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Emissioni zero: quali città le raggiungeranno nei prossimi anni

Pubblicato il 05-07-2022 | Aggiornato il 24-01-2023 | 3 min di lettura | Pubblicato da
marco brando
Marco Brando
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Gli edifici nel mondo causano il 60% delle emissioni di CO2 annue.

Alcune città però si stanno dando da fare più di altre per diminuire l'impatto ambientale che provocano attualmente e diventare così più sostenibili. Quali sono?

Scopriamole con i risultati di un report dedicato a 32 centri urbani qui su Facile.it, leader nel confronto di mutui online.

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L'impronta di carbonio

La società immobiliare globale Jll riporta la situazione in un report dedicato a 32 centri urbani (nessuno è in Italia) e all'impegno dei loro governi locali e nazionali.

Alcuni già nel 2025 potrebbero azzerare la cosiddetta impronta di carbonio: la carbon footprint è una misura che segnala il totale delle emissioni di gas con effetto serra, espresse generalmente in tonnellate di CO2.

Quali sono in classifica

Le 32 città esaminate sono Boston, Chicago, Los Angeles, Mexico City, Miami, Montréal, New York, San Francisco, Toronto, Vancouver e Washington DC (nelle Americhe); Amburgo, Amsterdam, Berlino, Copenhagen, Düsseldorf, Francoforte, Helsinki, Londra, Manchester, Monaco di Baviera, Parigi e Stoccolma (in Europa); Dubai, Hong Kong, Melbourne, Mumbai, Seoul, Shanghai, Singapore, Sydney e Tokyo (in Asia e Oceania).

Jll - nel report dal titolo Decarbonizing Cities and Real Estate - analizza tutto ciò che si sta facendo in ogni città per renderla il più possibile sostenibile.

Quello che è fondamentale

Secondo la ricerca, sono fondamentali:

  • il ricorso a fonti di energia verde, alternative a quelle basate su combustibili fossili
  • un forte aumento delle iniziative di efficienza energetica
  • la formazione di partnership per sviluppare e implementare la tecnologia a zero emissioni di carbonio, finanziare la transizione e investire in soluzioni tecnologiche

Investire nelle ristrutturazioni

Poi sono imprescindibili:

  • la condivisione delle conoscenze e le migliori pratiche
  • l'adeguamento delle normative, che sono in ritardo rispetto alle indicazioni scientifiche
  • la capacità di non attendere che entrino in vigore nuove norme per agire
  • gli investimenti nelle ristrutturazioni, dato che oltre l'80% degli edifici esistenti oggi sarà in piedi nel 2050
  • la determinazione nel pensare oltre il carbonio, concentrandosi su rigenerazione, circolarità e resilienza.

In testa Copenaghen, Londra ed Helsinki

Secondo Jll, le tre città che si impegnano di più nel mondo in vista della loro decarbonizzazione sono Copenhagen in Danimarca, Londra nel Regno Unito ed Helsinki in Finlandia.

Il rapporto valuta che Copenaghen potrà arrivare alle emissioni zero già nel 2025, Londra ed Helsinki nel 2030.

Francoforte ci riuscirà nel 2035, Berlino nel 2045, Parigi nel 2050 e via di questo passo (lento).

Shanghai, che è all’ultimo posto, forse ci arriverà nel 2060.

La situazione in Italia

In Italia come vanno le cose in questo campo?

Il 28 Aprile 2022 si è appreso che Bergamo, Bologna, Firenze, Milano, Padova, Parma, Prato, Roma e Torino sono i nostri centri urbani selezionati dalla Commissione europea per la missione 100 città intelligenti e a impatto climatico zero.

Nel 2022-23 la missione riceverà 360 milioni di euro di finanziamento dal programma per la ricerca Ue Orizzonte Europa. Lo scopo: avviare percorsi di innovazione verso la neutralità climatica, da raggiungere entro il 2030.

Il ruolo del Superbonus 110%

Intanto il Superbonus 110% ha certamente favorito l'ammodernamento degli edifici.

Secondo i dati di Enea, tra 2020 e Maggio 2022 ha permesso di avviare lavori nell'edilizia per 30,6 miliardi di euro (il 70% già terminati). Tuttavia sembra che questa misura sia destinata ad essere rivista.

Nel frattempo quasi tutte le banche non stanno più accettando la cessione del credito e il sistema rischia di andare ko. Si vedrà che cosa intende fare il Governo.

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