logo Facile.it
Serve assistenza?02 55 55 222

Pignoramento della casa: quando è possibile?

Pubblicato il 09-06-2021 | Aggiornato il 06-05-2026 | 4 min di lettura | Pubblicato da
castiglia masella
Castiglia Masella
mutui expert speaks pignoramento della casa quando e possibile

Il pignoramento della casa avviene quando un debitore non riesce più a onorare gli impegni finanziari presi e il creditore avvia le procedure esecutive che, solitamente, si concludono con una vendita all’asta dell’immobile affinché, con il ricavato, il creditore possa rientrare in tutto o in parte delle sue spettanze.

Uno dei casi più comuni si verifica quando non si pagano le rate del mutuo e la banca chiede il pignoramento dell’immobile sul quale è stata iscritta l’ipoteca. Ma non solo.

Mutuo casa: trova il migliore

Chi può chiedere il pignoramento

Qualsiasi creditore può dare avvio a una procedura esecutiva: una banca, un privato o l’Agenzia delle Entrate, sebbene quest’ultima lo possa fare solo a determinate condizioni come previsto dalla legge 98/2013.

Pignorabilità della prima casa

Anche la prima casa, cioè l’abitazione nella quale si vive abitualmente, può essere pignorata dalla banca o da altri soggetti privati che vantano dei crediti. L’avvio delle procedure può avvenire qualunque sia l’entità del debito contratto. Se però si ha un debito nei confronti dell’Agenzia delle Entrate le cose cambiano.

Se il creditore è l'Agenzia delle Entrate

Si dice che il Fisco non possa pignorare la prima casa ma va chiarito che la definizione di prima casa, qualora il creditore sia lo Stato, cambia di significato.

Abitualmente con i termini ‘prima casa’ si intende l’abitazione principale, ovvero quella in cui si risiede abitualmente e dove si ha la residenza anagrafica. Parlando però di Agenzia delle Entrate e pignoramenti l’espressione assume un significato diverso.

Più precisamente, come ‘prima casa’ si intende infatti l’unica abitazione di proprietà. Questo significa che se si è proprietari di più immobili, il Fisco può pignorare anche l’abitazione principale. E’ però importante sapere che l’Agenzia delle Entrate può procedere al pignoramento solo se:

  • il debito nei confronti del Fisco supera i 120mila euro;
  • il valore totale degli immobili di proprietà è di almeno 120mila euro;
  • prima di procedere dà al debitore la possibilità di rimborsare il debito ratealmente.

L’immobile è invece impignorabile se sussistono contemporaneamente le seguenti condizioni:

  • l’immobile è l’unico di proprietà del contribuente;
  • non è di lusso;
  • è residenza anagrafica del debitore;
  • è accatastato come civile abitazione

Iscrizione dell’ipoteca da parte del Fisco

Il debitore ha 60 giorni di tempo dalla notifica delle cartelle esattoriali per rimborsare il dovuto. Se ciò non avviene e il debitore non si è opposto, l’Agenzia delle Entrate può iscrivere un’ipoteca sull’immobile, ma può farlo solo se il debito ammonta ad almeno 20mila euro. L’agente della riscossione ha l’obbligo di notificare al debitore il preavviso di iscrizione dell’ipoteca 30 giorni prima che la stessa venga effettuata.

Trascorsi sei mesi dall’iscrizione dell’ipoteca senza che il debito venga onorato, il Fisco può avviare le procedure per il pignoramento della casa.

Se il creditore è un privato

Il pignoramento della casa, anche se è l’unica di proprietà del debitore, e anche se ipotecata, è sempre possibile se il creditore è un privato: tanto che sia persona fisica, quanto che si tratti di persona giuridica come banche, finanziarie o altre società.

Tuttavia, per poter procedere è necessario che il creditore sia in possesso di un titolo esecutivo. Ad esempio, un decreto ingiuntivo, una sentenza emessa da un Giudice o una cambiale.

Il procedimento è lungo e comporta dei costi, pertanto non conviene agire se il debito è nell’ordine di poche centinaia o migliaia di euro.

Se la casa è cointestata

In caso di cointestazione, ad esempio con il coniuge, l’intero immobile può essere pignorato ma, una volta che l’immobile è stato venduto, il coniuge debitore ha l’obbligo di restituire all’altro comproprietario la quota del valore che gli spetta.

Prima di procedere alla vendita dell’intera abitazione, il giudice deve però valutare se ci sia la possibilità di frazionare l’immobile, espropriando solo per la quota che appartiene al debitore. Ricordiamo infine che il cointestatario non debitore ha la facoltà di opporsi al pignoramento.

