logo Facile.it
Serve assistenza?02 55 55 222

Mutui: il variabile trova una protezione nel Cap

Pubblicato il 25-07-2022 | Aggiornato il 18-05-2026 | 6 min di lettura | Pubblicato da
cristina bartelli
Cristina Bartelli
coppia con consulente finanziario

Chi si accinge a stipulare un mutuo vorrebbe avere una sfera di cristallo e prevedere l’andamento delle variabili che determinano la rata. Cosa molto difficile, ma non impossibile, partendo da quella che è la propria situazione finanziaria e la propria propensione al rischio. Per chi è al bivio tra la scelta del fisso o del variabile, ma vorrebbe dormire sonni tranquilli, ritorna in auge il mutuo variabile con il Cap, un ombrello che tiene al riparo dai temporali delle scelte della BCE sul costo del denaro e permette di sapere in anticipo l'ammontare della rata massima nel tempo.

Mutuo casa: trova il migliore

Lo scenario

Addio ai tassi negativi. La Banca centrale europea (Bce) ha dato una sferzata alla politica monetaria degli ultimi 7 anni: niente più acquisti di debito pubblico. In uno scenario in cui l’ultimo dato sull’inflazione in Italia ha sfondato quota 8%, ben lontano dai buoni propositi del 2% dell’area euro, si è rassegnati all’aumento del costo del denaro. C’è già stato l’annuncio del primo rialzo a fine luglio, inizialmente previsto di 0,25 punti e alla fine raddoppiato a 0,50.

Nei prossimi mesi, per i tassi, c'è da attendersi un ritmo graduale, ma sostenuto, di ulteriori aumenti. Tutto questo impatta sulla vita dei cittadini europei e di quelli italiani alle prese con il mutuo.

Per quanto riguarda il tasso fisso, ancorato all’indice Irs, (Euro Interest Rate, è l'indice principale utilizzato per la determinazione del tasso di interesse dei mutui a tasso fisso) è salito in pochi mesi.

Si è risvegliato anche l’Euribor (il tasso medio delle transazioni finanziarie in Euro tra le principali banche europee) a cui è ancorato il tasso variabile. È ancora in territorio negativo, ma gli addetti ai lavori prevedono lo sconfinamento in territorio positivo a breve.

Ricordiamo che, per l’Irs a 20 anni, le ultime rilevazioni di giugno 2022 lo indicano al 2,13%. Sempre prendendo a riferimento giugno 2022 per il calcolo del tasso variabile quest’ultimo è stato registrato mediamente di -0,31% in aumento dello 0.08%.

Giusto per dare un parametro di confronto, i minimi per i due parametri sono stati toccati nel dicembre 2020, quando il tasso fisso Irs a 20 anni era a 0,01%, e a dicembre 2021, quando il tasso variabile Euribor era al -0,58%.

Già nel maggio 2022, dunque, il mercato dei mutui ha iniziato a risentire delle tensioni e del cambiamento del clima. Secondo le nostre stime, quasi 2 milioni di italiani hanno smesso di cercare una nuova casa. Per un aspirante mutuatario, scegliere oggi tra tasso fisso e variabile può essere più complesso che mai; i fissi sono già saliti e per un mutuo medio è difficile trovare opzioni sotto il 2,4% (TAN), mentre chi sceglie un variabile può accedere a tassi che partono da 0,65%, ma destinati presto a salire.

Le proiezioni di Facile.it sull’aumento della rata

Grazie ad alcune simulazioni abbiamo rilevato che, da qui al prossimo anno, la rata mensile di un mutuo variabile medio potrebbe salire di circa 120 euro rispetto ad oggi.

Per l’analisi, abbiamo preso come riferimento un finanziamento da 120.000 euro da restituire in 20 anni e simulato i possibili cambiamenti tenendo in considerazione i cosiddetti futures sull’Euribor, che rappresentano l’aspettativa che gli operatori hanno sull’andamento dell’indice nei prossimi 5 anni.

Oggi un tasso variabile medio (T.A.N) disponibile online per l’operazione simulata è pari a 0,85%, con una rata mensile di 544 euro. Secondo i futures sull’Euribor, entro fine anno l’indice Euribor a 3 mesi sfiorerà l’1% (oggi si trova a -0,30%) e questo farà salire il tasso variabile a circa 2,20%, con una rata mensile più pesante di circa 75 euro.

