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Superbonus 110%: come funziona per le seconde case

Pubblicato il 16-11-2021 | Aggiornato il 06-12-2024 | 4 min di lettura | Pubblicato da
castiglia masella
Castiglia Masella
mutui news superbonus 110 come funziona per le seconde case

La seconda casa, cioè l**’abitazione dove non si risiede**, ha bisogno di lavori di ristrutturazione? Spesso, a meno di non avere ottime disponibilità economiche, si tende a rimandare fino a quando non se ne può fare proprio a meno. Oggi, però, si può sfruttare il Superbonus 110% introdotto dal Decreto Rilancio (D.L. n.34/2020) che, a fronte di una spesa pressoché pari a zero, permette di risistemare a dovere anche le abitazioni che si usano solo per passarci le vacanze e i fine settimana.

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Il maxi-sgravio è fruibile per un massimo di due immobili di proprietà, non importa se prima o seconda casa.

In attesa della Legge di Bilancio 2022 che detterà le norme per prossimi anni, vediamo come funziona il bonus 110 per le seconde case con le regole in vigore sino al 31 Dicembre prossimo.

Superbonus e seconde case

L’impianto normativo è il medesimo sia per le prime sia per le seconde case, così come è lo stesso l’obiettivo finale dell’operazione: rendere più efficienti anche gli immobili più datati in un’ottica di risparmio energetico.

Per accedere alla detrazione è necessario che, a fine lavori, si ottenga un miglioramento delle prestazioni energetiche di almeno due classi o che si raggiunga la classe più alta possibile.

Il salto deve essere certificato da un’Ape (Attestazione prestazione energetica) a inizio lavori e alla fine degli interventi.

Chi può richiederlo

Le persone fisiche "al di fuori dell’esercizio dell’attività d’impresa" o i condomini, sia quando il proprietario abita l’immobile oggetto della ristrutturazione sia quando la casa è data in affitto o in comodato.

Sono esclusi gli immobili di pregio o di lusso appartenenti alle categorie A/1, A/8, A/9.

Gli interventi che rientrano nel bonus 110

Per essere ammessi al maxi-sconto è necessario realizzare sulla seconda casa almeno uno dei seguenti interventi chiamati ‘trainanti’:

  • isolamento termico sulle superfici orizzontali, verticali e inclinate su almeno il 25% "della superficie lorda disperdente". La spesa massima ammessa in detrazione è di 50mila euro se la casa è unifamiliare, di 40mila euro per unità abitativa se l’edificio ha sino a otto alloggi e di 30mila euro per unità abitativa se l’edificio ha più di otto unità;
  • lavori sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione esistenti con sistemi centralizzati (spesa massima: 20mila euro a unità per gli edifici sino a otto alloggi e di 15mila se le unità sono più di otto);
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione esistenti su abitazioni unifamiliari o su immobili indipendenti all’interno di edifici plurifamiliari (spesa massima ammessa 30mila euro).

Rientrano nell'agevolazione 110% anche i seguenti lavori (detti ‘trainati’) a patto che vengano eseguiti contemporaneamente ad almeno uno dei lavori trainanti:

  • lavori per la sostituzione delle finestre (spesa massima di 60mila euro per abitazione)
  • installazione di impianti fotovoltaici (tetto di spesa di 48mila euro per unità immobiliare)
  • installazione di sistemi di accumulo (massimale di 48mila euro per unità)

Il Sismabonus per le seconde case

A un anno e mezzo dalla sua introduzione, il Superbonus si è rivelato uno strumento molto utile ma anche molto complesso, tanto da richiedere necessariamente l’assistenza di un tecnico abilitato.

Però, prima di spaventarsi e rinunciare, si può vagliare l’opportunità di sfruttare il Sismabonus molto più veloce e semplice da gestire (un tecnico è però necessario anche in questo caso) e che dà sempre diritto a una detrazione del 110% anche per la seconda casa.

Rientrano nel Sismabonus i lavori di messa in sicurezza degli edifici sulle parti strutturali degli stessi (ad esempio, il tetto) al fine di ridurre i rischi in caso di terremoto.

Non c’è un limite sul numero degli immobili per i quali si può richiedere il Sismabonus, mentre il massimale di spesa è di 96mila euro per unità immobiliare.

Il requisito necessario è che l’edificio si trovi nelle zone ad alto (zone 1 e 2) o a medio (zona 3) rischio sismico.

Come funziona la detrazione

Ricordiamo che anche per le seconde case lo sgravio 110%, sia Superbonus sia di Sismabonus, può essere sfruttato ricorrendo a:

  • una detrazione Irpef da ripartire in cinque anni in quote uguali;
  • cessione del credito;
  • sconto in fattura.

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