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Cosa è il prestito personale: spiegato in 10 punti

prestiti guide il prestito personale in 10 punti
Le 3 cose da sapere:
  1. 1

    Cos'è: consente di ottenere denaro per qualsiasi necessità di acquisto

  2. 2

    Requisiti: persone con età tra i 18 e 70 anni con busta paga o cedolino pensione

  3. 3

    Scopri come funziona la cessione del quinto e trova il prestito più adatto a te

Prestiti personali: ottieni fino a 60.000€
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Il prestito è un finanziamento che consente di ottenere denaro per qualsiasi necessità di acquisto. Dato che non rientra nella categoria dei prestiti finalizzati, è possibile ottenere liquidità da spendere in totale libertà, senza doverne giustificare l'utilizzo. Facciamo quindi chiarezza su come funziona un prestito in banca e come richiederlo.

1. Prestito personale: cos'è

Il prestito personale è una tipologia di finanziamento non finalizzata (quindi senza uno scopo predeterminato) erogato ai privati da una banca o da una società finanziaria, utilizzabile per spese come l'acquisto dell'auto, degli elettrodomestici, di corsi o master o in caso di necessità di liquidità.

La somma ricevuta in prestito viene rimborsata con rate mensili in un lasso di tempo prestabilito. Sempre in ottica di chairire come funziona il finanziamento, è bene sapere che il prestito personale è un finanziamento generalmente a tasso fisso e talvolta variabile non finalizzato. Vale a dire che, per ottenerlo, non è necessario specificare come verrà impiegato il denaro.

2. I tipi di prestito sul mercato: quali sono

Esistono diversi tipi di finanziamento pensati ognuno con l’obiettivo di rispondere alle particolari esigenze della clientela. Oltre al prestito personale, le principali tipologie sono:

  • Cessione del quinto: prestito per dipendente privato e pubblico e ai pensionati che permette di ottenere liquidità rimborsabile con rate mensili che vengono detratte direttamente dallo stipendio o dalla pensione e che non possono essere di importo superiore a un quinto dello stipendio o della pensione netti.
  • Prestito delega di pagamento: è simile alla cessione del quinto ed è concesso ai dipendenti pubblici e privati ma non ai pensionati. Il debito viene rimborsato pagando rate mensili che vengono detratte dallo stipendio e che non possono essere maggiori dei due quinti dello stipendio netto stesso.
  • Prestito finalizzato: è erogato dalla banca o da una società finanziaria ma viene richiesto a chi vende un bene o un servizio che si intende acquistare pagando a rate.
  • Prestito fiduciario: si richiede quando si ha bisogno urgente di contanti. Può essere erogato ai lavoratori dipendenti, ai pensionati, ai lavoratori autonomi e, spesso, anche agli studenti. E’ un finanziamento non finalizzato e viene concesso a chi dimostra di avere una capacità economica sufficiente a rimborsare il debito, ma non nei prestiti per cattivi pagatori o protestati.
  • Prestito vitalizio ipotecario: è destinato ai proprietari di case che hanno più di 60 anni. Il finanziamento viene concesso previa iscrizione di un’ipoteca sull’immobile. Il debito non va rimborsato sino alla morte del richiedente. E’ comunque prevista la possibilità, per chi vuole, di rimborsare il prestito a rate.

3. Come chiedere un prestito: criteri e garanzie necessarie e accessorie

I requisiti per ricevere un finanziamento possono variare da istituto a istituto ma sempre nell’ambito di alcune norme fissate dalla Banca d’Italia. Normalmente viene erogato a tutte le persone di età compresa tra i 18 e i 70 anni, e in casi particolari anche un po’ oltre. Per ottenerlo bisogna dimostrare che si è in grado di rimborsare il finanziamento, tenendo conto di tutte le spese mensili sostenute (ad esempio bollette, affitto o altre rate). I lavoratori dipendenti devono esibire la busta paga, gli autonomi la dichiarazione dei redditi e i pensionati il cedolino della pensione.

Se non puoi dimostrare l’adeguata capacità di rimborso, puoi richiedere la garanzia di un terzo che si impegna a versare le rate in caso di inadempienza.

4. Il piano di ammortamento

Il calcolo del piano di ammortamento permette di conoscere i dettagli del prestito. Comprende: le scadenze, il numero delle rate totali e la loro composizione. In Italia la modalità di rimborso avviene secondo il piano di ammortamento alla francese secondo il quale le rate sono composte da una quota interessi e una quota capitale. Con il piano di ammortamento alla francese vengono pagati prima gli interessi e poi il capitale. Le prime rate sono perciò costituite da una quota interessi alta che decresce col tempo e una quota capitale più bassa che, al contrario, aumenta man mano che si va avanti. Il piano di ammortamento permette di verificare con precisione, a ogni scadenza, quale sia il debito residuo.

