logo Facile.it
Serve assistenza?02 55 55 222

27 giu 2022 | 6 min di lettura | Pubblicato da Cristina Bartelli

mutui expert speaks riforma catasto tutte le novita

Immobili con doppio valore catastale, monitoraggio dell’Agenzia delle Entrate per far emergere e riclassificare immobili con una rendita non aggiornata, agevolazioni per gli immobili storici e nessun incremento per la base imponibile degli immobili non prima casa: ecco quali saranno le linee guida per la riscrittura del catasto, la banca dati degli immobili italiani. La riforma del catasto è inserita all'interno della legge delega di riforma fiscale, un testo di 11 articoli che dà un nuovo volto ad alcune imposte in Italia. Vediamo quali sono le novità in arrivo.

Mutuo casa: trova il migliore

Cos’è il catasto e come funziona?

Il catasto è l’archivio di tutti i beni immobili italiani. Un luogo virtuale dove sono registrate, custodite e censite tutte le informazioni relative ai fabbricati urbani (case) e rurali. In origine gli atti erano acquisiti attraverso le piantine e le rilevazioni cartografiche, mentre adesso il processo di acquisizione e conservazione è digitale.

Le unità immobiliari hanno elementi di identificazione: comune, sezione, foglio, particella e subalterno, consistenza, categoria, classe di redditività e rendita catastale. Oltre a queste identificazioni sono depositate le piantine, o meglio le planimetrie. È possibile accedere alle informazioni catastali liberamente cercando gli immobili con i dati in possesso, sia quelli del proprietario sia quelli dell’immobile. Oggi la consultazione può essere effettuata on line sul sito dell’agenzia delle entrate.

Il valore degli immobili secondo il catasto

Ad ogni immobile è attribuito un valore catastale. Questo dato è formato dalla rendita catastale rivalutata attraverso l’applicazione di specifici coefficienti.

La rendita catastale è il frutto di una moltiplicazione della cosiddetta consistenza catastale per la tariffa d’estimo. È il valore su cui si calcolano le imposte.

Cosa diversa come criterio di calcolo è il valore catastale, che si ricava moltiplicando la rendita catastale per il coefficiente di rivalutazione, un 5% per gli immobili di gruppo A, C, D, E moltiplicato a sua volta per un ulteriore coefficiente variabile in base alla categoria di appartenenza:

  • 110 per la prima casa;
  • 120 per i fabbricati appartenenti al gruppo A o C;
  • 168 per i fabbricati in categoria B;
  • 60 per i beni immobili nel gruppo A/10 e D;
  • 40,80 per i fabbricati delle categorie C/1 ed E;
  • 112,50 per i terreni non edificabili.

Il tutto è poco chiaro? Non preoccupatevi, siete in buona compagnia. Questi criteri di calcolo sono risalenti a diverso tempo fa e dimostrano diversità rispetto al “reale” valore degli immobili, se per reale si intende il valore di mercato, cioè i prezzi degli immobili nelle compravendite.

A pensare che il metodo di organizzazione dei valori degli immobili sia vetusto, e che sia necessario un aggiornamento, sono le istituzioni internazionali, come l’Ocse o la commissione europea. Ma anche il presidente del consiglio Mario Draghi, che illustrando la prima versione della legge delega della riforma fiscale, di fronte alle critiche delle scelte operate ebbe a dire: "La riforma punta a rafforzare il contrasto alle irregolarità e agli abusi, e a modernizzare gli strumenti di individuazione e controllo delle consistenze di terreni e fabbricati".

"Per inciso", ha ricordato Draghi, "l'impianto del catasto è del 1939, ci sono state tante cose in mezzo, anche una seconda Guerra mondiale. Non solo: gli estimi su cui sono basati i gettiti oggi sono dell'89, sono passati 33 anni".

Le richieste della commissione Ue

Dunque in più di un’occasione l’Europa ha consigliato all’Italia, nelle raccomandazioni di politica economica, di aggiornare e modernizzare le valutazioni sugli immobili. Non più tardi di aprile 2022, con la riforma fiscale in discussione, Bruxelles ha messo nero su bianco che: “La prima casa è esente dalle imposte ricorrenti sugli immobili, sullo sfondo di un alto tasso di proprietà della casa, e la base imponibile corrispondente è obsoleta. I dati rilevanti sul settore immobiliare sono raccolti in un'unica piattaforma digitale ma non sono stati effettuati ancora aggiornamenti dei valori catastali”. Per la Commissione, in buona sostanza, è necessario "allineare i valori catastali ai valori correnti di mercato".

