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Richiedere un mutuo: le 5 domande da farsi prima di inviare la richiesta di finanziamento

Pubblicato il 18-06-2019 | Aggiornato il 20-05-2026 | 5 min di lettura | Pubblicato da
castiglia masella
Castiglia Masella
mutui expert speaks richiedere un mutuo le 5 domande da farsi

Comprare una casa è una decisione importante. E, se non si dispone di un capitale sufficiente per effettuare l’acquisto, è necessario ricorrere a un mutuo ipotecario. Quando ci si trova di fronte a questa eventualità le scelte vanno ponderate molto bene e sono diverse le domande da porsi, considerando che il mutuo è un finanziamento che impegna molto a lungo: di solito 20/30 anni e, talvolta, anche 40.

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Perciò, prima di firmare qualsiasi contratto, bisogna valutare bene e scegliere la soluzione più conveniente e a portata della propria capacità di spesa per non rischiare di fare il famoso ‘passo più lungo della gamba’ e trovarsi così nei guai. Vediamo dunque quali sono le principali domande da farsi prima di procedere con una richiesta di finanziamento ipotecario.

1. Posso ottenere un mutuo?

Per ottenere un finanziamento ipotecario è necessario che siano soddisfatti alcuni requisiti: bisogna aver compiuto 18 anni e avere la residenza in Italia o in uno Stato membro dell’Unione europea. Possono ottenere un mutuo anche i cittadini extracomunitari purché regolarmente residenti nel nostro Paese. Per quanto riguarda i limiti di età, normalmente è la banca (o l’intermediario finanziario) che li decide, anche in funzione della somma richiesta in prestito e alla durata del finanziamento. Generalmente non si devono superare i 75 anni al momento dell’estinzione del mutuo.

Tuttavia, alcuni istituti arrivano anche sino a 80 anni. Un mutuo ventennale, ad esempio, non viene concesso se al momento della richiesta si hanno più di 55 anni e il limite è di 75. Un altro elemento fondamentale per l’ottenimento del mutuo è il merito creditizio, cioè la prima cosa che le banche valutano al momento della richiesta, andando a verificare nei database delle centrali rischi. Il merito creditizio, in pratica, certifica se si è dei buoni pagatori e rappresenta l’affidabilità economico-finanziaria di una persona. Un soggetto protestato avrà molte difficoltà a ottenere un mutuo, perché le banche raramente intendono rischiare a causa dell’incertezza del rimborso.

2. Quale somma posso richiedere?

Secondo quanto previsto dalle direttive della Banca d’Italia, gli istituti di credito possono concedere sino a un massimo dell’80% del valore dell’immobile posto sotto ipoteca. Tale valore viene stabilito dopo una perizia. Alcune banche arrivano a finanziare anche il 90% o addirittura il 100%, ma solo in presenza si determinati requisiti e di ulteriori garanzie e, chi chiede un mutuo 100%, deve quantomeno dimostrare di avere una posizione economica più che solida.

In caso di finanziamenti pari al 100% del valore dell’immobile, la legge prevede che vengano presentate garanzie integrative come, ad esempio, fidejussioni bancarie o assicurative o polizze assicurative. Si può anche ricorrere all’intervento di un garante, cioè di una persona terza che si impegna a ripagare il debito in caso di insolvenza da parte del mutuatario. Ricordiamo anche che, se l’immobile che si vuole acquistare è un’abitazione principale e il mutuo non supera i 250mila euro, si possono ottenere finanziamenti sino al 100% accedendo al Fondo di garanzia prima casa che offre alla banca una garanzia statale fino al 50% della quota capitale del mutuo.

3. Quale rata posso sostenere?

La capacità di rimborso del mutuatario e uno dei principali elementi che l’intermediario finanziario valuta ai fini dell’erogazione del prestito, anche andando a verificare se ci sono altri eventuali finanziamenti in corso. Prima di chiedere un mutuo è perciò consigliabile farsi due conti per accertarsi di quale sia la disponibilità che rimane una volta sottratte al proprio reddito mensile le spese ordinarie. Normalmente si ritiene che una rata, per essere sostenibile, non debba superare un terzo del reddito mensile. Se, ad esempio, le vostre entrate mensili ammontano a 1.500 euro, la rata del mutuo non deve superare i 500 euro.

4. Quale è il costo finale di un mutuo?

La componente che fa lievitare di più il costo di un mutuo è rappresentata dagli interessi che variano anche in funzione della durata del finanziamento. Oltre al costo degli interessi, vanno poi considerate tutte le altre spese che ruotano intorno a un mutuo e che devono essere specificate nel relativo Foglio informativo. Come, ad esempio, le spese di perizia e di istruttoria, che vengono di solito detratte dall’importo finanziato quando il mutuo viene erogato, le spese di gestione e quelle di incasso rata.

Queste spese possono differire da banca a banca e, in alcuni casi, possono essere anche pari a zero. Per questo motivo, prima di firmare, è sempre consigliabile valutare le soluzioni proposte da diversi istituti al fine di trovare l’offerta più conveniente. Il risparmio può essere considerevole. Ma non è tutto. Quando si stipula un mutuo ipotecario bisogna infatti far fronte anche alle relative spese notarili, che comprendono la parcella del notaio e il costo dell’iscrizione dell’ipoteca sull’immobile oggetto del finanziamento. Da considerare inoltre le imposte da pagare, che differiscono tra loro a seconda che si acquisti una prima o una seconda casa. Infine bisogna tener conto del costo della polizza assicurativa associata al mutuo.

L’unica polizza obbligatoria è quella ‘scoppio incendio’ con la quale la banca si tutela in caso di danni sull’immobile dato in garanzia. Il suo costo è normalmente irrisorio. Più onerosa è invece la polizza vita da abbinare al mutuo che, però, non è obbligatoria.

5. Quale durata è più conveniente

La durata del rimborso incide sia sull’ammontare della rata sia sul totale degli interessi che si andranno a pagare. A parità di importo finanziato, tanto più breve è il piano di rimborso, quanto più alta sarà la rata ma, a fine finanziamento, si avrà il vantaggio di aver pagato minori interessi.

Su un periodo più lungo, al contrario, l’importo della rata diventa più basso ma gli interessi totali che si pagheranno saranno più elevati. Per fare un esempio: per un mutuo da 100mila euro, rimborsato in 10 anni, al tasso del 2%, si otterrà una rata mensile di 920 euro, mentre gli interessi finali ammonteranno a 10.416 euro. Lo stesso mutuo, rimborsato però in 20 anni, avrà una rata mensile di 505 euro. Per contro, gli interessi versati una volta estinto il debito saranno pari a 21.412 euro. Dunque, più del doppio.

Autore
castiglia masella

Giornalista professionista, collabora da diversi anni con il Sole 24 Ore (Casa24Plus, Mondo Immobiliare). In passato ha lavorato, tra gli altri, per Tempo Economico e Tgcom.

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