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Pubblicato il 16-11-2022 | Aggiornato il 26-05-2026 | 2 min di lettura | Pubblicato daRedazione Facile.it

L'imposta di registro è il tributo dovuto per la registrazione di determinati atti giuridici presso l'Ufficio del Registro tenuto dall'Agenzia delle Entrate. A seconda dei casi, può essere applicata in misura fissa oppure calcolata in percentuale del valore economico dell'atto.

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L'imposta è prevista, ad esempio, per la registrazione dei contratti di locazione o di compravendita di fabbricati e di terreni. Nel caso delle operazioni di compravendita, l'imposta viene versata direttamente dal notaio, al momento della registrazione dell'atto.

Imposta di registro prima casa

Le aliquote attualmente dovute sono entrate in vigore dal 1 gennaio 2014. Nel caso di acquisto della prima abitazione, l'imposta di registro prima casa che deve essere versata è calcolata applicando un'aliquota del 2% sul valore dell'immobile risultate dell'atto, se la compravendita avviene tra privati. Se invece l'abitazione viene acquistata dal costruttore è prevista un'imposta di 200 euro (trattandosi di un'operazione soggetta a IVA, oltre all'imposta così determinata deve essere versata l'imposta sul valore aggiunto calcolata con un'aliquota del 4%) nel caso in cui la costruzione sia stata terminata da meno di 4 anni e del 2% del valore della casa se la costruzione è stata terminata da più di 4 anni.

Imposta di registro seconda casa

Se si acquista un'abitazione destinata a seconda casa, invece, l'imposta dovuta sarà del 9% se la compravendita avviene con un privato o con il costruttore dopo 4 anni dalla conclusione dei lavori oppure di 200 euro (più l'IVA al 10%, percentuale che sale al 22% per le abitazioni di lusso) se l'abitazione viene acquistata dal costruttore entro 4 anni dalla conclusione dei lavori.

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