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Se la rata del mutuo è troppo alta rispetto alle entrate scatta il controllo del Fisco

Pubblicato il 05-10-2020 | Aggiornato il 11-10-2023 | 2 min di lettura | Pubblicato da
castiglia masella
Castiglia Masella
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Attenti alla rata del mutuo. Se troppo alta rispetto alle entrate mensili, il Fisco può far scattare i controlli. E’ quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l’ordinanza n. 15896 del 24 Luglio 2020. Questo succede perché l’Agenzia delle Entrate, attraverso un software chiamato redditometro, può verificare quanto un nucleo familiare spende, rispetto a quanto dichiarato nel modello 730, durante il periodo d’imposta di riferimento.

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Se le uscite superano di un 20% le entrate, il Fisco si insospettisce e convoca il contribuente che potrà così chiarire l’anomalia documentando, con prove inconfutabili e scritte, la provenienza del denaro in più. In caso non fosse in grado di dimostrarlo verrebbe considerato un evasore.

Per fare un esempio in tema di mutui e relative rate: il signor Rossi ha contratto un finanziamento ipotecario per l’acquisto di una casa. Mensilmente deve pagare una rata pari a 900 euro, ma il signor Rossi percepisce uno stipendio di 1.200 euro. A questo punto, il Fisco si chiede come faccia il signor Rossi a vivere con 300 euro al mese, avendo altre uscite come la spesa per il cibo, le utenze domestiche e quant’altro serve a una famiglia, ma senza avere altre entrate.

E’ così che scattano gli accertamenti per verificare la provenienza di eventuali redditi non dichiarati.

Come ci si può difendere? Il contribuente può sostenere ad esempio di aver ricevuto del denaro in regalo ma ne deve dimostrare la tracciabilità, oppure può spiegare, documenti alla mano, di avere avuto altre entrate già tassate alla fonte o frutto della vendita di beni di valore di proprietà e quindi da non indicare nella dichiarazione dei redditi.

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