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Cosa si prevede per i mutui ad Agosto 2023?

2 ago 2023 | 4 min di lettura | Pubblicato da Redazione Facile.it

Andamento tassi BCE

In questo nuovo appuntamento, Paolo Cianni, membro del team di consulenti dei mutui in Facile.it, ci illustra alcuni scenari previsti per i mutui in questo agosto 2023, e ci fa una panoramica di quanto successo nelle settimane appena trascorse.

Nono rialzo dei tassi della BCE: siamo al 4,25%. Ora una pausa (forse)

Settimana calda per BCE, FED e BoJ (Banca del Giappone), che sono state chiamate a decidere sui tassi di interesse. Come la FED, anche la BCE ha alzato i tassi di un quarto di punto, portando il tasso di riferimento al 4,25% e raggiungendo i massimi dell’ultimo ventennio, toccati a luglio 2007.

Per trovare nuovi massimi bisogna guardare all’ottobre 2000, con tassi al 4,75%. Contestualmente, la Bce ha confermato che non riacquisterà più i titoli in scadenza acquistati con il programma App, in pieno quantitative easing. Questo aumento, di un quarto di punto, era stato ampiamente anticipato da analisti e da diversi membri della stessa Bce. Ma la vera incognita è ciò che si farà da settembre in poi. E i mercati finanziari sono alla ricerca di una guida.

Infatti, per il prossimo futuro, non c’è alcuna chiara indicazione su cosa accadrà al costo del denaro: le prossime decisioni verranno prese riunione su riunione sulla base dei prossimi dati Sebbene l’inflazione abbia fatto registrare un 5,5% a giugno (dal 6,1% a maggio), l’inflazione core (al netto di cibo ed energia) sale ad un 5,5% nel mese di giugno dopo aver toccato un 5,3% a maggio. 

Ed è proprio l’inflazione core uno dei dati chiave per la Bce, perché misura l'inflazione nel medio termine, escludendo gli elementi più volatili. E da una misura di quanto effettivamente l’inflazione sia pervasa nei vari settori economici. Le aspettative sull’Euribor (tassi Futures) salgono di circa 10/15 centesimi nell’ultimo quarter dell’anno, spostando un’eventuale inversione di tendenza a dicembre 23 (fino a qualche mese fa davano il picco a settembre), ma con tassi fermi al 4%. Valutando il contesto è molto probabile che la Bce possa prendersi una pausa. Anche perché i tassi così alti pesano sulle attività economiche: l’area euro ha subìto una brusca frenata a giugno a causa del deterioramento economico nel settore manifatturiero e dei servizi, entrambi in precedenza molto resilienti. 

Cosa si prevede nel prossimo futuro in relazione ai tassi?

Da un lato, i tassi variabili continueranno progressivamente a crescere fino alla fine del Q4 2023/inizio 2024, allineandosi al tasso BCE, mentre i tassi fissi, che replicano in modo abbastanza fedele l’andamento del bund tedesco, dovrebbero restare ai livelli attuali, avendo scontato già parte di questo ultimo aumento, e ampliando la differenza tra i due indici.

Panoramica dei tassi

IRS

Gli IRS subiscono un leggero aumento, con incrementi leggermente più marcati sulle lunghe durate.  

IRS 10a 15a 20a 25a 30a
02-gen 3.10 3.05 2.83 2.61 2.42
01-feb 2.89 2.87 2.70 2.50 2.36
01-mar 3.30 3.28 3.12 2.94 2.78
03-apr 2.92 2.92 2.78 2.60 2.45
02-mag 2.95 2.97 2.85 2.68 2.54
01-giu 2.95 2.97 2.87 2.73 2.61
03-lug 3.06 2.98 2.85 2.69 2.55
26-lug 3.10 3.08 2.94 2.80 2.67

EURIBOR

Gli Euribor continuano ad aumentare progressivamente:

Euribor 3m
02-gen 2.16
01-feb 2.48
01-mar 2.78
03-apr 3.05
02-mag 3.27
01-giu 3.46
03-lug 3.58
26-lug 3.71

Nonostante il leggero aumento degli IRS, si fa ancora più marcata la differenza tra IRS ed Euribor a favore dei tassi fissi, così da rendere le proposte a tasso fisso nettamente più convenienti rispetto al variabile (che continua a crescere costantemente, essendo correlato al tasso BCE, in costante aumento). Abbiamo gli IRS di lungo periodo più bassi di circa 1 punto rispetto all’Euribor.

Abbiamo gi IRS di lungo periodo più bassi di circa 70bp sul 25 anni e ben 85bp sul 30 anni rispetto all’Euribor.

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