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5 apr 2024 | 3 min di lettura | Pubblicato da Marco Brando

Bandiera europea fuori dal parlamento Europeo

Il Parlamento europeo ha approvato la direttiva Ue sulle case green e sugli edifici ecologici a basso consumo energetico.

Tuttavia, bisognerà attendere ancora del tempo per verificare se le disposizioni saranno davvero attuate, soprattutto considerati i costi di ristrutturazione ai quali si andrà incontro. Quali sono e cosa prevedono le nuove regole introdotte relative alle prestazioni energetiche?

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L’adozione finale

L'assemblea plenaria del Parlamento ha approvato la direttiva sulle case green e le nuove norme in via definitiva (370 voti a favore, 199 contro 46 astenuti). L’adozione finale sarà sancita dall’approvazione formale del Consiglio dell’Unione europea (noto anche come Consiglio dei ministri europei, detiene - insieme al Parlamento - il potere legislativo).

Tuttavia, bisognerà verificare se le disposizioni saranno davvero attuate, considerati gli elevati costi di ristrutturazione che i privati dovranno sostenere.

Le regole

Sono state stabilite nuove regole relative alle prestazioni energetiche nell'edilizia. L’obiettivo è quello di:

  • diminuire gradualmente le emissioni di gas serra e i consumi energetici da parte di edifici privati e pubblici entro il 2030
  • arrivare alla neutralità climatica (cioè, all’assenza di contraccolpi sull’ambiente) entro il 2050

I nuovi edifici

Cosa prevede nello specifico la direttiva? Prima di tutto, prescrive che tutti gli edifici privati di nuova costruzione siano a emissioni zero a partire dal 2030. I nuovi edifici occupati da autorità pubbliche o di loro proprietà dovranno farlo a partire dal 2028.

I vecchi edifici

Per quel che riguarda gli edifici già costruiti, i Paesi membri dovranno concepire provvedimenti in base ai quali possa esserci una riduzione dell'energia primaria media utilizzata (rispetto al 2020) di almeno:

  • il 16% entro il 2030
  • il 20-22% entro il 2035

Sarà necessario stabilire requisiti minimi nazionali di prestazione energetica da rispettare per tutto il settore dell'edilizia.

Impianti solari

Inoltre dovrà essere ristrutturato:

  • il 16% gli edifici non residenziali (ovvero quelli non abiti a residenza privata continuativa o saltuaria) che hanno le peggiori prestazioni entro il 2030
  • il 26%, della stessa tipologia di edifici, entro il 2033

Se sarà tecnicamente e finanziariamente fattibile, andrà prevista l'installazione progressiva di impianti solari negli edifici pubblici e non residenziali e in tutti i nuovi edifici residenziali entro il 2030.

Il progetto statale

Gli Stati membri avranno poi l’obbligo di elaborare un progetto che spieghi come intendono predisporre misure vincolanti per decarbonizzare i sistemi di riscaldamento e raffreddamento, eliminando gradualmente entro il 2040 i combustibili fossili (sostanzialmente, il gas). 

Dal 2025, sarà vietata la concessione di incentivi per le caldaie autonome a combustibili fossili, mentre dal 2040 sarà vietata la vendita di caldaie inquinanti. Gli incentivi saranno invece permessi per i sistemi di riscaldamento che usano una quantità significativa di energia da fonti rinnovabili.

Le esclusioni

Si tratta di un passo avanti, considerando che gli edifici sono responsabili del 40% dei consumi energetici e del 36% delle emissioni di gas a effetto serra nell'Ue, secondo la Commissione europea.

La nuova normativa non si applicherà agli edifici agricoli e agli edifici storici. Inoltre, ogni Stato potrà decidere di escludere anche altri edifici protetti per il loro particolare valore architettonico o storico, gli edifici temporanei, le chiese e altri luoghi di culto.

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