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Pubblicato il 15-06-2023 | Aggiornato il 15-06-2023 | 3 min di lettura | Pubblicato da
marco brando
Marco Brando
mutui news mutui immobiliari il costo continua ad aumentare

Il costo dei mutui continua ad aumentare, raggiungendo il massimo dal 2012. A fine maggio il Bollettino mensile dell’Associazione bancaria italiana (ABI) ha segnalato che in aprile il tasso medio su finanziamenti nuovi per l’acquisto di case private è arrivato al 4,03%, quasi come nel 2012 (4,12%).

Quali saranno le conseguenze di questi aumenti? E cosa dobbiamo aspettarci per il futuro

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Il tasso medio complessivo per tutti i tipi dei prestiti era ad aprile al 3,99% (rispetto al 3,80% di marzo); nel maggio 2012 era al 4%.

È salito anche il tasso medio praticato per i nuovi finanziamenti destinati alle aziende: 4,43% (rispetto al 4,30% del mese precedente), al massimo da dicembre 2008, quando era arrivato al 4,52%.

1.708 miliardi di euro

Secondo l'Abi, il totale dei prestiti erogati a persone residenti in Italia ammontava nell’aprile 2023 a 1.708 miliardi; con un decremento annuo dello 0,6% (rispetto al -0,4% di marzo).

I prestiti al settore privato sono rimasti stabili nello stesso mese (1.457 miliardi) rispetto all'anno precedente. I prestiti a famiglie e società non finanziarie sono arrivati a 1.317 miliardi di euro, con una piccola variazione annua (+0,4% a marzo).

Sale il credito al consumo

Secondo i dati ufficiali di Bankitalia, a marzo 2023 il valore dei prestiti alle imprese non finanziarie è sceso dell’1% (rispetto al -0,5% del mese precedente).

Il totale dei prestiti alle famiglie è aumentato dell'1,9% (+2,5% nel mese precedente). La crescita sul fronte familiare è stata inferiore rispetto a febbraio per quanto riguarda i mutui immobiliari (+3,2% rispetto al +3,7%), ma è salita la quota destinata al credito al consumo (+3,3% rispetto al +3,1%).

Il valore dell’immobile

Secondo Banca d’Italia, nell’ultimo trimestre del 2022 la percentuale di acquisti di abitazioni finanziati con mutuo ipotecario è scesa al 65,3% (rispetto al 68% del terzo trimestre). Mentre il rapporto tra l'importo del prestito e il valore dell'immobile è diminuito al 77,3% rispetto al 79% del trimestre precedente.

Giù del 14%

Anche secondo l’Osservatorio del mercato immobiliare di Nomisma, il numero di compravendite immobiliari per il 2023 è in calo rispetto al 2022. Si prevede che il numero di operazioni scenderà dalle 754.000 dello scorso anno a 670.000 (-14%). Anche perché fino a due anni fa si poteva ottenere un mutuo con un tasso di interesse tra l’1 e il 2%, oggi siamo a più del 4%, come abbiamo visto.

Occhio alla BCE

Le cause di questa contrazione? Il fenomeno dipende soprattutto dal rimbalzo verso il basso, dopo il record dell’anno scorso, e dall’insicurezza legata al probabile ulteriore aumento dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea, che con questa politica monetaria cerca di frenare l’inflazione, con l’obiettivo di arrivare al 2% entro il 2025.

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