La riforma del catasto

Ecco dunque che, mettendo mano al sistema fiscale italiano, provando a riformare le principali imposte come Irpef e Irap, la legge delega (si chiama in questo modo perché fornisce a chi fa le leggi delle indicazioni generali per fare poi provvedimenti via via più specifici) di riforma fiscale ha un articolo, il numero 6, tutto intero, dedicato alla riforma del catasto.

La prima versione è stata osteggiata da forze politiche della maggioranza, Lega e FI, che hanno valutato le regole previste come un aggravio delle tasse per i proprietari di casa.

Dopo un tira e molla durato mesi, si è arrivati a una mediazione tra il governo e le forze di maggioranza con la modifica del testo della legge delega. Ora si è pronti al voto in commissione della camera e dell’aula per chiudere la partita al Senato prima dell’estate.

La riforma fiscale, e quella del catasto, sebbene non siano riforme necessarie per ottenere i fondi del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), sono allo stesso tempo caratterizzate come complementari e quindi non rinviabili.

Le novità

I criteri che dovranno guidare, a far data dal 2026, il legislatore nella scrittura dei decreti attuativi, sono quelli di modificare la disciplina relativa al sistema di rilevazione catastale per modernizzare gli strumenti di individuazione e di controllo delle consistenze dei terreni e dei fabbricati. Come?

Contrasto all’evasione immobiliare

Al primo punto un contrasto all’evasione immobiliare e alle irregolarità. Una collaborazione, dunque, più stringente tra i comuni e l’Agenzia delle entrate, che sarà supervisore per i comuni e li coordinerà anche nella adozione di modelli organizzativi e condivisione delle banche dati.

L’obiettivo è quello di individuare:

  • gli immobili non censiti o che non risultano avere la reale consistenza sulla destinazione d’uso (l’esempio di una casa in un centro storico di una grande città che risulta ad esempio accatastata come casa ultra popolare e il bagno nel cortile);
  • i terreni edificabili che sono accatastati come agricoli;
  • gli immobili abusivi, individuando a tal fine specifici incentivi e forme di valorizzazione delle attività di accertamento svolte dai comuni in questo ambito, nonché garantendo la trasparenza delle medesime attività.

Si prevede inoltre che una quota dell’eventuale maggiore gettito derivante dalle attività di contrasto all’evasione immobiliare sia destinato alla riduzione dell’imposizione tributaria sugli immobili e sia prevalentemente attribuito ai comuni ove si trovano gli immobili interessati all’emersione.

Informazioni integrate e zero aumento di tasse

Affrontando il tema dell’ammodernamento del catasto si dovrà procedere a integrare le informazioni presenti nel catasto dei fabbricati. Dal primo gennaio 2026 l’ammodernamento e le nuove informazioni relative agli immobili non dovranno essere utilizzati per aumentare la base imponibile, e quindi le tasse, l’impatto sull’Isee e quello sull’erogazione dei bonus sociali, che sono agganciati anche alla presentazione dell’Isee. Si garantisce e si precisa dunque che il processo di revisione sia totalmente neutrale ai fini dell'impatto fiscale.

Doppia rendita

Per ciascuna unità immobiliare, accanto alla rendita catastale, composta secondo le regole in vigore, sarà calcolata una ulteriore rendita sottoposta a periodico aggiornamento. Questa rendita sarà aggiornata sulla base dei criteri per la revisione generale delle zone censuarie e delle tariffe d'estimo delle unità immobiliari urbane.

E non solo: ai fini della nuova rendita si dovrà tenere conto di come è formato il territorio comunale per ambiti omogenei di riferimento, si dovranno rideterminare le destinazioni d’uso catastali, distinguendo quelle ordinarie e quelle speciali, si adotterà l’unità di consistenza per gli immobili di tipo ordinario e si prevede la consultazione catastale con l’accesso della banca dati Omi (osservatorio mobiliare italiano).

