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Tassi dei mutui in rialzo: è ancora il momento di scegliere il fisso?

Pubblicato il 29-05-2025 | Aggiornato il 29-05-2025 | 3 min di lettura | Pubblicato da
Linda Montemurro
Linda Montemurro
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Il tasso medio dei mutui torna a salire, toccando il 3,29% ad aprile 2025. Si tratta di un incremento contenuto, legato soprattutto all’oscillazione dell’Irs, il tasso di riferimento per i mutui a tasso fisso. 

Eppure, nonostante l’aumento, il contesto attuale premia ancora il tasso variabile, oggi lievemente più conveniente rispetto al fisso. 

Cosa conviene scegliere? Ecco la situazione aggiornata su Facile.it, leader nel confronto tra mutui online.

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I tassi sui mutui in aumento

Secondo gli ultimi dati Abi (Associazione bancaria italiana), ad aprile 2025 il tasso medio sui nuovi mutui per acquisto abitazioni si è attestato al 3,29%, con un aumento di 15 centesimi rispetto a marzo. Tuttavia, il valore resta nettamente più basso rispetto al 4,42% registrato a dicembre 2023. La causa principale di questa risalita è l’aumento del tasso Irs, influenzato dalle dinamiche dei mercati finanziari. Ma c'è di più: mentre i tassi a breve termine calano costantemente, quelli a lungo termine presentano ancora forti oscillazioni.

Il variabile torna competitivo grazie alla BCE

In questo scenario, a sorprendere è il ritorno in auge del mutuo a tasso variabile, che dopo due anni di dominio assoluto del fisso, si rivela oggi più vantaggioso. Il cambiamento è legato alla politica monetaria della Banca Centrale Europea, che ha avviato un ciclo di tagli dei tassi a partire da giugno 2024. A ciò si aggiunge una progressiva riduzione degli spread bancari, che rende il variabile sempre più accessibile.

Quanto si risparmia oggi con un mutuo variabile?

I numeri parlano chiaro. Nel maggio 2024, un mutuo a tasso variabile da 160.000 euro per 20 anni comportava una rata mensile di 1.036 euro. Oggi, grazie alla discesa dell’Euribor, la rata si è ridotta a 878 euro, con un risparmio di 158 euro al mese, pari a quasi 38.000 euro sull’intera durata del prestito. Anche a confronto con il tasso fisso, il risparmio persiste: un mutuo fisso oggi costerebbe circa 885 euro al mese, contro gli 878 euro del variabile. Nonostante la differenza sembri minima, in 20 anni equivale a quasi 2.000 euro di risparmio.

Euribor in calo, Irs più stabile: cosa aspettarsi

L’effetto diretto della politica monetaria espansiva della BCE è visibile nei dati di maggio 2025: Euribor a un mese al 2,09% e a tre mesi al 2,10%, con previsioni di ulteriore calo sotto il 2% entro l’estate e stabilizzazione attorno all’1,80% entro la fine dell’anno. L’Irs, invece, resta più stabile, oscillando tra il 2,56% e il 2,68% a seconda della durata del mutuo.

Questa situazione rafforza la convenienza del variabile, almeno nel breve-medio termine, in attesa di conferme più strutturali sul fronte dei tassi fissi.

Cosa scegliere oggi: tasso fisso o variabile?

La risposta dipende da orizzonte temporale, propensione al rischio e scenari futuri. Il variabile torna competitivo, e potrebbe offrire risparmi importanti nei prossimi mesi, se il calo dell’Euribor continuerà come previsto. Tuttavia, per chi cerca stabilità e sicurezza nei pagamenti, soprattutto in un’ottica di lungo periodo, il fisso resta una scelta prudente, anche se oggi leggermente più costosa.

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