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Case green: ecco i 4 interventi necessari per la direttiva UE

Pubblicato il 30-01-2023 | Aggiornato il 21-05-2026 | 2 min di lettura | Pubblicato da
marco brando
Marco Brando
energia luce gas news poverta energetica in italia colpisce oltre 23 milioni di famiglie

Come trasformare una casa normale in una ecologica?

Sono quattro gli interventi richiesti dall'Unione europea, nel caso le norme dovessero essere varate: un cappotto termico che isoli l'edificio da caldo e freddo, una caldaia all'avanguardia, infissi nuovi e isolanti, uso dell'energia solare.

Quanto costerebbero queste modifiche? Sarà possibile effettuarle ovunque in Italia?

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Un vecchio patrimonio edilizio

Tutto ciò costerebbe in media 600.000 euro per un condominio e 105.000 euro per una casa unifamiliare.

Il problema sta nel fatto che il patrimonio edilizio italiano è spesso vecchio e in molti casi antico, come capita nei centri storici, con edifici che possono avere qualche secolo.

Nessuna distinzione

Il Parlamento europeo tuttavia non fa una distinzione tra Paesi con storie (urbanistiche e non solo) molto differenti.

Premettiamo che nell'Unione le abitazioni sono divise in dieci classi: la classe A più efficiente, con 4 sottoclassi, più, dopo, dalla B alla G, che è quella con le prestazioni peggiori.

Tra 2030 e 2050

Secondo la direttiva UE incantiere, tutte le costruzioni dovranno passare entro l'1 gennaio 2030 nella classe energetica E, che è intermedia; mentre si dovrà passare alla classe D entro l’1 gennaio 2033.

Insomma, occorreràtagliare di un quarto i consumi necessari per alimentare l'edificio. Con l'obiettivo di arrivare a zero emissioni entro il 2050.

Un traguardo difficile

I quattro interventi citati sono indispensabili per raggiungere questo traguardo.

Però c'è un problema: in Italia gli edifici residenziali sono circa 12,5 milioni, di cui più della metà, 7.160.000, costruiti prima del 1970; ben 11.230.000 palazzi hanno più di 30 anni, quindi sono state costruite in base a criteri per nulla ecologici.

Prima e dopo il 1945

Per quanto riguarda l’epoca di edificazione, secondo i dati di Enea, nel 2020 risultava che il 94,2% della case costruite prima del 1945 fossero al massimo in classe D o meno. Va ancora peggio per quelle costruite tra 1945 e 1972: sono dalla D in giù il 94,9%.

Chi potrà pagare?

Morale della favola: per adeguare le abitazioni della maggior parte delle case italiane alle prescrizioni dell'Unione occorrono tantissimi soldi.

Se non sarà varato un intervento fiscale che agevoli i proprietari, saranno pochissimi coloro che potranno permettersi di avviare i lavori per approdare almeno in classe D.

La toppa del super bonus

È vero che i lavoro necessari sono quelli inclusi nel super bonus edilizio, sebbene nel 2023 le agevolazioni siano scese al 90% rispetto al 110% precedente. Però resta il fatto che 6 edifici su 10 sono attualmente nelle classi F e G.

Saranno i cittadini a doversi fare carico del costo degli interventi?

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