un contesto di tassi ancora molto osservati dal mercato, dove anche piccole variazioni tra fisso e variabile possono incidere in modo significativo sulla rata finale mensile.
pubblicato il 14 aprile 2026
Mercato mutui 2026: richieste in ripresa, importi stabili e trend per città e generazioni
Mercato mutui 2026: richieste in ripresa, importi stabili e trend per città e generazioni
In base all'ultima indagine Experian sul mercato mutui, a marzo 2026 le richieste di finanziamento registrano un calo del -12% su base annua, con un recupero mensile, tuttavia, del +5,4%, con importo medio richiesto di €121.580. A livello territoriale, il calo è più marcato al Centro e al Sud, mentre il Nord Est cresce su base mensile. Facile.it evidenzia tutti i trend del primo trimestre 2026.
pubblicato il 13 aprile 2026
Surroga del mutuo: le offerte di aprile 2026 per ridurre la rata
Surroga del mutuo: le offerte di aprile 2026 per ridurre la rata
Ad aprile 2026 le banche propongono condizioni di surroga interessanti per chi desidera migliorare il proprio finanziamento. Tassi più equilibrati e maggiore stabilità rendono questo periodo ideale per valutare il trasferimento del mutuo e ottenere un risparmio concreto.

Guide ai mutui

pubblicato il 31 marzo 2026
Mutuo rifiutato: le cause e le soluzioni per ottenere il finanziamento
Mutuo rifiutato: le cause e le soluzioni per ottenere il finanziamento
Ricevere un rifiuto per una richiesta di mutuo può essere scoraggiante, ma non significa necessariamente dover rinunciare all'acquisto della casa. Comprendere le motivazioni della banca è il primo passo per correggere il proprio profilo e ripresentare la domanda con successo.