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Cosa aspettarsi con l'ultimo rialzo dei tassi da parte della Bce

Pubblicato il 15-09-2023 | Aggiornato il 13-02-2026 | 2 min di lettura | Pubblicato daRedazione Facile.it
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Ieri la Banca centrale europea ha deciso per il decimo innalzamento consecutivo dei tassi di interesse da luglio 2022, portandoli al 4,5% con un aumento di 25 punti base.

Come impatterà questo sul mondo dei mutui? Converrà richiederne uno?

E chi ha già stipulato un mutuo cosa deve aspettarsi?

Ne parliamo su Facile.it, leader nel confronto di offerte mutui online.

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L'aumento dei tassi

Ieri a Francoforte alcuni speravano in una pausa dal rialzo dei tassi, che però non è arrivata. Al contrario, la BCE ha deciso di aumentare ulteriormente il valore dei tassi di interesse di un quarto di punto percentuale:

  • il tasso sui rifinanziamenti principali sarà al 4,5%
  • il tasso sui depositi sarà al 4%
  • il tasso sui prestiti marginali sarà al 4,75%

Il cambiamento sarà in atto dal 20 settembre 2023.

Gli aumenti sulle rate

Da un'analisi condotta da Facile.it e Mutui.it l'incremento di 25 punti base farà aumentare la rata di un mutuo medio a tasso variabile del 66% rispetto all'inizio del 2022, sfiorando i 760€.

Il TAN a gennaio 2022 infatti era pari allo 0,67% e corrispondeva a una rata mensile di 456€. Chi ha stipulato un mutuo a tasso variabile quindi si ritroverà a pagare più di 300€ in più sulla rata, rispetto a quella iniziale.

Il picco di dicembre

Il picco tuttavia si avrà tra qualche mese, a dicembre. Le aspettative condivise dai Futures sugli Euribor (aggiornate all'11 settembre 2023) prevedono che l'indice Euribor arriverà al 3,90% alla fine dell'anno. 

Si dovrà aspettare l'inizio del nuovo anno per vedere un'inversione di tendenza che porterà, a giugno 2024, i tassi sotto al 5%, con un ulteriore ribassamento al 4,28% a giugno 2025.

E i mutui under 36

Il bonus prima casa per under 36 è in scadenza alla fine di quest'anno, tuttavia il Governo sta pensando a una proroga per tutto il 2024, seppur con un abbassamento della soglia di reddito per la richiesta, che passerebbe dagli attuali 40.000€ annui a 30.000€.

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