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Mutui, rialzi dal 2027? In un futuro incerto, meglio bloccare il tasso fisso

Pubblicato il 16-12-2025 | Aggiornato il 16-12-2025 | 3 min di lettura | Pubblicato da
Carmela di Matteo
Carmela Di Matteo
ragazzi sorridenti in giardino ricevono chiavi

Le prospettive sulla politica monetaria europea stanno tornando al centro dell’attenzione, soprattutto per chi sta valutando l’acquisto di una casa. Le indicazioni più recenti della Banca Centrale Europea, insieme alle analisi degli operatori finanziari, delineano un quadro in evoluzione nei prossimi anni, con possibili cambiamenti sul fronte dei tassi di interesse a partire dal 2027. 

Uno scenario che incide direttamente sul mercato dei mutui e riporta al centro il confronto tra tasso fisso e variabile, con un’attenzione crescente verso le soluzioni che garantiscono maggiore stabilità nel tempo, come i mutui a tasso fisso e quelli legati agli immobili ad alta efficienza energetica.

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Prossima riunione BCE il 18 dicembre: sarà l'ultima del 2025

L’ultima riunione della Banca Centrale Europea del 2025 è in calendario per giovedì 18 dicembre e, secondo le stime degli analisti, non dovrebbe portare a cambiamenti sul fronte dei tassi. Le possibilità di un taglio appaiono infatti molto limitate: se da un lato la crescita del PIL nel terzo trimestre si è rivelata più robusta delle attese, dall’altro pesano ancora diversi fattori di incertezza.

I dazi statunitensi continuano a penalizzare le esportazioni europee, gli investimenti restano frenati da un clima economico instabile e le prospettive per il 2026 risultano ancora fortemente condizionate dall’andamento dell’economia tedesca. In questo contesto, appare poco probabile che la BCE decida di modificare l’attuale orientamento della politica monetaria.

Lo scenario futuro secondo Schroders

Il periodo di politica monetaria accomodante portato avanti dalla Banca Centrale Europea sembra avviarsi, dunque, verso una conclusione. Un recente report della società di gestione Schroders delinea un quadro chiaro: per tutto il 2026 non sono attesi tagli ai tassi, mentre dal 2027 potrebbe aprirsi una nuova fase restrittiva.

L’analisi ipotizza due rialzi dei tassi BCE nel corso del 2027, con il tasso di riferimento che potrebbe raggiungere il 2,5%. Un’ipotesi che trova riscontro anche nelle dichiarazioni ufficiali provenienti da Francoforte. A rafforzare questa visione è stata infatti Isabel Schnabel, membro del Comitato esecutivo della BCE, che in una recente intervista ha spiegato come l’istituto centrale non preveda riduzioni dei tassi nel breve periodo e che la prossima mossa potrebbe essere un aumento del costo del denaro.

L'opinione di Bank of America

Bank of America, invece, la pensa diversamente. Prevede infatti un altro taglio dei tassi a marzo e ritiene probabile un doppio taglio nel 2026, a differenza di quanto ipotizzato dalla Schnabel.

Secondo l'istituzione bancaria USA, il meccanismo di trasmissione della politica monetaria nell’Eurozona ha funzionato solo in parte e con tempi più lenti del previsto. Un aspetto che emerge chiaramente dall’andamento del credito che, come sottolinea Chiara Angeloni (economista di BofA), ha recepito solo parzialmente le misure di allentamento adottate dalla Banca Centrale Europea.

Cosa fare, dunque? 

Le decisioni della BCE hanno un impatto diretto sul mercato dei mutui. Gli indici di riferimento, come l’Euribor per i finanziamenti a tasso variabile e l’Eurirs per quelli a tasso fisso, reagiscono alle prospettive di politica monetaria.

In uno scenario di rialzi possibili, ma non certi, il rischio di un aumento delle rate è comunque concreto, soprattutto per chi sceglie un mutuo variabile. Sebbene oggi questa opzione possa sembrare più conveniente, le prospettive a medio-lungo termine suggeriscono maggiore prudenza.

Il tasso fisso è la scelta migliore per il lungo periodo

Il mutuo a tasso fisso emerge come la soluzione più equilibrata per chi cerca sicurezza e stabilità. Richiedere oggi questa tipologia di mutuo, significa garantirsi una rata invariabile nel tempo, mettendosi al riparo da eventuali strette monetarie future e da un contesto economico più incerto. 

Una scelta che consente di pianificare le spese familiari senza sorprese e con una maggiore tranquillità finanziaria, soprattutto considerando che, tra due anni, le condizioni di mercato potrebbero essere decisamente meno favorevoli di quelle attuali. 

In caso di mutui green, ovvero finanziamenti riservati agli immobili in classe energetica elevata, si tratterebbe anche di un investimento intelligente, dal momento che questi offrono condizioni più competitive rispetto ai finanziamenti tradizionali.

E se avesse ragione la Bank of America? Beh, in quel caso, c'è sempre la surroga.

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