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Prima casa: come aiutare i figli nell’acquisto

Pubblicato il 30-11-2018 | Aggiornato il 20-06-2023 | 2 min di lettura | Pubblicato da
daniela dall alba
Daniela Dall'Alba
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La difficoltà nell’ottenere un mutuo casa da parte dei più giovani, soprattutto a causa dell’elevata precarietà lavorativa che impedisce di fornire adeguate garanzie di rimborso alla banca, vede spesso come unica soluzione l’intervento dei genitori, in qualità di garanti ma non solo.

Vediamo in quali modi è possibile aiutare i figli nell’acquisto della prima casa.

Mutuo casa: trova il migliore
Mutuo casa: trova il migliore

La prima soluzione a disposizione di un genitore per aiutare un figlio nell’acquisto della casa è farsi garante del pagamento delle rate. La fideiussione è una soluzione molto comune, si utilizza ad esempio quando il figlio ha un lavoro da diverso tempo e un reddito adeguato, ma la stabilità lavorativa non è garantita o la compatibilità tra reddito e rata mensile da pagare rientra di poco nei limiti necessari. In questo caso la presenza di un garante, un genitore che può contare su un’entrata sicura e adeguata a farsi carico del pagamento del mutuo del figlio in caso di difficoltà, sblocca la situazione e consente nella maggior parte dei casi di ottenere il mutuo più rapidamente.

Una seconda soluzione potrebbe essere un mutuo intestato ai genitori per una casa intestata ai figli. Il figlio diventa proprietario della sua prima casa, mentre i genitori si occupano per intero del finanziamento. Questa opzione ha come contro il fatto che rende impossibile detrarre gli interessi passivi del mutuo, perché condizione necessaria per questo tipo di detrazione è che titolare dell’immobile e titolare del mutuo coincidano.

Deve inoltre trattarsi dell’abitazione principale del proprietario dell’immobile, che vi si deve trasferire tassativamente entro un anno dall’acquisto. L’unico modo per detrarre almeno una parte degli interessi passivi sarebbe cointestare il mutuo tra figli e genitori. Una terza soluzione è la donazione al figlio, a mezzo di un atto notarile, delle somma di denaro necessaria all’acquisto della casa. È un’opzione utile anche quando il figlio può da solo offrire adeguate garanzie alla banca, ma è senza la necessaria liquidità per coprire il 20% del prezzo dell’immobile, e la banca, come succede di norma, si offre di finanziare solo l’80% della spesa.

In ultimo si può procedere alla donazione ai figli di un immobile di cui si è proprietari, sfruttando le agevolazioni fiscali collegate al fatto che per il beneficiario si tratterebbe di una prima casa. Anche in questo caso ovviamente serve un atto notarile e vanno soppesati tutti i costi collegati all’operazione.

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