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Bonus edilizi 2026: conferme, novità e requisiti per richiederli

Pubblicato il 07-01-2026 | Aggiornato il 22-05-2026 | 4 min di lettura | Pubblicato da
Marta Radavelli
Marta Radavelli
coppia con operaio per ristrutturare casa

La Legge di Bilancio 2026 conferma le principali agevolazioni fiscali per la casa e per i lavori di ristrutturazione, consolidando il sistema dei bonus edilizi già previsto nel 2025. L’obiettivo è rendere le detrazioni più chiare e prevedibili, favorendo gli interventi sulla prima abitazione e il recupero del patrimonio immobiliare esistente, anche in abbinamento ai mutui utilizzati per finanziare i lavori. 

Restano attivi il bonus ristrutturazioni, il bonus mobili, l’ecobonus e il sismabonus, mentre alcune agevolazioni come il Superbonus e il bonus barriere architettoniche al 75% terminano definitivamente.

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Bonus ristrutturazioni 2026: detrazioni confermate e condizioni da rispettare

Per quanto riguarda le ristrutturazioni, il sistema adottato nel 2026 si basa su due aliquote distinte:

  • il 50% per l’abitazione principale;
  • il 36% per gli altri immobili, comprese seconde case o unità date in locazione.

Il limite massimo di spesa per ciascuna unità rimane 96.000 euro, con detrazione da ripartire in 10 quote annuali di pari importo.

Possono beneficiare dell’agevolazione tutti i contribuenti che abbiano avviato lavori di recupero edilizio a partire dal 1° gennaio 2025, anche se la fine del cantiere può avvenire successivamente. Gli interventi agevolabili includono sia la manutenzione straordinaria (come restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia) sia alcuni lavori per aumentare la sicurezza e la vivibilità della casa. In particolare, sono previsti incentivi per:

  • installazione di porte blindate, sistemi di videosorveglianza e allarmi;
  • bonifica da amianto e interventi per ridurre l’inquinamento acustico;
  • eliminazione delle barriere architettoniche e prevenzione di incidenti domestici.

I piccoli lavori di manutenzione ordinaria non danno diritto all’agevolazione se non inseriti all’interno di un intervento più ampio.

Bonus mobili 2026: conferme e vincoli

Anche per il 2026 il bonus mobili viene confermato, permettendo una detrazione del 50% fino a un massimo di 5.000 euro per unità immobiliare, pari a un beneficio complessivo di 2.500 euro ripartito in dieci anni.

Per accedervi, è necessario che gli acquisti di mobili o grandi elettrodomestici siano strettamente legati a interventi edilizi agevolati sull’immobile, come lavori di recupero o interventi con sismabonus. I pagamenti devono essere effettuati tramite modalità tracciabili (bonifico, carta di credito o debito) e conservati insieme alle fatture che attestano natura, quantità e qualità dei beni acquistati.

A differenza del bonus ristrutturazioni, il bonus mobili applica la stessa aliquota del 50% sia per la prima casa sia per altri immobili, senza differenziazione tra abitazione principale e seconde case.

Confermati anche ecobonus e sismabonus

Rimangono confermati anche gli incentivi per l’efficientamento energetico (ecobonus) e la sicurezza antisismica (sismabonus). L’ecobonus copre interventi come:

  • la sostituzione di infissi;
  • l’installazione di pompe di calore;
  • altri lavori finalizzati al miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici.

Per il sismabonus, compresa la versione “acquisti”, l’agevolazione riguarda la riduzione del rischio sismico e l’acquisto di immobili antisismici.

Per entrambe le detrazioni, i limiti di spesa restano invariati a 96.000 euro per unità immobiliare, con fruizione in dieci quote annuali. Per l’ecobonus, come negli anni precedenti, è necessario adempiere agli obblighi di comunicazione all’ENEA.

Fine del Superbonus e del bonus barriere architettoniche al 75%

Da quest'anno, il Superbonus non viene prorogato e gli strumenti di cessione del credito e sconto in fattura cessano definitivamente. Anche il bonus barriere architettoniche al 75% termina e viene assorbito dal sistema ordinario dei bonus casa, con applicazione delle aliquote standard: 50% per la prima casa e 36% per gli altri immobili.

Questa scelta riflette la volontà del legislatore di stabilizzare il sistema delle agevolazioni, rendendolo più uniforme e prevedibile, con particolare attenzione alla prima abitazione.

Novità per gli immobili condonati

Un aspetto rilevante della Legge di Bilancio 2026 riguarda gli immobili condonati, che ora possono accedere alle premialità volumetriche e agli incentivi urbanistici già previsti per edifici regolari. La norma chiarisce che gli edifici sanati con i condoni del 1985, 1994 e 2003 possono fruire degli stessi vantaggi, superando limitazioni precedenti che penalizzavano questi immobili dal punto di vista edilizio e urbanistico.

L’applicazione concreta delle premialità resta soggetta alle normative regionali e comunali, ma la disposizione introduce un principio generale destinato a favorire la rigenerazione e il recupero del patrimonio edilizio esistente.

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