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Mutui a tasso misto rinegoziabile, i vantaggi e le offerte in corso

Pubblicato il 13-12-2016 | Aggiornato il 20-05-2026 | 2 min di lettura | Pubblicato daRedazione Facile.it
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Scegliere tra tasso fisso e tasso variabile, quando si parla di mutuo prima casa, non è sempre una scelta immediata. Il calcolo della rata del mutuo, possibile anche on line prima di inviare una richiesta alla banca, potrebbe dare un risultato più conveniente se ci si prende il rischio di una possibile variazione degli indici del riferimento in futuro, mentre, d’altro canto, il calcolo di una rata fissa offre un’idea chiara e più precisa di quello che sarà l’impegno da affrontare per gli anni a venire. Nell’indecisione, le formule a tasso misto rinegoziabile, a tranche temporali di 2, 5 oppure 10 anni, possono essere un buon compromesso. Per orientarsi rispetto alla convenienza di una tipologia di tasso si può comunque sempre tenere presente che anche nel caso di prodotti misti la maggiore stabilità dell’indice di riferimento nel tempo implica di norma condizioni iniziali meno vantaggiose di quando si sceglie di condividere i rischi di rialzi degli interessi con la banca che eroga il finanziamento.

Un esempio di mutuo a tasso misto è offerto da ING Direct con Mutuo Arancio a tasso fisso rinegoziabile. Si parte con una rata a tasso fisso per un periodo iniziale di 5 o 10 anni, per poi passare, secondo gli intervalli di tempo stabiliti da contratto, ad un tasso variabile applicato in base agli indici del periodo, se più vantaggioso. Resta infatti sempre possibile anche confermare la scelta del tasso fisso, aggiornando il valore in base a quanto stabilito dal mercato al momento della rinegoziazione. Lo spread attualmente applicato da ING Direct, per stipule effettuate entro il 15 gennaio, parte dall’1,40%. Sottoscrivere un Conto Corrente Arancio per l’addebito delle rate dà accesso a condizioni di spread più convenienti. Cariparma Crédit Agricole propone invece Gran Mutuo Cambio scelta, che garantisce la possibilità di passare dal tasso fisso a quello variabile ogni due anni, mantenendo invariato lo spread iniziale. Il passaggio da una tipologia di rimborso all’altra dipende sempre dalla scelta ritenuta più conveniente dal cliente alle scadenze prefissate da contratto per esercitare l’opzione.

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