Tra dodici mesi (a giugno 2023), l’indice potrebbe arrivare a circa 1,75%; questo farebbe salire il tasso variabile a 2,95% e la rata del muto a 663 euro, vale a dire quasi 120 euro in più rispetto a oggi. A dicembre 2027, le previsioni danno l’Euribor intorno al 2,10%; in questo caso il tasso salirebbe a 3,30% e la rata mensile a 684 euro, vale a dire 140 euro in più rispetto ad oggi.

L’alternativa del mutuo a tasso variabile con Cap

Di fronte a questi scenari, cosa fare? Soprattutto per chi si accinge a stipulare un nuovo mutuo e vuole tenersi al riparo da rincari, nel breve come nel lungo periodo? Alcuni istituti di credito stanno proponendo una alternativa sia al tasso fisso sia al tasso variabile, offrendo i mutui a tasso variabile con Cap.

Di cosa si tratta? In estrema sintesi il Cap è un ombrello, un tetto di protezione che impedisce agli interessi di superare un certo livello prestabilito. Gli esperti del settore hanno già registrato nelle ultime settimane un aumento delle richieste per questo tipo di prodotto.

E per chi volesse ottenere una simulazione di convenienza è già possibile verificarne i costi richiedendo un preventivo di mutuo tramite il nostro comparatore gratuito.

Come funzionano

I mutui a tasso variabile con Cap hanno un tasso di interesse agganciato all’andamento del parametro dell’Euribor ma, al contrario del variabile, non fluttuano liberamente, arrivano fino a una soglia che è fissata all’origine, contrattualmente, il Cap, appunto, che determina l’importo massimo delle rate.

Questo prodotto può essere descritto come un ibrido tra il mutuo a tasso fisso e il mutuo a tasso variabile. Si può usufruire della rata più bassa seguendo la discesa dell’Euribor ma allo stesso tempo non si affronta l’incognita degli eccessivi rialzi del tasso perché si ha il Cap, oltre il quale non si può andare e si può dunque fare un prospetto sulle rate.

Tutto ciò, però, è bene tenere a mente che può essere un fattore di rischio per la banca, tanto che il tasso di interesse di mutuo del prodotto risulta più alto, ma non di troppo, rispetto alle altre tipologie di mutuo.

Per chi non è predisposto al rischio e vuole tutelarsi il vantaggio è di conoscere fin da subito l’importo massimo che la rata potrebbe raggiungere nel tempo. Ci si può avvantaggiare dei benefici del tasso variabile ma rimanendo protetti da eccessivi rialzi.

Di contro, lo spread applicato dalla banca è maggiore e quindi confrontando il prodotto con le attuali alternative a tasso variabile standard potrebbe risultare più caro. Diciamo che è il costo della protezione e della certezza per il futuro.

Il caso mutui under 36

Nelle scorse settimane il settore che sta trainando l’accesso ai mutui per le condizioni di particolare favore, quello dei mutui under 36, si è scontrato con la realtà. Le banche hanno frenato l’accoglimento delle domande dei mutui calmierati protetti da garanzia Consap proprio perché, a conti fatti, con i rialzi dei tassi, e le condizioni da applicare, gli istituti avrebbero perso dovendo applicare dei tassi in perdita.

Ricordiamo che il mutuo under 36 assistito da garanzia Consap è ancorato alla necessità, per legge, di stabilire un Teg (tasso effettivo globale) pari o inferiore all'1,99%, tasso effettivo globale medio delle operazioni dello stesso tipo rilevato dal Mef ogni trimestre.

Il Teg è il tasso che considera tutti gli oneri e spese del finanziamento ad esclusione delle imposte e delle tasse e delle eventuali coperture assicurative. Il Teg è un indicatore soglia ai fini della legge anti usura e viene aggiornato trimestralmente dal ministero dell’economia. L’aggiornamento trimestrale consente di tenere conto di come i parametri esterni possano influire sul mercato a tutela della forma di finanziamento erogato alle famiglie e alle imprese.

Anche per questo scenario potrebbe essere utile la formula del mutuo a tasso variabile con Cap e rinegoziare le condizioni in essere con la banca, sbloccando la situazione che si è venuta a creare.

Autore
cristina bartelli

Giornalista professionista dal 2004 e vicecaporedattore per ItaliaOggi, scrive del Fisco in ogni sua forma. Ha fatto incursioni su Classcnbc e Tgcom per raccontare le novità di manovra di bilancio, sanatorie fiscali e storie di elusione.

