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Casa di proprietà: a rischio il primato dell'Italia in Europa

Pubblicato il 13-01-2023 | Aggiornato il 06-12-2024 | 3 min di lettura | Pubblicato da
marianna serra
Marianna Serra
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Secondo l'Indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2022, svolta dal Centro di ricerca Einaudi e Intesa Sanpaolo, 82 italiani su cento sono proprietari della casa in cui vivono (rispetto a una media nell'UE del 64%).

Tuttavia questo record europeo potrebbe vacillare a causa del rialzo dei tassi deciso dalla BCE: già oggi si arriva a pagare il 5%.

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La mania per il mattone

La ricerca, a cura di Giuseppe Russo (economista, presidente e direttore del Centro) e dell'economista Pier Marco Ferraresi, è basata su interviste della Doxa a famiglie italiane titolari di un conto corrente in banca o in Posta.

A proposito della passione tricolore per il mattone, Russo sostiene che l’Italia possiede uno dei tassi più elevati di partecipazione alla proprietà della casa in Europa e si distingue, fra i Paesi leader, per la più alta percentuale di proprietari senza un mutuo in essere.

Il sogno dei giovani

Un altro economista, Giuseppe Pernagallo, scrive che nel nostro Paese comprare casa rappresenta da sempre un obiettivo di vita e, nonostante gli anni di incertezza, i giovani italiani non hanno rinunciato a questo sogno.

Ciò probabilmente deriva dallʼimportanza della famiglia nella cultura italiana e conseguentemente dalla stabilità necessaria per costruirne una.

Gli under 30 ci contano

Secondo un sondaggio svolto nel 2021 su un campione di 1.500 persone di età compresa fra i 15 e i 30 anni ben il 98% ha dichiarato lʼintenzione di acquistare casa non appena le condizioni lo consentiranno.

La pandemia non ha arrestato questa tendenza, anzi si evidenzia una sensibilità diversa dei giovani, sempre meno propensi allʼuso del bene casa e sempre più orientati verso il suo possesso.

L'effetto smart working

Russo ricorda che nel 2021 a convincere gli italiani sono stati diversi fattori:

  • la moderazione dei tassi di interesse sui mutui
  • la bassa redditività delle obbligazioni del Tesoro
  • i lockdown che hanno messo a dura prova le famiglie abitanti in case molto piccole
  • i numerosi bonus fiscali in campo edilizio

Per non dire che la pandemia ha di fatto sdoganato il lavoro da remoto facendo emergere un bisogno di homeoffice che non esistevaprima dello smartworking.

La ricchezza privata

Prosegue l'economista del Centro Einaudi: Nel 2022, è arrivata, inattesa, l’inflazione rispetto alla quale i mattoni per gli italiani sono la difesa naturale, quasi ovvia, fin da quando l’inflazione era la norma e non l’eccezione, quale dovrebbe essere questa volta. Tanto più che gli italiani sono noti sia perché tendono a risparmiare, sia perché si indebitano il meno possibile salvo per le case, che costituiscono ancora la base dell’accumulazione della piccola ricchezza privata.

Tassi verso il 6%

Però l’aumento dei tassi di interesse da parte della Banca centrale europeaprovoca effetti sensibili su chi progetta di comprare casa.

L'allarme lanciato dal sindacato Fabi, la Federazione autonomabancari italiani: L’orizzonte del 6% per gli interessi sulle rate è sempre più vicino. Infatti, se i tassi medi si sono attestati, a Ottobre, attorno a quota 3,2% quando il costo del denaro era al 2%, sul mercato alcuni intermediari propongono già oggi mutui con interessi superiori al 5%. Quindi la decisione di Dicembre della BCE farà alzare ancora i tassi di interesse sui mutui allefamiglie, ad eccezione di quelli a tasso fisso, già contratti con le banche.

Conviene... comparare

Le famiglie italiane non devono comunque rinunciare al loro sogno della vita, perché quando i tassi caleranno e diventeranno più favorevoli sarà possibile estinguere il vecchio mutuo con uno nuovo, più vantaggioso. Lo sostiene il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni.

Insomma, la scelta della surroga del mutuo sarà il futuro salvagente, così come, oggi, può aiutare l'individuazione del mutuo più conveniente.

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