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Mutui immobiliari: i tassi da gennaio 2022 sono aumentati del triplo

22 mar 2024 | 2 min di lettura | Pubblicato da Marco Brando

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I tassi per i mutui immobiliari, da gennaio del 2022, sono aumentati del triplo. A dicembre 2023 erano mediamente al 4,40%; all’inizio del 2021 erano all’1,67% e all’inizio del 2022 all’1,45%. 

Questo è quanto emerge dal rapporto svolto dalla FABI, la Federazione Autonoma Bancari Italiana. Quali sono state le conseguenze di questo aumento e quali sono le prospettive per i mesi a venire?

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Andamento dei tassi

Da questo aumento è conseguito un calo pari al 9% delle persone che hanno fatto debiti per comprare casa: sono passate infatti dal 50% al 41%. Conseguenza del fatto che la Banca centrale europea da mesi mantiene il costo del denaro al 4,5%, per contrastare l’inflazione. A gennaio 2024 i tassi di interesse sui mutui, comprensivi delle spese accessorie (Taeg), sono diminuiti dello 0,44%, passando da 4,82% a 4,38%; lo riferisce Bankitalia.

Diminuiscono le compravendite

Per ora la BCE non pare intenzionata ad abbassare il costo del denaro, unico modo per invertire la tendenza. Nell’attesa, in Italia anche le compravendite immobiliari sono scese del 12% nell’arco del biennio citato e non sembra che sia all’orizzonte una ripresa del mercato immobiliare, complice anche il costo sempre maggiore delle case.

Il costo del denaro

Lando Maria Sileoni, segretario generale della FABI, spiega che la BCE dovrebbe accelerare "l’avvio del percorso di riduzione del costo del denaro, per rimettere in condizione, al più presto, le stesse banche di poter tornare a sostenere il mercato immobiliare". Ha aggiunto: "La velocità con la quale la Banca centrale europea ha portato il tasso base dallo 0 al 4,5% è stata uno shock per il mercato finanziario, per le imprese e per le famiglie".

Obiettivo 2%

Intanto anche il 7 marzo scorso il Consiglio direttivo della BCE ha deciso di mantenere tutto così com’è, senza aumentare i tassi: “I tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati rispettivamente al 4,50%, al 4,75% e al 4,00%”, si legge nella nota divulgata alla fine della riunione. In prospettiva futura la Banca centrale europea intende riportarli al 2%, tuttavia non è ancora possibile definire con certezza l'arco temporale nel quale avverrà questa diminuzione.

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