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Affitti brevi per vacanze: cosa cambia col nuovo DDL

8 giu 2023 | 3 min di lettura | Pubblicato da Castiglia Masella

mutui news ddl affitti brevi cos e e cosa cambia

Per ora è solo in bozza ma già scontenta tutti. E’ il DDL affitti brevi che, secondo il ministro del Turismo, Daniela Santanchè, dovrebbe fornire una disciplina uniforme a livello nazionale volta a fronteggiare il rischio di un turismo sovradimensionato rispetto alle potenzialità ricettive locali e a salvaguardare la residenzialità dei centri storici e impedirne lo spopolamento.

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Cosa prevede la bozza

Ecco i principali punti presenti nella bozza del testo:

  • obbligo di un Codice identificativo nazionale (Cin), da esporre, assegnato dal Ministero del Turismo agli immobili residenziali che vengono affittati a fini turistici. Tale obbligo è esteso anche alle agenzie turistiche online (Ota) che dovranno riportarlo negli annunci pubblicati;
  • obbligo di segnalazione di inizio attività per chi affitta in forma imprenditoriale con sanzioni sino a 10mila euro per chi non rispetta la norma;
  • contratto di locazione minimo di due notti se l’immobile si trova nei centri storici delle città metropolitane.

Ma, come già detto, la nuova disciplina sugli affitti brevi sembra scontentare un po' tutti.

La posizione di Federalberghi

Federalberghi, pur apprezzando la decisione di aprire un dibattito sul tema, non nasconde le perplessità.

A partire dalla durata contrattuale di minimo due notti, la cosiddetta minimum stay. E’ proprio su questo punto che secondo la Federazione è necessario intervenire.

Considerando che – si legge in un comunicato - la permanenza media negli esercizi ricettivi italiani è di 3,3 notti, affermare che il soggiorno nelle locazioni turistiche non può essere inferiore a due notti suona come una presa in giro, in quanto significa che la nuova normativa si applicherà solo su una minima parte dei flussi turistici. Ad esempio, saranno esclusi tutti i soggiorni per vacanza, a partire dai week end, per di più solo in una minoranza di comuni.

I dubbi delle associazioni di categoria

Critiche anche le 13 associazioni di categoria - Confedilizia, Fiaip, Prolocatur, Confassociazioni RE, PMI, Rescasa Lombardia, Host + Host, Host Italia, Bre-VE, Myguestfriend, OspitaMI, Abbav e F.A.R.E) -, coinvolte a suo tempo dal ministro Santanchè, che, pur apprezzando l’introduzione di un Codice nazionale al posto dei Codici regionali, esprimono forte contrarietà al divieto per il proprietario dell'immobile o per il suo gestore professionale di darlo in locazione per una sola notte, considerandola, a tutti gli effetti, una norma discriminatoria, liberticida e con profili di dubbia costituzionalità, che alimenterà forme di evasione fiscale e di illegalità varie.

Le rimostranze dei sindacati degli inquilini

Si lamentano infine i sindacati degli inquilini Sunia, Sicet ed Uniat APS secondo i quali i temi della residenzialità, dell’"overtourism", della crisi degli alloggi, della negazione del diritto allo studio, dell’espulsione dei residenti dalle città metropolitane e d’arte, non solo non vengono toccati, ma addirittura vengono ribadite le scelte normative che hanno portato a queste condizioni.

I sindacati degli inquilini sottolineano inoltre come non siano previsti strumenti e facilitazioni a favore dei Comuni per governare il fenomeno dell’"overtourism" che tanti disagi sta creando ai residenti, facendo lievitare i costi delle locazioni e riducendo drasticamente l’offerta locativa per le famiglie e gli studenti.

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