Novità anche per quegli immobili riconosciuti di interesse storico o artistico. In questo caso dovranno essere previsti sgravi di imposta in considerazione del fatto che per questi fabbricati sono necessari interventi più gravosi in tema di manutenzione e conservazione.

Autore
cristina bartelli

Giornalista professionista dal 2004 e vicecaporedattore per ItaliaOggi, scrive del Fisco in ogni sua forma. Ha fatto incursioni su Classcnbc e Tgcom per raccontare le novità di manovra di bilancio, sanatorie fiscali e storie di elusione.

Ultime notizie Mutui

pubblicato il 14 marzo 2026
Mutui Banco Desio: tassi, novità e offerte da valutare a marzo 2026
Mutui Banco Desio: tassi, novità e offerte da valutare a marzo 2026
Marzo 2026 porta nuove opportunità sui mutui Banco Desio: tassi competitivi, soluzioni flessibili e condizioni pensate per chi vuole acquistare, ristrutturare o trasferire il proprio mutuo con la surroga. Un momento favorevole per valutare il finanziamento della casa.
pubblicato il 11 marzo 2026
Le soluzioni per mutuo 100 per cento di marzo 2026
Le soluzioni per mutuo 100 per cento di marzo 2026
I mutui al 100% permettono di acquistare casa senza anticipo e anche a marzo 2026 il mercato offre diverse opportunità. Tra tassi competitivi, garanzie statali e nuove proposte delle banche, confrontare le offerte è il primo passo per trovare il finanziamento più conveniente.
pubblicato il 10 marzo 2026
Mutuo giovani in città: Roma e Milano guidano il mercato
Mutuo giovani in città: Roma e Milano guidano il mercato
Il primo mese del 2026 ha visto crescere le domande di mutuo del +17,1%. Lo dimostra l’ultimo Rapporto sul Credito di Experian, relativo a gennaio 2026, che pone il focus sull’età dei richiedenti e sulle città più ambite. Dal punto di vista immobiliare, il mercato è guidato dalle città di Roma e Milano, mentre sul fronte mutui è trainato dai giovani Millennial. Facile.it approfondisce lo scenario attuale.
pubblicato il 9 marzo 2026
Simulazione surroga mutuo a marzo 2026: tassi a partire da 2,6%
Simulazione surroga mutuo a marzo 2026: tassi a partire da 2,6%
Nel corso di marzo 2026 il tema della surroga del mutuo torna al centro dell’attenzione per molti proprietari di casa che hanno sottoscritto un finanziamento negli anni scorsi con condizioni meno favorevoli rispetto a quelle attuali.

Guide ai mutui

pubblicato il 10 febbraio 2026
Mutuo e conto corrente: stessa banca o banche diverse?
Mutuo e conto corrente: stessa banca o banche diverse?
È possibile accendere un mutuo senza aprire contemporaneamente un conto corrente con la stessa banca erogante? La risposta è sì, ma bisogna valutare bene i costi e la comodità di gestione della rata.
pubblicato il 4 febbraio 2026
Quando si può richiedere un mutuo se la casa è già stata acquistata
Quando si può richiedere un mutuo se la casa è già stata acquistata
Comprare casa senza aprire un mutuo è un traguardo importante, ma può capitare che a posteriori si abbia bisogno di rientrare in possesso della liquidità investita nell'immobile. In questo caso, è possibile comunque richiedere un mutuo di acquisto casa, ma solo a determinate condizioni.
pubblicato il 14 gennaio 2026
Legge 104: mutuo agevolato per disabili in famiglia
Legge 104: mutuo agevolato per disabili in famiglia
Quando in famiglia è presente una persona con disabilità riconosciuta ai sensi della Legge 104, l’accesso alla casa può diventare una necessità ancora più importante. Per questo motivo, l'ordinamento italiano prevede una serie di agevolazioni che, seppur non configurando una soluzione di mutuo specificatamente dedicata, possono rendere il finanziamento più sostenibile e conveniente.
pubblicato il 8 gennaio 2026
Quanto costa oggi un mutuo agli under 36?
Quanto costa oggi un mutuo agli under 36?
Gli under 36 che vogliono sottoscrivere un mutuo giovani possono ancora approfittare della tutela del Fondo di Garanzia e del tasso agevolato, ma a quanto ammontano i costi totali?