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Il mutuo giovani under 36 si può richiedere fino al 30 settembre 2023

Pubblicato il 04-07-2023 | Aggiornato il 18-07-2023 | 2 min di lettura | Pubblicato da
castiglia masella
Castiglia Masella
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Slitta dal 30 giugno 2023 al 30 settembre prossimo il termine ultimo per l’accesso ai mutui agevolati destinati agli under 36. La novità arriva dopo l’approvazione in Commissione Bilancio di un emendamento al Decreto PA (DL 51/2023)

La misura, introdotta nel 2021 dal Governo Draghi, è stata estesa in prima battuta al 30 giugno di quest’anno con il decreto Milleproroghe del dicembre scorso. Dopo l’approvazione del recente emendamento, i giovani sotto i 36 anni avranno ora tre mesi in più per sfruttarne le opportunità di ottenere il loro mutuo prima casa.

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In cosa consiste il beneficio

La misura prevede che, con l’accesso al Fondo, si possa usufruire di una garanzia statale sino all’80% della quota capitale finanziata. Resta la possibilità di chiedere un mutuo al 100%

Inoltre, i giovani under 36 che acquistano la loro prima casa usufruendo del beneficio:

  • sono esentati dal pagamento delle imposte di registro, catastale e ipotecaria;
  • hanno diritto al riconoscimento di un credito d’imposta pari all’importo dell’Iva corrisposta al venditore se la compravendita è soggetta a Iva;
  • sono esenti dall’imposta sostitutiva per i mutui erogati per l’acquisto dell’abitazione, per la costruzione e per la ristrutturazione.

Chi ha diritto all’agevolazione

Ricordiamo che possono accedere all’agevolazione in via prioritaria, ricorrendo al Fondo di Garanzia prima casa gestito da Consap:

  • le giovani coppie che convivono da almeno due anni;
  • i giovani under 36 con Isee non superiore a 40mila euro;
  • le famiglie monogenitoriali;
  • i conduttori di case Iacp.

I requisiti richiesti

Le condizioni per essere ammessi al beneficio prevedono che:

  • l’abitazione da acquistare sia prima casa;
  • non si posseggano già altri immobili ad uso abitativo;
  • l’immobile oggetto del mutuo non deve essere classificato come di lusso e cioè non deve appartenere alle categorie catastali A/1 (abitazioni signorili), A/8 (abitazioni in ville) e A/9 (castelli e palazzi di pregio storico e artistico);
  • l’importo del finanziamento non deve essere maggiore di 250mila euro.

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