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Pubblicato il 16-03-2026 | 4 min di lettura | Pubblicato da
Marta Radavelli
Marta Radavelli

Gli interessi passivi associati ad un mutuo rappresentano il costo che il debitore deve sostenere per ottenere un finanziamento dalla banca. Si tratta degli interessi da versare periodicamente all’istituto di credito come compenso per l’erogazione del prestito. Questo costo è il guadagno del creditore, che viene remunerato per la rinuncia all’utilizzo di una determinata somma di denaro per un periodo di tempo definito. Più alto sarà il tasso di interesse concordato tra le parti, maggiore sarà l’onere economico complessivo legato al mutuo.

Gli interessi sono definiti "passivi" poiché rappresentano un costo obbligatorio per il debitore e sono parte integrante del finanziamento richiesto alla banca.

Chi riceve gli interessi passivi?

Gli interessi passivi vengono corrisposti al creditore, ovvero la banca, attraverso il pagamento delle rate stabilite nel piano di ammortamento. Generalmente, le rate sono mensili e comprendono due componenti principali:

  1. una quota capitale, che riduce progressivamente l’importo del debito residuo;
  2. una quota di interessi, ossia il costo del finanziamento.

A seconda del tipo di piano di ammortamento scelto (ad esempio, alla francese o all’italiana), e del tasso di interesse applicato, la proporzione tra quota capitale e interessi all’interno di ogni rata può variare. Nelle prime fasi del rimborso, è comune che la quota di interessi sia prevalente rispetto al capitale, mentre nelle fasi finali accade il contrario.

L'importo complessivo degli interessi passivi dipende da diversi fattori, tra cui:

  • l’importo del capitale richiesto;
  • la durata del finanziamento;
  • il tasso di interesse concordato.

Immaginiamo una rata mensile costante di 500€. All'inizio del piano di ammortamento, la ripartizione potrebbe apparire così:

  • quota interessi: 300 € (costo del servizio);
  • quota capitale: 200€ (restituzione del debito);
  • totale rata: 500€.

Con il passare del tempo, poiché gli interessi si calcolano sul debito residuo che diminuisce, la quota interessi calerà (es. 100€) a favore della quota capitale (es. 400€).

Esempio di ripartizione della rata

Quali sono i fattori che influenzano gli interessi passivi del mutuo?

Il costo degli interessi passivi di un mutuo è influenzato da molteplici variabili, alcune delle quali dipendono direttamente dal profilo del richiedente e dalle condizioni di mercato. Di seguito, i principali fattori da considerare:

Rapporto Loan to Value (LTV):
Il LTV rappresenta il rapporto tra l'importo del mutuo richiesto e il valore dell'immobile da acquistare. Un LTV più elevato implica un rischio maggiore per la banca, che generalmente si traduce in tassi di interesse più alti.

Indici di riferimento
I tassi di interesse applicati al mutuo sono calcolati sulla base di un indice di riferimento più uno spread. L'indice di riferimento riflette il costo del denaro sul mercato interbancario. Ad esempio:

  • Euribor, utilizzato per i mutui a tasso variabile;
  • Eurirs, adottato per i mutui a tasso fisso;
  • lo spread rappresenta il margine di guadagno della banca e viene aggiunto all'indice per determinare il tasso complessivo applicato.

Durata del mutuo
Mutui con una durata più lunga comportano generalmente un importo complessivo di interessi passivi maggiore, anche se le singole rate risultano più basse.

Profilo creditizio del richiedente
Una buona solidità finanziaria può permettere di ottenere tassi di interesse più vantaggiosi, poiché il rischio per la banca è inferiore.

Agevolazioni fiscali sugli interessi passivi

In alcune situazioni, è possibile beneficiare di agevolazioni fiscali per ridurre l’onere degli interessi passivi. Ad esempio, chi acquista un’abitazione principale con un mutuo può detrarre una parte degli interessi passivi nella dichiarazione dei redditi. In Italia, la detrazione è pari al 19% degli interessi pagati, con un limite massimo stabilito per legge.

Per poter accedere a questa agevolazione, è necessario rispettare alcuni requisiti, tra cui:

  • l'immobile deve essere adibito a prima casa;
  • il mutuo deve essere finalizzato all'acquisto o alla costruzione dell'immobile;
  • il mutuo e la proprietà dell'immobile devono essere intestati alla stessa persona.
RequisitoDescrizioneLimite normativo
Tipologia immobileL’immobile deve essere destinato ad abitazione principaleObbligatorio
Finalità del mutuoIl finanziamento deve essere destinato all’acquisto o costruzione della casaObbligatorio
IntestazioneMutuo e proprietà dell’immobile devono essere intestati alla stessa personaObbligatorio
Percentuale di detrazioneQuota di interessi passivi detraibile nella dichiarazione dei redditi19%
Importo massimo su cui calcolare la detrazioneLimite annuo degli interessi passivi detraibiliFino a 4.000€

Come si calcolano gli interessi passivi

Gli interessi passivi si calcolano sul capitale residuo, considerando il tasso d’interesse annuo (TAN) e il numero di rate. Nel piano di ammortamento alla francese, la quota interessi di ogni rata diminuisce col passare del tempo, mentre la quota capitale aumenta. 

Per stimare gli interessi di una rata si può usare la seguente formula:
Interessi rata = Capitale residuo × TAN ÷ Numero di rate annuali

Ecco un esempio pratico:

  • Capitale residuo: 100.000€
  • TAN: 3% annuo
  • Rate: 12 rate annuali

Interessi prima rata = 100.000 × 0,03 ÷ 12 ≈ 250€

Con il passare delle rate, il capitale residuo diminuisce e quindi anche gli interessi calcolati sulle rate successive saranno più bassi.

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