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Le imposte sulla casa: tutto quello che devi sapere

Le imposte sulla casa: tutto quello che devi sapere
Le 3 cose da sapere:
  • Quali sono: Iva, imposta di registro, imposta catastale e imposta ipotecaria
  • Le imposte calcolate sulla prima e sulla seconda casa si differenziano tra loro
  • Calcola le imposte sul tuo mutuo e trova l'opzione più adatta a te

La parte migliore dell’acquistare casa è visitarla, immaginare come sarà una volta personalizzata…insomma, dare sfogo ai propri sogni. La parte peggiore e prosaica sono: le imposte. Sì perché quando si acquista casa bisogna preventivare una serie di spese che guastano la magia del momento. Meglio essere preparati.

Le imposte: quali sono

Le imposte sono quattro: l’Iva, l’imposta di registro (legata alla registrazione presso l’Agenzia delle Entrate dell’atto di compravendita), l’imposta catastale (legata alle volture catastali per il trasferimento di immobili), l’imposta ipotecaria (legata alla richiesta della trascrizione degli atti formali della compravendita dell’immobile).
 

Le imposte sulla prima casa

Quando si sta acquistando una prima casa, dal 1 gennaio 2014 il regime fiscale di cui si gode è agevolato. Se il venditore è un privato la transazione è esente da Iva, ha un’imposta di registro pari al 2% del valore dell’immobile e un’imposta catastale e ipotecaria entrambe fisse a 50 euro. In caso si tratti di un immobile di lusso (accatastato come categoria A/1, A/8 e A/9), l’imposta di registro sale al 9%.

Se invece il venditore è l’impresa costruttrice o di ristrutturazione dell’immobile, e si acquista la casa entro cinque anni dalla fine dei lavori, l’Iva è al 4% e le imposte di registro, catastale e ipotecaria sono fisse a 200 euro ciascuna.
Nel caso tale acquisto avvenga dopo più di cinque anni dalla fine dei lavori, oppure il venditore non sia una ditta costruttrice o ristrutturatrice, la transazione è esente da Iva, l’imposta di registro è del 2% e le imposte ipotecaria e catastale sono fisse a 50 euro.
 

Le imposte sulla seconda casa

Quando si sta invece acquistando una seconda casa, la compravendita è esente Iva, con imposta di registro al 9% e imposte ipotecaria e catastale entrambe a 50 euro quando si acquista da un privato o da un’impresa costruttrice o ristrutturatrice dopo oltre cinque anni dalla fine dei lavori. Se invece si acquista da un’impresa entro cinque anni dalla fine dei lavori, l’Iva è al 10% se l’immobile non è di lusso, e del 22% se lo è, mentre le imposte di registro, ipotecaria e catastale sono fisse a 200 euro.


Le imposte: come vengono calcolate

Su quale valore vengono calcolate le imposte? Dal 1 gennaio 2007 la base imponibile è il valore catastale solo per le compravendite esenti da Iva che riguardano unità abitative e relative pertinenze a favore di privati. Negli altri casi (compravendita di abitazioni non esenti da Iva, acquirente non privato, compravendita di terreni o immobili commerciali) l’imponibile è costituito dal prezzo di compravendita.

Se il rogito riporta, oltre al prezzo pattuito, anche il valore catastale, l’acquirente può chiedere al notaio l’agevolazione di considerare quest’ultimo come base imponibile per le imposte di registro, ipotecaria e catastale. In questo caso anche le tariffe del notaio saranno scontate del 30%.

Lo sconto sulla tariffa del notaio può non essere valido in caso di mutuo, perché la base imponibile non può essere inferiore all’importo del finanziamento.

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