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15 dic 2023 | 4 min di lettura | Pubblicato da Marco Brando

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I parametri adottati dalle banche per concedere o rifiutare un mutuo immobiliare rappresentano una questione che potrebbe essere difficile da comprendere.

Cerchiamo di capire meglio come funzionano gli algoritmi bancari, considerando che questi prendono in esame il rapporto fra l’ammontare delle rate e il reddito, più altri parametri.

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Mutuo casa: trova il migliore
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Chi decide

Alfredo Caltabiano, presidente dell'Associazione Nazionale delle Famiglie numerose (ANFN), è tra coloro che non condividono il modo in cui gli algoritmi bancari selezionano chi ha diritto a un finanziamento e chi invece ne è escluso

Infatti, ha rilevato che i criteri utilizzati finiscono per scoraggiare i nuclei familiari con molti figli, che riescono a ottenere un mutuo con maggior difficoltà.

Il sostegno economico

Caltabiano fa notare una situazione particolare. Da un lato, le politiche governative cercano di far passare un messaggio: bisogna incoraggiare le famiglie a fare figli. Tuttavia, non viene dato un sostegno economico sufficiente quando bisogna aiutare i nuclei familiari, soprattutto quelli con molti figli, ad avere una casa di proprietà.

Le istruzioni

Tornando all’algoritmo, usato in qualsiasi ambito digitale: con questo termine s’intende una successione di istruzioni che definiscono le operazioni da eseguire in sequenza sui dati, per ottenere determinati risultati.

Le circostanze

Il presidente di ANFM, che conosce bene i sistemi algoritmici utilizzati, ha valutato che sono prese in considerazione varie circostanze, come:

  • la stabilità lavorativa
  • l'assenza di segnalazioni negative per quel che riguarda i pagamenti
  • l’affidabilità nel saldare altri debiti
  • la composizione del nucleo familiare
  • il rapporto tra l'importo richiesto e il valore dell’immobile da ipotecare come garanzia

La quota di sussistenza

Tuttavia c'è un'altra questione che suscita qualche perplessità, perché può provocare un rifiuto da parte della banca: si tratta della valutazione della cosiddetta quota di sussistenza, che rende più difficoltosa la concessione del mutuo alle famiglie con molti figli.

L’impatto

La quota di sussistenza ha un impatto rilevante sulle decisioni prese dall'algoritmo e quindi dalla banca punto, perché dà peso al reddito residuo. Quest'ultimo è ciò che rimane dopo che l'importo delle rate è stato detratto dalle entrate familiari. In sostanza il denaro che resta servirà per coprire le spese mensili rimanenti.

Questo valore cambia non soltanto in base alla regione italiana, ma anche tra una città e un'altra. I parametri della soglia di povertà sono stabiliti periodicamente dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT).

Gli importi

Ebbene, secondo un'indagine svolta dal quotidiano "Avvenire", in relazione all'uso del parametro del reddito residuo minimo e alla penalizzazione conseguente delle famiglie, emerge quello che l'algoritmo stabilisce. Come minimo ogni mese, come residuo rispetto alla rata del mutuo, servono:

  • 2.200 euro per famiglie con due figli
  • 2.570 euro per quelle con tre figli
  • 2.870 euro con quattro figli
  • 3.170 euro con cinque figli
  • 3.470 euro con sei figli

La funzione sociale

Caltabiano considera gli istituti bancari "realtà private" che hanno però "un'importante funzione sociale". Con questa premessa, afferma che le banche "appaiono molto attente, forse anche giustamente, ai temi green, ma chiudono la porta alle famiglie con figli. Dimenticando che quei figli aiutati oggi potrebbero essere ottimi clienti domani".

La scala di equivalenza

Dice il presidente dell’ANFN: "Oggi lo Stato riconosce alle famiglie, con l’assegno unico, una cifra massima di 187 euro per ogni figlio. Mentre nella scala di equivalenza utilizzata nel calcolo dell’Isee, che è lo strumento ad oggi più usato per la determinazione dei costi di compartecipazione delle famiglie a beni e servizi pubblici, il terzo figlio vale 0,39".

Le economie di scala

Questo capita perché "le famiglie sanno fare economie di scala". Nel senso che i costi non aumentano in modo direttamente proporzionale al numero di membri di un nucleo familiare. 

Semmai il reddito necessario al conseguimento di un determinato benessere (in termini di beni e servizi consumati) varia in misura meno che proporzionale rispetto al numero dei componenti della famiglia.

L’erogazione

Eppure all’ANFN risulta che gli algoritmi delle banche siano impostati in modo tale da non considerare questa circostanza. 

Per lo meno, ciò accadrebbe quando si tratta di erogare ai cittadini un mutuo immobiliare; a scapito, appunto, proprio dei genitori che hanno avuto molti figli.

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