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Cosa cambia nella nuova direttiva Case green

23 ott 2023 | 2 min di lettura | Pubblicato da Redazione Facile.it

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Potrebbero esserci delle modifiche al testo della Direttiva europea sulle case green, che andrebbero a definire regole più flessibili.

Tuttavia, nella riunione del 12 ottobre scorso, che ha visto confrontarsi i rappresentanti di Parlamento, Commissione e Consiglio Ue non sono state prese decisioni definitive.

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Il ‘vecchio’ testo della Direttiva

Anche se per ora non ci sono certezze, la Direttiva Ue sulle case green che prevedeva per gli immobili residenziali un salto di due classi energetiche, dalla G alla E entro il 2030, e un ulteriore salto dalla E alla D entro il 2033, potrebbe arrivare alla fine dell’iter con rilevanti ridimensionamenti

Per capire quali saranno le effettive modifiche all’art. 9 dell’Energy performance of buildings directive’ (Epbd) bisognerà attendere il prossimo trilogo in programma per dicembre 2023.

I punti in discussione

La matassa da sbrogliare riguarda soprattutto la tempistica e le scadenze degli adempimenti. Secondo le indiscrezioni che circolano, dal testo sarebbero sparire le scadenze 2030 e 2033, a favore di una maggiore flessibilità

Saranno infatti gli Stati membri che, in funzione del contesto e delle particolarità dei singoli Paesi, avranno la facoltà di stabilire un percorso a tappe intermedie, lungo un lasso di tempo che va dal 2030 al 2050, al fine di raggiungere gli obiettivi di sostenibilità previsti dalla norma.

Pro e contro della direttiva

Il tema dell’efficienza energetica degli edifici non è cosa da poco conto. Da una parte l’impresa di ristrutturare nel giro di pochi anni un parco immobiliare vetusto, come nel caso dell’Italia, pone seri problemi di sostenibilità economica per le famiglie, il costo per adeguarsi alla direttiva infatti non è esiguo. 

Dall’altra gli elevati costi energetici, aumentati sensibilmente con il conflitto russo-ucraino, consiglierebbero una maggiore attenzione verso i temi dell’eco-compatibilità degli edifici e le soluzioni ‘verdi’.

La questione delle certificazioni

Ma ci sono anche altre criticità da risolvere. Come, ad esempio, l’armonizzazione a livello europeo delle certificazioni energetiche che, sempre secondo le indiscrezioni, non comparirebbe più nel testo della normativa. 

Non resta che attendere l’incontro di dicembre che, a quanto si sa, sarà decisivo perché c’è la ferma volontà di chiudere la partita entro la fine di quest’anno.

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