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Direttiva case green: scadenze e novità, in vista del traguardo nel 2050

Pubblicato il 01-07-2024 | Aggiornato il 01-07-2024 | 4 min di lettura | Pubblicato da
marco brando
Marco Brando
Casa in miniatura con scala classi energetiche e persona che effettua calcoli

La direttiva case green, approvata in via definitiva ad aprile 2024 ed entrata in vigore lo scorso 28 maggio, ha l'obiettivo di rendere gli edifici dell'Unione Europea più efficienti dal punto di vista energetico. 

Quali sono tutte le tappe e le scadenze previste per i prossimi anni per raggiungere la neutralità climatica degli edifici nell’UE entro il 2050? E quale sarà l'impatto sui cittadini?

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Obiettivi della direttiva

La direttiva case green, approvata in via definitiva ad aprile 2024, ha suscitato diverse reazioni e dibattiti riguardanti sia i vantaggi che il potenziale impatto negativo sull'economia. Tra i possibili benefici introdotti dalla norma figura sicuramente l'obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra, responsabili dei cambiamenti climatici, in modo raggiungere la neutralità climatica.

Si punta a raggiungere questo obiettivo, ovvero l’equilibrio tra le emissioni di anidride carbonica di origine umana e la loro rimozione dall'atmosfera da parte dell'uomo, entro il 2050.

Le tappe

Quali sono le principali scadenze previste e i doveri di Stati e singoli cittadini:

  • 1° gennaio 2025: termine degli incentivi per le caldaie a combustibili fossili
  • 31 dicembre 2026: approvazione del piano nazionale di riqualificazione energetica degli edifici da parte di ogni Stato Membro e obbligo di installare pannelli solari su nuovi edifici pubblici e non residenziali con superficie superiore a 250 metri quadrati
  • 1° gennaio 2027: obbligo di installare almeno un punto di ricarica per veicoli elettrici ogni 10 posti auto per edifici non residenziali con più di 20 posti auto
  • 31 dicembre 2027: obbligo di installare pannelli solari su edifici pubblici esistenti con superficie superiore a 2.000 metri quadrati e obbligo di installare pannelli solari su edifici non residenziali esistenti con superficie superiore a 500 metri quadrati in caso di ristrutturazione importante
  • 1° gennaio 2028: tutti i nuovi edifici di enti pubblici dovranno essere a emissioni zero
  • 31 dicembre 2028: obbligo di installare pannelli solari su edifici pubblici esistenti con superficie superiore a 750 metri quadrati e obbligo di costruire nuovi edifici residenziali a emissioni zero
  • 31 dicembre 2029: obbligo di installare pannelli solari su edifici pubblici esistenti con superficie superiore a 250 metri quadrati e obbligo di installare pannelli solari su nuovi parcheggi coperti adiacenti agli edifici
  • 1° gennaio 2030: tutti i nuovi edifici dovranno essere a emissioni zero
  • 31 dicembre 2030: riduzione del 16% del consumo medio di energia primaria da parte degli edifici residenziali
  • 31 dicembre 2033: ristrutturazione obbligatoria del 26% degli edifici non residenziali con le peggiori prestazioni energetiche
  • 31 dicembre 2035: riduzione del 20-22% del consumo medio di energia primaria da parte degli edifici residenziali
  • 31 dicembre 2040: eliminazione completa delle caldaie a combustibili fossili
  • 1° gennaio 2050: raggiungimento di un parco immobiliare (il totale degli edifici non di carattere storico) decarbonizzato e ad alta efficienza energetica

Le altre novità

Oltre alle scadenze, la direttiva introduce anche altre novità:

  • certificazione energetica degli edifici: sono introdotti nuovi requisiti per la certificazione energetica degli edifici, con l'obiettivo di rendere le informazioni più chiare e confrontabili
  • sistemi di riscaldamento e raffrescamento: viene data priorità all'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e sistemi ad alta efficienza energetica per il riscaldamento e il raffrescamento degli edifici
  • mobilità sostenibile: è promossa l'installazione di nuove infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici negli edifici

Cosa significa per i cittadini?

La direttiva avrà un impatto piuttosto significativo sui cittadini. Per recepire la direttiva sulle case green gli Stati membri, Italia inclusa, hanno tempo 24 mesi dal suo varo. Quindi entro il 29 maggio 2026 dovranno adeguarsi alle nuove normative per quanto riguarda la ristrutturazione degli edifici e l'installazione di impianti energetici.

Il varo del decreto

Il decreto legislativo dovrà essere varato almeno quattro mesi prima del termine di recepimento. Tuttavia, gli investimenti necessari per rendere gli edifici più efficienti dal punto di vista energetico dovrebbero tradursi in risparmi sui costi energetici nel lungo periodo, oltre a contribuire alla lotta ai cambiamenti climatici e al loro impatto.

Per chi volesse approfondire, il testo completo della Direttiva è disponibile sul sito della Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea.

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