logo Facile.it
Serve assistenza?02 55 55 222

Fringe benefit 2025: scadenza al 12 gennaio 2026 per non perdere l’esenzione fiscale

19 dic 2025 | 3 min di lettura | Pubblicato da Carmela Di Matteo

colleghi a lavoro con documenti calcolatrice e fogli

Con l’avvicinarsi della chiusura dell’anno, torna centrale il tema delle scadenze per l’erogazione dei fringe benefit 2025, soprattutto alla luce delle soglie di esenzione rafforzate introdotte dalla manovra 2025. Datori di lavoro e dipendenti devono prestare particolare attenzione a una data chiave: il 12 gennaio 2026.

Mutuo casa: trova il migliore
Mutuo casa: trova il migliore

Fringe benefit 2025: quanto valgono le soglie esentasse

Per il triennio 2025-2027, la Legge di Bilancio ha confermato un regime agevolato più favorevole rispetto al limite ordinario. In particolare:

  • 1.000 euro annui per la generalità dei lavoratori dipendenti;
  • 2.000 euro annui per i dipendenti con figli fiscalmente a carico.

Entro questi limiti, i beni e i servizi riconosciuti dal datore di lavoro non concorrono alla formazione del reddito imponibile, né ai fini fiscali né contributivi. Superata la soglia, però, l’intero importo diventa imponibile, con effetti immediati in busta paga.

Il principio di cassa allargato: perché conta il 12 gennaio

La normativa fiscale applica ai redditi da lavoro dipendente il cosiddetto principio di cassa allargato, previsto dal TUIR. In base a questa regola, si considerano percepite nel 2025 anche le somme e i valori effettivamente incassati entro il 12 gennaio 2026.

Questo significa che i fringe benefit, premi e retribuzioni di competenza 2025, erogati materialmente entro il 12 gennaio 2026, vengono trattati fiscalmente come redditi del 2025, rientrando quindi nei limiti di esenzione dell’anno appena concluso.

Cosa succede se il pagamento avviene dopo la scadenza

Se l’erogazione dei fringe benefit avviene dal 13 gennaio 2026 in poi, gli importi slittano automaticamente nel periodo d’imposta 2026. Le conseguenze non sono neutre:

  • i valori concorrono ai nuovi limiti esentasse del 2026;
  • aumenta il rischio di superamento delle soglie, con tassazione integrale;
  • cresce il costo contributivo per l’azienda e l’imponibile per il lavoratore.

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda il momento dell’accredito: non basta disporre il pagamento entro il 12 gennaio, ma è necessario che le somme siano effettivamente disponibili sul conto del dipendente entro quella data.

Il principio di cassa allargato non riguarda solo i benefit aziendali, ma anche le retribuzioni di dicembre 2025. Se il pagamento avviene entro il 12 gennaio 2026, lo stipendio confluisce nel reddito 2025 e sarà indicato nella Certificazione Unica dello stesso anno.

Quali sono i fringe benefit? Attenzione agli interessi del mutuo

Tra i fringe benefit, ricordiamo che rientrano anche le agevolazioni legate al costo dell’abitazione principale, introdotte dal 2024 e confermate per il 2025 e gli anni successivi. In questo ambito, il datore di lavoro può rimborsare o sostenere le spese per gli interessi passivi del mutuo prima casa del dipendente, facendole rientrare nel plafond dei fringe benefit esenti. 

L’agevolazione opera entro le soglie annuali di 1.000 euro per la generalità dei lavoratori, che salgono a 2.000 euro per i dipendenti con figli fiscalmente a carico e si affianca ad altre voci di welfare come il rimborso dell’affitto e delle utenze domestiche. Il beneficio non è automatico ma rimesso alla scelta dell’azienda e richiede la presentazione di idonea documentazione da parte del lavoratore. 

È inoltre necessario prestare attenzione alla non cumulabilità: per le stesse spese non è possibile usufruire contemporaneamente del fringe benefit aziendale e della detrazione degli interessi passivi del mutuo in dichiarazione dei redditi (modello 730). Si tratta quindi di uno strumento di welfare che consente un risparmio fiscale immediato, ma che impone al dipendente una valutazione di convenienza tra rimborso aziendale e beneficio fiscale ordinario.

