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Il problema delle classi energetiche degli immobili in Italia

Pubblicato il 13-04-2023 | Aggiornato il 14-04-2023 | 2 min di lettura | Pubblicato da
castiglia masella
Castiglia Masella
mutui news nel 2022 il 58 per cento degli immobili compravenduti erano di classe g

La classe energetica degli edifici sta assumendo un’importanza sempre più rilevante soprattutto in vista dell’entrata in vigore della Direttiva Ue sugli immobili green approvata qualche settimana fa dal Parlamento europeo: prevede che entro il 2030, gli edifici residenziali meno efficienti dovranno migliorare le prestazioni di due classi energetiche, passando dalla G alla E, ed entro il 2033 dalla E alla D. A quale classe energetica appartengono la maggior parte degli edifici italiani?

Ne parliamo su Facile.it, leader nel confronto di mutui online.

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Il parco immobiliare italiano

Un serio problema da affrontare, specialmente in Italia, dove, secondo i dati dell’Enea, il 61% del parco immobiliare appartiene alle classi energetiche più basse (G e F).

Un altro fattore che ha alimentato l’attenzione verso l’argomento è stato l’aumento dei costi energetici. Di conseguenza, quando si sta per acquistare una casa, la classe energetica dell’edificio diventa una delle variabili più importanti.

E se i prezzi più elevati degli immobili ad alta efficienza non sono accessibili, si preferisce comprare un’abitazione usata da riqualificare ricorrendo agli incentivi fiscali.

Le percentuali per classe energetica

L’Ufficio Studi Tecnocasa ha analizzato le compravendite realizzate nel 2022 dalle agenzie del network e dallo studio risulta che il 58% delle transazioni (57,5% nel 2021) ha riguardato immobili di classe G.

Gli edifici con le più alte prestazioni energetiche hanno rappresentato una quota del 4,2% (4,9% nel 2021) per la classe A e di solo il 2,6% (3% l’anno precedente) se di classe B.

Rispetto allo scorso anno, l’analisi ha evidenziato un calo della percentuale di compravendite nelle classi più performanti, probabilmente perché nel secondo semestre 2022 sono diminuite le transazioni che hanno interessato gli immobili di nuova costruzione. Un calo che l’Agenzia delle Entrate ha quantificato nel -3,7%.

Per contro, sono aumentate le percentuali di compravendite di immobili che ricadono nelle classi energetiche più basse: in particolare la F, che nel 2021 rappresentava una quota del 13,7%, nel 2022 è salita al 14,6%. Più in dettaglio, ecco le altre percentuali relative alle compravendite in base alla classe energetica di appartenenza:

  • la classe C è passata da una quota di compravendite del 3,8% nel 2021 al 3,5% nel 2022
  • la D dal 7,2% (2021) è salita al 7,3% l’anno successivo
  • la classe E, nei due anni considerati, è invece rimasta stabile al 9,9%

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