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Il Decreto Rilancio è legge: via libera a Ecobonus e Sismabonus 110%

21 lug 2020 | 5 min di lettura | Pubblicato da Castiglia Masella

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Dopo la conversione in legge del Decreto Rilancio é stato dato il via libera a Ecobonus e Sismabonus al 110%. Con il provvedimento (normato dall’art. 119) si potranno realizzare interventi di miglioramento dell’efficienza energetica e di riduzione del rischio sismico anche a costo zero.

Le detrazioni spetteranno a chi realizza i lavori tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021.

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Chi potrà beneficiare del maxi sconto

Hanno diritto ad accedere al beneficio:

  • le persone fisiche "al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni" per le opere realizzate su un massimo di due unità immobiliari;
  • i condomìni;
  • gli istituti autonomi case popolari;
  • le onlus, le organizzazioni di volontariato e del terzo settore;
  • le cooperative "di abitazione a proprietà indivisa";
  • le società sportive dilettantistiche ma solo per il rifacimento degli spogliatoi.

Sono ammesse allo sconto le prime e le seconde case, sia in condominio sia unifamiliari sia plurifamiliari, purché queste ultime dispongano di ingresso indipendente dall’esterno. Sono esclusi gli immobili di lusso appartenenti alle classi catastali:

SIMBOLI CLASSE CATASTALE
A/1 Abitazioni signorili
A/8 Ville
A/9 castelli e palazzi di pregio storico e artistico

Come usufruire del superbonus

Chi realizza i lavori può tenere per sé il credito d’imposta. Quindi, se le spese sostenute ammontano, ad esempio, a 30mila euro, si ha diritto a un credito d’imposta di 33mila euro da detrarre in quote uguali nell’arco di cinque anni. Cioè: ogni anno si potranno risparmiare 6.600 euro dalle tasse.

La seconda opzione consiste nel cedere il proprio credito d’imposta all’impresa che realizza i lavori, ottenendo direttamente lo sconto in fattura, oppure, se l’impresa non dovesse accettarlo, si potrà trasferire il credito a una banca. La stessa impresa può inoltre praticare lo sconto in fattura e poi girare a sua volta il credito a una banca.

Interventi ammessi al beneficio e limiti di spesa

Per poter usufruire dell’Ecobonus 110% è necessario che a fine lavori si garantisca un aumento di almeno due classi energetiche o, se ciò non fosse possibile, anche di una purché la più alta raggiungibile.

Gli sconti fiscali vengono inoltre applicati solo se il miglioramento energetico viene certificato tramite un APE (Attestato di prestazione energetica) presentato da un tecnico abilitato.

Gli interventi trainanti

Tra gli interventi ammessi al beneficio, i più importanti sono i cosiddetti interventi ‘trainanti’. Di questi, basta realizzarne uno solo per poter usufruire della detrazione 110%.

Gli interventi trainanti sono:

  • Isolamento termico delle "superfici opache verticali, orizzontali e inclinate" purché per più del 25% della "superficie disperdente lorda dell’edificio", in parole povere l’involucro dell’immobile.
  • Interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento o la fornitura di acqua calda sanitaria, a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A, a pompa di calore, compresi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, ovvero con impianti di microcogenerazione o a collettori solari. Sono anche contenute le spese sostenute per lo smaltimento e la bonifica dell’impianto rottamato.
  • Interventi sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano indipendenti e dispongano almeno un accesso autonomo dall’esterno per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria, a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A, a pompa di calore, compresi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, ovvero con impianti di microcogenerazione, a collettori solari. Sono anche contenute le spese sostenute per lo smaltimento e la bonifica dell’impianto rottamato.

I limiti di spesa previsti variano a seconda della tipologia dell’edificio, eccone i principali:

  • 50mila euro: immobili unifamiliari o che si trovano all’interno di edifici plurifamiliari ma con ingresso indipendente;
  • 40mila euro: se nell’edificio si trovano da due a otto unità immobiliari;
  • 30mila euro: se l’edificio ospita oltre otto unità immobiliari;

Ad esempio, per un edificio composto da sei unità immobiliari il tetto di spesa è di 240mila euro (40mila x 6), mentre se le unità immobiliari sono 10, il tetto massimo di spesa è di 300mila euro (30mila x 10).

Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale

I limiti di spesa per sono pari a:

  • 20mila euro: edifici sino a otto unità;
  • 1 5mila euro: se l’edificio ha più di otto unità;

Gli altri interventi che danno diritto al bonus

Per tutti gli interventi si possono portare in detrazione le spese sostenute per il pagamento dei professionisti necessari alla realizzazione dei lavori. La detrazione fiscale è valida anche per altre opere finalizzate al risparmio energetico e realizzate contestualmente agli interventi ‘trainanti’, come, ad esempio:

  • l’installazione dei pannelli solari o la sostituzione degli infissi;
  • la demolizione e ricostruzione, purché a fine lavori sia certificato il miglioramento delle prestazioni energetiche rispetto al vecchio fabbricato.

Sismabonus 110%

Con il Sismabonus 110% si ha diritto a usufruire dello sconto fiscale per i lavori di messa in sicurezza degli edifici finalizzati alla riduzione del rischio sismico, a partire dagli interventi sulle parti strutturali. Se il credito viene ceduto a una compagnia assicurativa e, al contempo, si stipula un polizza contro il rischio di eventi calamitosi, si può portare in detrazione il 90% del costo della polizza.

Sanzioni

Per ogni attestazione o asseverazione, cioè il documento che certifica il possesso dei requisiti richiesti, infedele è prevista una sanzione amministrativa che va da 2mila a 15mila euro.

Autore
castiglia masella

Giornalista professionista, collabora da diversi anni con il Sole 24 Ore (Casa24Plus, Mondo Immobiliare). In passato ha lavorato, tra gli altri, per Tempo Economico e Tgcom.

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