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14 italiani su 100 vivono in case con problemi strutturali o di umidità

17 giu 2021 | 2 min di lettura | Pubblicato da Marco Brando

mutui news ben 14 italiani su 100 vivono in case con problemi strutturali o di umidita

In Italia nel 2020 il 14% (+0,8% rispetto al 2019) dei cittadini - oltre 8.374.000 - è risultato residente in case che hanno problemi strutturali o creati dall’umidità; inoltre quasi 7.118.200 italiani (11,9%) vivono in alloggi colpiti dall’inquinamento acustico, immersi nel rumore. Sono dati forniti dal Salone internazionale dell’edilizia (SAIE), in programma a Bari dal 7 al 9 ottobre 2021. In un comunicato si legge che sostenibilità, salubrità, efficienza energetica e le emergenti esigenze abitative sono i quattro concetti chiave della nuova cultura del costruire.

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Abitazioni prive di comfort, con impianti obsoleti, che non tutelano adeguatamente la salute di chi vi abita, non possono più soddisfare le necessità e i desideri delle persone.

La classifica delle Regioni

Nell’Italia meridionale - in base all'elaborazione dei dati ISTAT - ci sono i maggiori problemi strutturali (15,5%); seguono il Centro (13,4%) e il Nord (13%). Tra le Regioni, in coda ci sono Abruzzo (22,6%), Liguria (19,7%) e Campania (19,2%). Le case che - in base alle rilevazioni statistiche - presentano meno difficoltà sono in Valle d’Aosta (9,4%), Friuli-Venezia Giulia (9,8%), Sicilia (10,3%) e Piemonte (10,3%).

Troppo rumore

Per quel che riguarda l’inquinamento acustico, cioè l’eccessivo rumore circostante (causato da vicini, attività industriali, traffico veicolare), i problemi maggiori sono stati rilevati in Liguria (16,3%), Campania (16,2%), Piemonte (15,3%), Lazio e Puglia (entrambe al 15%). Le regioni meno rumorose sono Valle d’Aosta (2,8%), Molise (5%) e Basilicata (5,3%).

Gli incentivi preferiti

Le misure statali di sostegno all’edilizia sono considerate un buon stimolo per permettere di rimediare anche ai problemi citati. Secondo SAIE, l’incentivo più efficace dal punto di vista delle imprese è il Bonus ristrutturazione (lo valuta favorevolmente il 63%), seguito da Ecobonus (62%), Superbonus 110% (59%) e Sisma Bonus (56%).

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