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In arrivo i mutui a tasso zero per i giovani agricoltori

31 lug 2014 | 2 min di lettura | Pubblicato da Castiglia Masella

mutui news il decreto competitivita agevola i mutui

Lanciato dal ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, si chiama "Campolibero" il piano di azioni del "Decreto competitività" che permetterà ai giovani sotto i 35 anni, che vogliono acquistare un terreno agricolo, di accedere a mutui agevolati. La misura è stata pensata sia per rilanciare il settore agroalimentare in Italia, sia per favorire nuova occupazione tra i giovani in cerca di lavoro.

I soggetti interessati e in possesso dei requisiti richiesti potranno infatti ottenere un finanziamento a tasso zero della durata massima di 10 anni, compreso il periodo di preammortamento. Gli importi erogati copriranno sino al 75% della spesa mentre i progetti finanziabili non potranno superare il milione e 500mila euro. Chi invece sceglierà la strada dell’affitto, potrà usufruire di una detrazione fiscale pari al 19% sul canone pagato.

A questo provvedimento, si aggiunge l’iniziativa "Terre vive" varata dal Governo Monti nel 2012 e ora sbloccata con l’approvazione del relativo decreto applicativo. La misura prevede la messa in vendita o in affitto di circa 5.500 ettari di terreni agricoli di proprietà dello Stato, sui quali hanno prelazione giovani under 40 che vogliono diventare imprenditori agricoli. La dismissione prenderà il via a settembre quando sarà operativa la piattaforma messa a punto dall’Agenzia del Demanio che gestirà l’operazione.

Le vendite avverranno tramite aste online. Per lotti di terreno del valore di oltre 100mila euro si procederà con il sistema dell’asta pubblica, mentre per appezzamenti di valore inferiore si farà ricorso a una "procedura negoziale" che prevede la pubblicazione degli elenchi sulla stampa, sul sito dell’Agenzia del Demanio e delle Politiche agricole. La migliore offerta si aggiudicherà il lotto.

Dei terreni dismessi il 20% è destinato alla locazione e, sempre in affitto, andranno i terreni che restano invenduti. Chi compra, si deve impegnare a coltivare i campi per 20 anni, mentre sui terreni dismessi già coltivati il diritto di prelazione è dell’attuale conduttore. Lo Stato punta a ricavare dalle vendite tra i 15 e i 20 milioni di euro che saranno destinati alla riduzione del debito pubblico.

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