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Ristrutturazioni e acquisto mobili: risparmiare con le detrazioni

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Le 3 cose da sapere:

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    Bonus ristrutturazioni e mobili: incentivi alla ristrutturazione edilizia

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    Bonus ristrutturazioni e mobili: incentivi alla ristrutturazione edilizia

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    Interventi compresi: spese ristrutturazioni, restauri e acquisto mobili

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    Interventi compresi: spese ristrutturazioni, restauri e acquisto mobili

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    Per richiedere le detrazioni occorre aver sostenuto le spese tramite bonifico tracciabile

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    Per richiedere le detrazioni occorre aver sostenuto le spese tramite bonifico tracciabile

Mutuo casa: trova il migliore
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Sommario

Chi cerca un buon motivo per ristrutturare casa, anche attraverso mutui per ristrutturazione, oppure vuole gettare via la vecchia cucina acquistandone una a risparmio energetico, per installare nuovi lampadari, per dotarsi di condizionatori o per rifare il mobilio della camera da letto, può trovarlo nei bonus ristrutturazioni e mobili (ma anche agevolazioni per mutuo costruzione casa in legno), prorogati fino a fine 2015 e la cui replica nel 2016 e 2017 è stata introdotta con legge di stabilità. Di che si tratta?

Bonus ristrutturazioni e mobili: cosa sono

Gli incentivi alla ristrutturazione edilizia - cioè le detrazioni Irpef di percentuali della spesa sostenuta per i lavori di miglioria per la prima casa (sostenute ad esempio richiedendo uno dei mutui online/tradizionali come il mutuo prima casa) - sono stati introdotti per la prima volta con il Dpr 917/86, e sono sempre validi. Quella che cambia è la quota detraibile: se di base la defiscalizzazione riguarda il 36% della spesa, per un importo massimo di 48 mila euro sotto forma di credito d’imposta da spalmare su 10 anni, le varie leggi di stabilità degli ultimi anni hanno elevato la quota.

Gli interventi compresi

In particolare, per le spese sostenute per ristrutturare casa dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2017, la detrazione Irpef ammonta al 50%, per un importo massimo di 96 mila euro. Sono compresi i lavori di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia di singole unità immobiliari o di parti comuni di condomini.

Idem per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica A+ (A per i forni) destinati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione, se la spesa è stata effettuata dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2017. L’importo massimo detraibile in questo caso è di 10 mila euro. Si possono portare in detrazione anche le spese di trasporto e montaggio. Non sono, invece, detraibili le installazioni di porte, pavimentazioni, tende e altri complementi di arredo.

Ancora più consistenti le detrazioni per chi decida di dotare casa propria o l’immobile commerciale che ospita la propria attività di misure antisismiche, se tali immobili si trovano in zone ad alto rischio di terremoti: in questo caso, per le spese sostenute dal 4 agosto 2013 al 31 dicembre 2017 le detrazioni raggiungono il 65%. Lo stesso per gli interventi di riqualificazione energetica (gli interventi di isolamento termico o di efficientamento energetico saranno detraibili del 65% in dieci anni) e per la rimozione dell’amianto.

Per gli interventi di recupero edilizio e di manutenzione ordinaria e straordinaria realizzati su immobili ad uso abitativo privato è prevista l'Iva agevolata dal 22% al10%.

Detrazioni: come richiederle

Come accedere alle detrazioni? Occorre aver sostenuto le spese, tramite bonifico tracciabile, nel periodo interessato dal bonus; aver avviato i lavori di ristrutturazione prima dell’acquisto di mobili ed elettrodomestici da portare in detrazione; aver conservato tutte le fatture e i giustificativi per documentare le spese sostenute.

Dal 14 maggio 2011, infine, non c’è più l’obbligo dell’invio della comunicazione di inizio lavori all’Agenzia delle Entrate, né quello di indicare il costo della manodopera, in maniera distinta, nella fattura emessa dall’impresa che esegue i lavori.

Ottenere le detrazioni è una procedura semplice: basta allegare tutto il materiale richiesto alla dichiarazione dei redditi.

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