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Allungare la durata di un mutuo variabile conviene?

18 lug 2023 | 2 min di lettura | Pubblicato da Castiglia Masella

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I rialzi dei tassi d’interesse decisi dalla Banca Centrale Europea per contrastare l’inflazione stanno mettendo in seria in difficoltà coloro che hanno sottoscritto, e stanno ripagando, un mutuo a tasso variabile.

Per cercare di arginare gli aumenti, una possibilità sarebbe quella di allungare la durata del finanziamento. Ma conviene?

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La simulazione di Facile.it

Secondo una nostra recente simulazione, negli ultimi 18 mesi, l’importo medio erogato ha superato di poco i 142mila euro per un immobile del valore medio di 192mila euro. 

Se si suppone inoltre che il finanziamento a tasso variabile sia stato stipulato a gennaio 2022 da un mutuatario di età poco sopra i 35 anni, con piano di ammortamento di 26 anni e mezzo, si vede una rata iniziale di 514 euro. Con gli aumenti dei tassi, la stessa rata sale a 816 euro, pari a un aumento del 60%. Un rialzo che diventa insostenibile per molte famiglie.

La soluzione prospettata dal Mef

Il Ministero dell’economia e delle finanze sta dialogando con le banche per studiare un meccanismo che possa porre un freno agli aumenti delle rate. Come? Congelando la rata e allungando la durata dei finanziamenti. 

L’Abi (Associazione bancaria italiana) ha fatto capire che non avrebbe difficoltà ad aderire alla proposta. Tuttavia, la soluzione presenta delle criticità. La prima è che allungando la durata del rimborso si pagherebbero più interessi.

I conteggi del Codacons

Sull’argomento è intervenuto il Codacons che, conti alla mano, ha dimostrato che l’operazione non sarebbe esattamente a costo zero per le famiglie. L’associazione ha preso in considerazione un mutuo da 120mila euro con durata di 25 anni e un Taeg al 4,38%. 

Allungando la durata a 30 anni, gli interessi da corrispondere alla banca salirebbero a 91.566,67 euro, con un aumento in 5 anni pari a 17.390 euro. Cioè a 3.478 euro all’anno.

Chi rischia di più

La seconda criticità riguarda in particolare i mutuatari che hanno davanti ancora molti anni prima di estinguere il debito. Durante il periodo di ammortamento infatti altri rialzi dei tassi d’interesse potrebbero verificarsi con conseguenti nuovi aumenti delle rate da pagare.

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