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Spese e tasse su prima e seconda casa: tutte le differenze

2 feb 2019 | 2 min di lettura | Pubblicato da Castiglia Masella

mutui news spese e tasse su prima e seconda casa tutte le differenze

Secondo una recente analisi del Centro Studi di Tecnocasa, a partire dal 2017 e sino al primo semestre 2018, è tornato a crescere l’interesse per il mercato delle seconde case nelle località turistiche sia da parte di acquirenti italiani sia da parte di investitori stranieri. Lo studio attribuisce il merito di questo risveglio soprattutto al calo dei prezzi degli immobili, oggi decisamente più bassi rispetto a una decina di anni fa.

Mutuo casa: trova il migliore
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Una seconda casa può sempre far comodo non solo per passarci le vacanze ma anche per affittarla o metterla a reddito con le locazioni brevi. Bisogna però fare attenzione alle spese.

Prima di parlare delle differenze in termini di costi tra prima e seconda casa, ricordiamo che quest’ultima non è necessariamente la seconda di due immobili di proprietà ma è un’abitazione dove non si risiede abitualmente e dove non si ha la residenza.

Perciò, anche se si vive in affitto nella città dove si risiede e si è proprietari di un solo e unico immobile, dove non si risiede, quest’ultimo rientra nella categoria delle seconde case. Il possesso di una seconda casa non è quindi sempre un indicatore di particolare benessere economico, tuttavia così viene considerato e le conseguenze sono evidenti quando si deve mettere mano al portafoglio.

Per cominciare, un mutuo per l’acquisto di una seconda casa costa di più. La tassa da versare su un mutuo seconda casa è infatti del 2% a fronte dello 0,25% richiesto per la prima casa e le condizioni offerte dalle banche sono generalmente meno favorevoli. Lo spread (inteso come margine di guadagno della banca) è un po’ più alto, la durata del finanziamento normalmente non può superare i 30 anni e gli importi erogati non arrivano di solito oltre il 60% del valore dell’immobile contro l’80% finanziato in caso di acquisto dell’abitazione principale.

Per finire, gli interessi passivi pagati sul mutuo non sono detraibili dalla dichiarazione Irpef.

C’è poi il capitolo che riguarda le spese e le tasse legate all’acquisto: l’imposta di registro, ad esempio, dal 2% richiesto per una prima casa sale al 9% per la seconda. Vanno inoltre pagate l’Imu e la Tasi, abolite per la prima casa, così come sono più care le utenze di luce e gas.

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