Mutuo casa: trova il migliore
Mutuo casa: trova il migliore

Offerte Mutuo a 30 anni

Rata mensile
199,91€
Prodotto
Mutuo CA Flexi Acquisto Green Tasso Fisso
Finalità
Acquisto prima casa
Importo
€ 50.000
Tasso
2,59% (Tasso finito)
Tipo Tasso
Fisso
TAEG
3,00%
Durata
30 anni
Costo totale
€ 35.983,45
Rata mensile
199,91€
Rata mensile
206,78€
Prodotto
Mutuo Promo Casa Green
Finalità
Acquisto prima casa
Importo
€ 50.000
Tasso
2,85% (Tasso finito)
Tipo Tasso
Fisso
TAEG
3,29%
Durata
30 anni
Costo totale
€ 37.220,16
Rata mensile
206,78€
Rata mensile
208,11€
Prodotto
Offerta Flat D- Evolution Green
Finalità
Acquisto prima casa
Importo
€ 50.000
Tasso
2,90% (Tasso finito)
Tipo Tasso
Fisso
TAEG
3,13%
Durata
30 anni
Costo totale
€ 37.460,70
Rata mensile
208,11€
Rata mensile
208,65€
Prodotto
Mutuo Green
Finalità
Acquisto prima casa
Importo
€ 50.000
Tasso
2,92% (Tasso finito)
Tipo Tasso
Fisso
TAEG
3,25%
Durata
30 anni
Costo totale
€ 37.557,15
Rata mensile
208,65€
Rata mensile
209,46€
Prodotto
Mutuo Green
Finalità
Acquisto prima casa
Importo
€ 50.000
Tasso
2,95% (Tasso finito)
Tipo Tasso
Fisso
TAEG
3,26%
Durata
30 anni
Costo totale
€ 37.702,10
Rata mensile
209,46€

*Annuncio Promozionale, per tutte le informazioni relative a ciascun prodotto si prega di prendere visione di Informativa Trasparenza Mutui. Tutti i prodotti presenti sul comparatore sono da considerarsi assistiti da garanzia di ipoteca sull'immobile. Ti ricordiamo sempre di prendere visione delle Informazioni Generali sul Credito Immobiliare offerto ai consumatori nonché agli altri documenti di Trasparenza. Per verificare la soluzione adatta alle tue esigenze clicca su verifica fattibilità

Offerte confrontate

Confronta in pochi istanti i mutui on line offerti dalle banche e richiedi senza impegno la fattibilità del finanziamento.

Mutuo Prima Casa

Confronta i nostri prodotti

Fai un PREVENTIVO

Surroga Mutuo

Riduci la rata del mutuo

Fai un PREVENTIVO

Ultime notizie Mutui

pubblicato il 18 marzo 2026
Andamento dei tassi mutui a metà marzo 2026: quanto incidono oggi sulla rata di un finanziamento casa
Andamento dei tassi mutui a metà marzo 2026: quanto incidono oggi sulla rata di un finanziamento casa
A metà marzo 2026 il mercato dei mutui continua a muoversi in un contesto di relativa stabilità. I tassi rimangono su livelli più moderati rispetto agli anni precedenti, offrendo nuove opportunità a chi sta valutando l’acquisto di una casa. Analizzare l’andamento dei tassi e confrontare diverse offerte consente di comprendere meglio il costo reale del finanziamento e pianificare con maggiore consapevolezza la propria scelta immobiliare.
pubblicato il 17 marzo 2026
Mutui italiani più cari in UE, ma il tasso medio è in discesa
Mutui italiani più cari in UE, ma il tasso medio è in discesa
Sebbene l’Italia vanti mutui costosi rispetto alla media UE, con tassi d’interesse elevati rispetto ad altri paesi, le erogazioni sono in continuo aumento e le richieste provengono principalmente dai giovani. Inoltre, gli ultimi dati confermano che i tassi sono in diminuzione, favorendo l’incontro tra domanda e offerta di finanziamento. Facile.it analizza i dati provenienti dagli ultimi report FABI, ABI ed Experian.

Guide ai mutui

pubblicato il 18 marzo 2026
Tassi di interesse del mutuo: quali sono e come sono calcolati
Tassi di interesse del mutuo: quali sono e come sono calcolati
Il tasso di interesse del mutuo è il costo da corrispondere alla banca per prendere in prestito il denaro. Gli interessi possono essere suddivisi in varie classificazioni, come ad esempio interessi attivi e passivi, o in base alla tipologia, come fissi, variabili o misti.
pubblicato il 18 marzo 2026
Piano di ammortamento mutuo: cos'è e come funziona
Piano di ammortamento mutuo: cos'è e come funziona
Acquistare una casa o ristrutturare un immobile spesso richiede un mutuo, e capire come funziona il piano di ammortamento è fondamentale per gestire correttamente le rate e il costo totale del finanziamento.
pubblicato il 18 marzo 2026
Come richiedere e ottenere un mutuo passo passo
Come richiedere e ottenere un mutuo passo passo
Richiedere un mutuo può sembrare un'operazione lunga e complessa, proprio per questo informarsi a priori sulle modalità in cui avviene richiesta è fondamentale.
pubblicato il 18 marzo 2026
Detrazione interessi mutuo: cosa prevede la detrazione fiscale
Detrazione interessi mutuo: cosa prevede la detrazione fiscale
I contribuenti che hanno stipulato un mutuo ipotecario per l’acquisto, la ristrutturazione e la costruzione della prima casa possono detrarre ai fini del calcolo Irpef gli interessi passivi pagati sul mutuo, oltre che le spese e gli oneri accessori legati al mutuo stesso. Ecco come fare.