Come bloccare il pignoramento

E’ possibile accordarsi con i creditori anche se la procedura di esecuzione forzata è già stata avviata. Lo strumento si chiama accordo transattivo e può essere di due tipi:

  • saldo e stralcio, quando il creditore rinuncia a una parte delle spettanze e il debitore si impegna a ripagare la rimanenza in un’unica soluzione o al massimo in tre rate;
  • dilazione, quando si dà la possibilità di rimborsare il debito a rate.

La proposta transattiva va comunicata dal debitore (o da un suo legale rappresentante) per iscritto all’avvocato del creditore. L a trattativa non sospende la procedura di pignoramento che va avanti sino all’eventuale raggiungimento dell’accordo.

Nel caso in cui i creditori siano più d’uno, l’accordo, per avere validità, deve essere firmato da tutti i soggetti coinvolti.

Autore
castiglia masella

Giornalista professionista, collabora da diversi anni con il Sole 24 Ore (Casa24Plus, Mondo Immobiliare). In passato ha lavorato, tra gli altri, per Tempo Economico e Tgcom.

Ultime notizie Mutui

pubblicato il 31 maggio 2026
Mutui online maggio 2026: MPS all’1,97% guida il confronto
Mutui online maggio 2026: MPS all’1,97% guida il confronto
I mutui online di maggio 2026 continuano a proporre condizioni interessanti per chi sta valutando l’acquisto di una casa. Su una simulazione da 180.000 euro in 30 anni, con immobile dal valore di 250.000 euro, le differenze tra tassi e rate restano rilevanti e incidono in modo concreto sul costo finale del finanziamento.
pubblicato il 30 maggio 2026
Mutuo per asta immobiliare: quanto costa oggi finanziare 143 mila euro
Mutuo per asta immobiliare: quanto costa oggi finanziare 143 mila euro
Le aste immobiliari continuano a conquistare l’interesse di chi cerca occasioni vantaggiose per acquistare casa. Tra procedure digitali, nuove soluzioni bancarie e maggiore accesso al credito, oggi finanziare un immobile all’asta è più semplice e strutturato rispetto al passato.
pubblicato il 30 maggio 2026
Quando conviene surrogare il mutuo nel 2026: i 3 segnali per cambiare banca
Quando conviene surrogare il mutuo nel 2026: i 3 segnali per cambiare banca
Il 2026 è l'anno ideale per valutare la surroga del mutuo, un'operazione gratuita che ti permette di trasferire il tuo debito verso una banca con condizioni più vantaggiose. Scopri come abbattere la tua rata mensile sfruttando i tassi attuali e i tre segnali chiave per capire se è il momento giusto per cambiare.
pubblicato il 28 maggio 2026
Mutuo green vs mutuo tradizionale a maggio 2026: quanto si risparmia davvero sulla rata?
Mutuo green vs mutuo tradizionale a maggio 2026: quanto si risparmia davvero sulla rata?
Il mutuo green è la scelta ideale per chi vuole risparmiare sugli interessi bancari e proteggere il valore della propria casa nel tempo. Grazie a tassi agevolati e spese ridotte, questa soluzione premia chi sceglie immobili ad alta efficienza energetica, garantendo un doppio vantaggio economico in bolletta e sulla rata mensile.
pubblicato il 27 maggio 2026
Promo mutui Crédit Agricole da 2,59% prorogata fino al 5 giugno 2026
Promo mutui Crédit Agricole da 2,59% prorogata fino al 5 giugno 2026
La promozione sui mutui di Crédit Agricole viene prorogata e resta disponibile ancora per pochi giorni. La nuova scadenza per aderire all’iniziativa è fissata al 5 giugno 2026, mentre le stipule potranno essere concluse entro il 31 ottobre 2026.

Guide ai mutui

pubblicato il 25 maggio 2026
Richiedere il mutuo presso una banca diversa dalla propria: si può fare?
Richiedere il mutuo presso una banca diversa dalla propria: si può fare?
È possibile richiedere un mutuo anche presso una banca diversa da quella in cui si ha il conto corrente, senza alcun obbligo di trasferire il proprio rapporto bancario. La valutazione della richiesta avviene in modo autonomo e la gestione separata dei due rapporti richiede comunque maggiore attenzione operativa.
pubblicato il 21 maggio 2026
Quanto spesso è possibile effettuare un cambio di residenza
Quanto spesso è possibile effettuare un cambio di residenza
Cambiare residenza è un’operazione molto comune, soprattutto per chi si trasferisce per lavoro, studio o esigenze familiari. Non esiste un numero massimo di cambi consentiti, ma ogni variazione deve corrispondere alla reale dimora abituale della persona.
pubblicato il 20 maggio 2026
Come funziona il mutuo intestato ai genitori
Come funziona il mutuo intestato ai genitori
Il mutuo intestato ai genitori è una soluzione sempre più utilizzata quando i figli non hanno ancora una stabilità economica sufficiente per accedere da soli al credito.