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BCE mantiene i tassi fermi nella prima riunione del 2026

Pubblicato il 05-02-2026 | Aggiornato il 16-02-2026 | 3 min di lettura | Pubblicato da
Linda Montemurro
Linda Montemurro
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La Banca centrale europea ha aperto il 2026 confermando una linea di prudenza: nella riunione di oggi il Consiglio direttivo ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse dell’area euro sui mutui per la quinta volta consecutiva. 

Una scelta in linea con le attese dei mercati, che riflette la valutazione della BCE su un’inflazione in progressivo avvicinamento al target del 2% e su un’economia dell’Eurozona ancora capace di reggere un contesto globale complesso. 

Nel comunicato ufficiale, Francoforte ribadisce un approccio guidato dai dati, senza impegni su un percorso prestabilito dei tassi, mantenendo alta l’attenzione su rischi geopolitici e incertezze legate al commercio internazionale.

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Sommario

Decisione formale della BCE sui tassi di interesse

Il comunicato ufficiale della BCE conferma che il Consiglio direttivo ha mantenuto invariati i tre tassi chiave. Questa decisione segue la prassi delle ultime sedute di politica monetaria e riflette la convinzione dell’istituzione che l’attuale livello dei tassi sia adeguato, almeno per il momento, alle condizioni economiche dell’Eurozona.

Tipologia di tasso BCELivello attuale
Tasso sui depositi2,00%
Tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali2,15%
Tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale2,40%

Motivazioni e quadro macroeconomico

Nel testo ufficiale pubblicato poco dopo la riunione, la BCE sottolinea che la sua valutazione aggiornata indica che l’inflazione dovrebbe stabilizzarsi sul target del 2% nel medio termine, obiettivo chiave della politica monetaria dell’Eurozona. Viene anche evidenziato che l’economia dell’area euro rimane resiliente in un contesto globale difficile, grazie a vari fattori tra cui il basso livello di disoccupazione e bilanci privati solidi.

Allo stesso tempo, la BCE ricorda che le prospettive restano incerte a causa delle tensioni geopolitiche e dell’indeterminatezza delle politiche commerciali a livello internazionale. Per questo motivo, il Consiglio direttivo conferma un approccio guidato dai dati, con decisioni sui tassi adottate “di volta in volta” in base ai nuovi indicatori economici.

L’inflazione dell’Eurozona e la situazione dei prezzi

Secondo le stime più recenti, l’inflazione nell’Eurozona è scesa sotto il target del 2%, con un dato flash per gennaio 2026 attorno all’1,7% su base annua. Questo calo riflette la dinamica dei prezzi dell’energia e dei beni non energetici e indica che, al momento, non ci sono pressioni inflazionistiche tali da giustificare un aumento dei tassi.

Negli ultimi mesi, l’inflazione ha mostrato una leggera tendenza al ribasso: dopo il picco registrato a ottobre 2025, quando l’indice era salito al 2,3% su base annua, i valori di novembre e dicembre sono scesi rispettivamente a circa 2,0% e 1,8%. La rilevazione di gennaio conferma quindi questa dinamica discendente, evidenziando un progressivo ritorno verso il target del 2% della BCE, senza generare però pressioni deflazionistiche immediate.

Aspettative e comunicazione futura

Con i tassi fermi anche oggi, gli operatori di mercato e gli economisti guardano alla conferenza stampa di Christine Lagarde, che si è tenuta poco dopo la decisione, per eventuali indicazioni sulla direzione futura della politica monetaria. In passato, la presidente della BCE ha ribadito più volte che non esiste un percorso predeterminato per l’evoluzione dei tassi, e che le decisioni continueranno a dipendere dai dati in arrivo.

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