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Mutui immobiliari: cresce il tasso fisso per la prima casa

Pubblicato il 27-06-2022 | Aggiornato il 24-01-2023 | 3 min di lettura | Pubblicato da
marco brando
Marco Brando
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Aumentano ancora i tassi fissi per i mutui dedicati all'acquisto della prima casa. Per esempio, un mutuo trentennale di 140.000 euro alla fine del 2021 ne costava in media 467 al mese; il 13 giugno scorso, ha calcolato il Corriere della Sera Economia, si arrivava 105 euro mensili in più. Insomma, i tassi fissi sono saliti del +1,5% in 6 mesi. Meglio scegliere il variabile?

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Mutuo casa: trova il migliore
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Quello che succedeva prima

Prima del boom dell'inflazione e della crisi provocata dalla guerra scatenata dalla Russia contro l'Ucraina, le compravendite immobiliari erano state assai incoraggiate dalla possibilità di ottenere mutui a tasso fisso a condizioni favorevolissime. Infatti, il 90% dei prestiti ipotecari era di questo tipo.

Però da parecchie settimane l'Eurirs, il parametro usato dalla banche per stabilire i tassi fissi dei mutui, aumenta di continuo.

In uno scenario di ascesa del costo del denaro a lungo termine, scrive il Corriere Economia, non è detto che la sua corsa si fermerà presto.

Chi può avere problemi

Ovviamente chi ha stipulato mutui a tasso fisso prima di questi aumenti può stare tranquillo, perché saranno rispettate le condizioni pattuite a suo tempo.

I problemi sorgono per quel 10% che aveva optato per il tasso variabile, basato sull'Euribor (per ora ci sono stati incrementi modesti, ma è difficile prevedere che cosa succederà nei prossimi mesi), o per chi si mette adesso alla ricerca di un mutuo a tasso fisso.

Sette su 10 con finanziamento bancario

Secondo il Corriere della Sera, a rischiare di più in questo momento sono le famiglie che hanno in corso un mutuo variabile avviato da poco tempo; per chi è oltre la metà del rimborso gli aumenti saranno comunque molto più ridotti.

I dati dell'Agenzia delle Entrate relativi al primo trimestre 2022 dicono che le vendite di case hanno registrato un forte aumento: +12% nella media nazionale, con un clamoroso +36% a Milano

Ma oltre la metà degli acquisti, quota che sale al 70% se ci riferiamo alle sole prime case, sono stati resi possibili da un finanziamento bancario.

Penalizzati gli under 36

Il quotidiano segnala che circa un terzo delle domande di mutuo sono appannaggio di under 36 che possono, nel rispetto di determinate condizioni reddituali, usufruire della copertura statale in caso di difficoltà nel rimborso delle rate e che quindi riuscivano a ottenere un benestare bancario altrimenti problematico.

L'aumento dei tassi attualmente rende impossibile erogare i benefici statali sui mutui giovani, perché il tasso massimo previsto dalla legge (1,91% fino a fine Giugno per il tasso fisso) è molto al di sotto dei tassi realmente praticati sul mercato.

Difficile fare previsioni

Scegliere oggi il tasso variabile, scommettendo su un calo, rischia di essere piuttosto rischioso. Nessuno, oggi, è in grado di ipotizzare quali condizioni ci troveremo nei prossimi tempi, a causa delle tensioni internazionali.

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