Ultime notizie Mutui

pubblicato il 18 maggio 2026
Tassi fissi sotto il 3%: i mutui green da valutare a maggio 2026
Tassi fissi sotto il 3%: i mutui green da valutare a maggio 2026
I mutui green stanno conquistando sempre più spazio nel mercato immobiliare grazie a condizioni competitive e vantaggi legati all’efficienza energetica. A maggio 2026 le offerte dedicate alle case sostenibili attirano famiglie e giovani acquirenti.
pubblicato il 13 maggio 2026
Arriva il nuovo Piano Casa 2026: ecco cosa prevede
Arriva il nuovo Piano Casa 2026: ecco cosa prevede
Arriva il Piano casa 2026, un pacchetto di misure ideate per contrastare l’emergenza abitativa in Italia. Le nuove agevolazioni agiranno su più fronti, dai mutui agli affitti fino alle ristrutturazioni, con l’obiettivo di favorire l’accesso alla casa per famiglie, giovani coppie e soggetti in difficoltà. Le principali novità su Facile.it.
pubblicato il 13 maggio 2026
Mutui surroga: media dei tassi a metà maggio 2026 e offerte da valutare
Mutui surroga: media dei tassi a metà maggio 2026 e offerte da valutare
A metà maggio 2026 il mercato della surroga continua a offrire opportunità interessanti grazie a tassi più competitivi e soluzioni sempre più flessibili. Confrontare le offerte disponibili può aiutare a ridurre il costo del mutuo e migliorare la gestione del finanziamento nel tempo.

Guide ai mutui

pubblicato il 13 maggio 2026
Cosa accade alle detrazioni mutuo in caso di immobile affittato
Cosa accade alle detrazioni mutuo in caso di immobile affittato
Affittare la propria casa non significa sempre perdere le detrazioni sugli interessi del mutuo. Scopri quali sono le regole precise e le eccezioni previste dalla legge per continuare a beneficiare dello sconto fiscale del 19% anche quando l'immobile è locato.
pubblicato il 13 maggio 2026
I documenti necessari per la detrazione dei mutui casa
I documenti necessari per la detrazione dei mutui casa
Vuoi risparmiare sulle tasse grazie al mutuo della tua prima casa? Scopri quali documenti conservare e come richiedere correttamente la detrazione del 19% sugli interessi passivi nella tua dichiarazione dei redditi.
pubblicato il 13 maggio 2026
Residenza prima casa: i rischi se si sforano 18 mesi
Residenza prima casa: i rischi se si sforano 18 mesi
Se non sposti la residenza nel Comune dell'immobile entro 18 mesi dal rogito, rischi di perdere i benefici e pagare pesanti sanzioni. Scopri come evitare brutte sorprese e cosa fare per regolarizzare la tua posizione in tempo.
pubblicato il 13 maggio 2026
Casa: quanto spende una famiglia per mantenerla?
Casa: quanto spende una famiglia per mantenerla?
Gestire un'abitazione comporta una serie di oneri ricorrenti che non possono essere evitati. Identificare correttamente queste voci è il primo passo per una gestione finanziaria sana, poiché si tratta di uscite che incidono mensilmente sul reddito familiare.
pubblicato il 13 maggio 2026
Come comprare casa all’asta
Come comprare casa all’asta
Comprare un immobile tramite asta giudiziaria può rappresentare una soluzione interessante per chi cerca un’abitazione a un prezzo inferiore rispetto ai valori di mercato.
pubblicato il 12 maggio 2026
Come organizzare un trasloco
Come organizzare un trasloco
Capire come organizzare un trasloco nel modo corretto è fondamentale per evitare stress, perdite di tempo e costi inutili. Cambiare casa significa gestire molte attività contemporaneamente: preparare scatoloni, trasportare mobili, coordinare le tempistiche, aggiornare utenze e affrontare eventuali imprevisti.
pubblicato il 12 maggio 2026
Delibera del mutuo dopo la perizia: quanto tempo è necessario?
Delibera del mutuo dopo la perizia: quanto tempo è necessario?
Quando si richiede un mutuo, una delle domande più frequenti riguarda i tempi della delibera dopo la perizia. Dopo aver trovato l’immobile e avviato la pratica, infatti, inizia una fase decisiva in cui la banca controlla il valore della casa, la situazione reddituale del richiedente e la sostenibilità del finanziamento.
pubblicato il 12 maggio 2026
Iva agevolata per lavori edili: come funziona
Iva agevolata per lavori edili: come funziona
L’Iva agevolata per lavori edili rappresenta uno degli strumenti fiscali più utilizzati quando si interviene su un immobile, sia per ristrutturazioni importanti sia per lavori di manutenzione.