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2 ott 2023 | 2 min di lettura | Pubblicato da Castiglia Masella

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Nel mese di ottobre 2023, i Comuni avrebbero dovuto deliberare le nuove aliquote Imu come stabilito dal decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 7 luglio 2023, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il successivo 25 luglio. 

Secondo il decreto, le delibere con le nuove aliquote dovevano essere redatte entro il 14 ottobre 2023 e pubblicate entro il 28 dello stesso mese. Quali novità sono state introdotte?

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Gli immobili soggetti alle modifiche

Oggetto del decreto: l’individuazione delle "fattispecie in base alle quali diversificare le aliquote dell'imposta municipale propria". Gli immobili oggetto delle modifiche sono stati:

  • le abitazioni principali di categoria catastale A/1, A/8 e A/9;
  • fabbricati rurali ad uso strumentale;
  • fabbricati appartenenti al gruppo catastale D;
  • terreni agricoli;
  • aree fabbricabili;
  • altri fabbricati (fabbricati diversi dall'abitazione principale e fabbricati appartenenti al gruppo catastale D).

Cambio aliquota da parte dei Comuni

I Comuni dunque hanno potuto cambiare la parte dell’aliquota Imu di loro spettanza, al rialzo o al ribasso, anche all’interno di ogni categoria, seppur nel rispetto dei limiti previsti dal Ministero e dei "principi di ragionevolezza, adeguatezza, proporzionalità e non discriminazione". Le delibere con le nuove aliquote dovevano essere redatte entro il 14 ottobre 2023 e pubblicate entro il 28 dello stesso mese. In mancanza della pubblicazione entro quella data, sono state applicate le aliquote dell’anno precedente.

Come comunicare le variazioni

Per comunicare la diversificazione delle aliquote le Amministrazioni si sono dovute servire esclusivamente dell’applicazione informatica disponibile sul sito internet del Dipartimento delle finanze del Ministero dell'economia e delle finanze. Le delibere inoltre dovevano essere redatte anche in mancanza di modifiche. Senza delibera, per il primo anno, sono state applicate le aliquote base a livello nazionale. 

La nuova applicazione è stata resa disponibile nel corso del 2023, con l’obiettivo di permettere ai Comuni di sperimentarla, prima che il suo utilizzo diventasse obbligatorio a partire da quest'anno. Nessuna variazione, infine, in merito alle modalità di pagamento dell’imposta che dovrà essere versata servendosi, come sempre, del modello F24.

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