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Superbonus 110%: i fondi sono finiti. Che cosa succederà adesso?

24 giu 2022 | 3 min di lettura | Pubblicato da Marco Brando

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Il Superbonus 110% a fine Maggio - secondo i dati dell'Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) - aveva spinto gli italiani a prenotare 33,7 miliardi di euro. Mentre gli euro stanziati finora dal Governo - in previsione del loro esaurimento nel 2027 - arrivano a 33,3 miliardi. Quindi i fondi a disposizione non sono soltanto finiti, sono addirittura stati superati. Scopri di più su Facile.it, leader nel confronto di offerte mutui online.

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Una misura di incentivazione

L'ambito benefit, come si legge sul sito di Palazzo Chigi, è una misura di incentivazione introdotta dal DL Rilancio 19 maggio 2020, n. 34, che punta a rendere più efficienti e più sicure le nostre abitazioni.

Il meccanismo prevede che gli interventi possano essere svolti anche a costo zero per il cittadino.

Si suddivide in due tipologie di interventi: il Super Ecobonus agevola i lavori di efficientamento energetico; il Super Sismabonus incentiva quelli di adeguamento antisismico. L’incentivo consiste in una detrazione del 110% che si applica sulle spese sostenute dal 1° Luglio 2020 al 30 Giugno 2022.

Le prospettive

E ora che sono finiti i soldi? Non è chiaro che cosa succederà.

Una parte dei partiti al Governo vorrebbe che la misura fosse rifinanziata, però il premier Mario Draghi ha più volte fatto capire che, così com'è, questa agevolazione non va bene.

Tra chi ha già chiesto il Superbonus e magari sta svolgendo i lavori, qualche dubbio viene: potrà avere i soldi promessi? Gli stessi dubbi li hanno le imprese edili coinvolte, alcune consolidate, altre nate per l'occasione.

Secondo la Confederazione nazionale artigiani, ci sono 33.000 imprese a rischio.

Da Luglio crediti svalutati

Al Corriere della Sera, Christian Dominici, commercialista, ha risposto che per ora non dovrebbero esserci scogli in vista per quel che riguarda la prosecuzione di lavori già avviati.

Il credito già acquisito dagli istituti di credito è del tutto esigibile e lo sarà per tutti i crediti ceduti prima di uno stop formale a nuovi fondi.

Però, come si legge sul sito di Sky Tg24, a cominciare dal prossimo Luglio i crediti per i consumatori finali verranno svalutati (per esempio, cedendo un credito di 1.000 euro si verrà rimborsati con meno di 900). Per evitare problemi, nel dubbio le banche hanno smesso di comprare crediti fiscali legati al Superbonus.

Un decreto per superare le criticità

Il sottosegretario all'Economia Federico Freni, intervistato da Il Messaggero, ha sostenuto che quello dei crediti fiscali nell'edilizia è un tema che sta assumendo dimensioni preoccupanti.

Quindi, gli pare necessario un intervento definitivo che consenta di superare una volta per tutte le criticità registrate dalle imprese e, al contempo, di evitare i fenomeni elusivi che hanno caratterizzato il passato.

I lombardi sono in testa

Nell'attesa, è il caso di segnalare che i lombardi sono i cittadini italiani che stanno utilizzando di più il Superbonus 110%. Dietro la Lombardia, c’è il Veneto. Poi il Lazio, l'Emilia-Romagna e la Campania.

Sul fronte delle detrazioni fiscali già incassate dopo la realizzazione dei lavori, la classifica vede in testa il Trentino-Alto Adige, seguito da Emilia-Romagna, Lombardia, Umbria e Basilicata (a pari merito), Toscana, Piemonte, Valle d’Aosta e Veneto. In coda c'è il Lazio.

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