Acquisto case: cosa si compra a Milano con uno stipendio medio?
5 dic 2023 | 3 min di lettura | Pubblicato da Marco Brando

Comprare un immobile in Italia può essere piuttosto complicato. Considerando il rapporto tra uno stipendio medio e il costo delle case, infatti, emerge che in diverse città il costo delle case abbia raggiunto livelli davvero alti.
A Milano, per esempio, a ottobre 2023 la media registrata è stata di 5.340 euro/m². Anche in altre città, però, la situazione non sembra migliore.
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Nelle città
Il rapporto tra stipendio medio e prezzo medio delle case (che a giugno 2023 si aggirava intorno ai 1.973€ al metro quadro) rende le cose difficili a chi vuole acquistare casa, specialmente per coloro che hanno un reddito medio o basso.
Milano da record
A Milano con un salario di 1.500 euro netti al mese - circa 30.000 lordi l’anno - di fronte al costo medio di un metro quadro (5.340 euro), si hanno le risorse per comprare:
- in una zona semi-centrale un monolocale di 23 m²
- in centro da 13 m²
- in periferia da 40 m²
Il rapporto
La situazione viene descritta nel primo report dell’Osservatorio Casa Abbordabile (OCA), promosso da Consorzio Cooperative Lavoratori (CCL) e Delta Ecopolis (una delle Cooperative di abitanti più grandi d’Italia) col Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (DAStU) del Politecnico di Milano.
Nel rapporto si legge che dal 2015 al 2021 il prezzo medio delle case è salito del 41%, mentre l'affitto medio è cresciuto del 22%. Tuttavia gli stipendi di operai e impiegati sono aumentati pochissimo, senza recuperare l’inflazione: del 3% e del 7%.
Diciamo che, vista la media italiana dei prezzi degli immobili - chi non vuole vivere nella carissima Milano - con uno stipendio di quel tipo può comprare casa in zone economiche (in una città o cittadina) al massimo un bilocale di 50 metri quadrati.
Il costo del mattone
Nel capoluogo lombardo la disparità tra costo del mattone e salari crea situazioni piuttosto insostenibili. Tanto più che il 34% dei contribuenti milanesi dichiara un reddito lordo inferiore a 15.000 euro l’anno, quindi circa 1.000 al mese netti.
I prezzi milanesi, in proporzione, sono aumentati anche nelle periferie.
Secondo il rapporto citato, sono cresciuti 13,6 volte più rapidamente per gli operai e 5,8 volte per gli impiegati. Per i canoni di locazione, rispettivamente di 7,3 e 3,1 volte.
Cosicché molte famiglie scelgono di trasferirsi nell'hinterland anche se lavorano in città, sottoponendosi a lunghe trasferte da pendolari.
Edilizia pubblica
D'altra parte nella metropoli l’edilizia popolare (quella residenziale pubblica) langue: fra 2015 e 2021 sono stati richiesti permessi per la costruzione di appena 196 alloggi (solo l'1,1% del totale dei permessi richiesti). Eppure nel 2022 le domande per una casa pubblica sono arrivate a 36.946, mentre le assegnazioni effettive si sono arenate a 1.297.
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