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Le spese da sostenere quando si accende un mutuo

Le spese da sostenere quando si accende un mutuo
Le 3 cose da sapere:
  • Le spese di istruttoria sono quelle di apertura della pratica di accensione
  • La perizia, l'atto notarile e le imposte sul finanziamento sono obbligatorie
  • Spesso devono essere aggiunte polizze assicurative a garanzia del mutuo

Con i tassi di interesse in calo e i prezzi delle case sempre più ghiotti, l’idea di accendere un mutuo per comprare la casa dei propri sogni non è più così irraggiungibile. Dato però che, in caso si decida di tentare l’avventura, si tratterà di un impegno che durerà a lungo (anche alcuni decenni) è il caso di arrivare in banca già con le idee chiare su quali sono le spese che ci aspettano, per non farsi cogliere alla sprovvista ed evitare brutte sorprese su quello che sarà, poi, l’importo effettivo da rimborsare. In ogni caso, è buona norma chiedere alla banca il relativo foglio informativo, sul quale sono indicate dettagliatamente tutte le spese. Vediamo quali sono.
 

Spese di istruttoria

Le spese di istruttoria sono nient’altro che i costi per l’apertura della pratica, che la banca richiede per studiare la domanda di mutuo e per dare la propria valutazione di fattibilità. Tali spese possono aggirarsi tra lo 0,50 e l’1% dell’importo del mutuo (di solito l’ammontare viene detratto dalla somma erogata), anche se in alcuni casi sono nulle.

In fase di apertura di mutuo, ci sono a volte dei documenti da presentare, i quali, naturalmente, hanno un costo. Si tratta, di solito, dei certificati di residenza o dello stato di famiglia (rilasciati dal Comune al costo della marca da bollo), o dei certificati di iscrizione alla Camera di Commercio in caso di professionisti.
 

La perizia

Bisogna poi considerare le spese per la perizia sull’immobile, indispensabile alla banca per decidere quale importo concedere come finanziamento. Il perito, che solitamente è legato alla banca stessa, costa intorno ai 300 euro, oltre all’Iva, al contributo per la sua cassa di previdenza e al rimborso spese di viaggio.
 

L'atto notarile

Al momento della stipula del contratto, poi, occorre pagare il notaio, il cui costo varia, ovviamente, da professionista a professionista. Si possono preventivare però almeno 2 mila euro di spese, considerati anche i costi dell’atto di iscrizione dell’ipoteca.
 

Le imposte

Una volta ottenuto il finanziamento, questo figura come un’entrata nell’economia familiare e, in quanto tale, è soggetta ad imposte (che vengono trattenute direttamente dalla banca). Se il finanziamento riguarda la prima casa, si parla dello 0,25% del valore del mutuo (del 2% se il finanziatore è un ente diverso da una banca o da una finanziaria assimilata); se si tratta della seconda casa o di immobile commerciale, l’imposta sale al 2% per i contratti stipulati fino a fine 2013, mentre per quelli stipulati a partire dal 2014 è prevista un’imposta fissa di 50 euro. Ammonta a 200 euro l’imposta sostitutiva per il mutuo seconda casa se l’immobile si acquista direttamente dalla società costruttrice entro quattro anni dalla fine dei lavori.
 

Il valore delle imposte varia in base alla tipologia di immobile che hai acquistato ed è inferiore se il finanziamento riguarda la tua prima casa.


Le polizze assicurative

Insieme al mutuo, spesso, la banca erogatrice sente la necessità di vendere polizze assicurative ad ulteriore garanzia del finanziamento. Possono essere polizze vita, polizze contro la perdita del lavoro, polizze che assicurano la casa dagli incendi, che vincolano il pagamento dei danni a beneficio della banca stessa. I premi di tali polizze – spesso pari solo a qualche decina di euro - vanno aggiunti al conteggio complessivo delle spese. A tutela della concorrenza, per legge, le banche sono tenute a fornire almeno altri due preventivi di compagnie assicurative alternative alla propria, che offrano polizze con lo stesso tipo di garanzie.
 

Se il tuo mutuo copre oltre l’80% del valore dell’immobile, devi fornire alla banca una polizza fideiussoria come garanzia aggiuntiva.


Altre spese

Tra le altre spese occorre considerare le eventuali spese di incasso rata (spesso di pochi euro mensili, ma che diventano una spesa importante se moltiplicata per gli anni di durata del mutuo!); le spese di gestione annua; i costi di estinzione anticipata (eliminati a partire dal 2 febbraio 2007 grazie alla Legge Bersani ma in via di reintroduzione), che vanno applicati alla sola quota rimborsata anticipatamente; i costi di cancellazione dell’ipoteca in caso, dopo l’estinzione del mutuo, si decida di vendere l’immobile.

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