5. Mancato pagamento di una rata: cosa succede

Se ci si trova in difficoltà nel pagamento di una rata è bene rivolgersi tempestivamente alla propria banca per trovare l’adeguata soluzione al problema. In caso contrario, il mancato pagamento di una o più rate comporta, non solo l’applicazione di una mora, ma anche la segnalazione del titolare del prestito alle centrali rischi, compromettendo la reputazione creditizia del titolare del finanziamento. Una cattiva reputazione creditizia può successivamente precludere la possibilità di accedere a strumenti come, appunto, prestiti personali, mutui, prestiti finalizzati, etc.

6. Estinzione anticipata del prestito

È sempre possibile estinguere il prestito anticipatamente rispetto alla scadenza prestabilita versando alla banca o alla finanziaria l’ammontare del debito residuo e quant’altro dovuto, e pagando una penale prevista per legge pari, al massimo, all’1% del capitale ancora da rimborsare. Estinguere un prestito anticipatamente, non sempre è vantaggioso. Per effetto del piano di ammortamento alla francese, non conviene estinguere un prestito contratto da molto tempo perché gli interessi sono già stati versati del tutto o in larga parte.

7. Il recesso dal contratto di finanziamento

Per effetto della legge 229/2003 che prevede la facoltà di ripensamento del consumatore, è possibile recedere dal contratto di finanziamento entro 14 giorni dalla sua firma inviando una comunicazione alla banca o alla finanziaria che ha erogato il prestito. L’interruzione del contratto non necessita del consenso dell’ente erogante e non ha costi.

8. Gli indici di costo e i criteri di valutazione del finanziamento

Per determinare il costo finale di un finanziamento vanno considerati gli interessi da pagare sul capitale e tutte le spese accessorie legate al prestito come: le spese di apertura e di chiusura della pratica, le spese di istruttoria, i costi della polizza assicurativa, eventuali commissioni bancarie e quant’altro indicato nel contratto. Per valutare il costo globale del prestito bisogna utilizzare il Taeg (Tasso annuo effettivo globale), indice che esprime in percentuale il costo effettivo del finanziamento comprensivo degli interessi e degli oneri e costi accessori.

Il Taeg è utile per confrontare più offerte di finanziamento e scegliere la più conveniente: informati sempre sul suo valore.

9. L'assicurazione sul prestito

È una forma di tutela che mette al riparo il richiedente dai rischi di insolvenza legati al verficarsi di eventi come: morte, malattia grave, invalidità totale permanente, inabilità totale temporanea, ricoveri ospedalieri e perdita del lavoro. Il costo della polizza assicurativa deve essere inserito nel Taeg. Le polizze assicurative sui prestiti personali sono facoltative anche se in alcuni casi (ad esempio una situazione reddituale non sufficientemente solida), la banca può condizionare l’erogazione alla stipula della polizza. La legge prevede per l’ente finanziatore l’obbligo di sottoporre al cliente almeno due diversi preventivi di compagnie assicurative non riconducibili all’ente stesso. Il consumatore ha inoltre 10 giorni di tempo per valutare altre offerte disponibili sul mercato.

10. La liberatoria del finanziamento

Se un prestito viene negato, l’informazione rimane memorizzata nella banca dati del Crif, il sistema che gestisce tutte le informazioni creditizie, per 30 giorni. Perciò, se si richiede un nuovo prestito ad altro ente erogatore prima di tale scadenza, il finanziamento verrà automaticamente rifiutato perché la nuova banca o la finanziaria trovano traccia del diniego nel sistema informativo. In tal caso è bene richiedere all’ente che ha rifiutato il primo prestito una liberatoria, cioè una dichiarazione che contiene i motivi del rifiuto e aspettare la cancellazione della segnalazione prima di inoltrare una nuova domanda. La liberatoria è inoltre utile quando si presentano più richieste di prestito perché anche tale informazione viene registrata nel sistema, facendo risultare la domanda ancora in corso, cosa che può pregiudicare il buon esito di un’erogazione pur avendone titolo.

Se hai presentato più domande di prestito, richiedi la liberatoria per dimostrare di non aver ottenuto altri finanziamenti in precedenza.

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