logo Facile.it
Serve assistenza?02 55 55 222

Case green: cosa prevede la direttiva approvata dal Parlamento Europeo

Pubblicato il 15-03-2024 | Aggiornato il 15-03-2024 | 3 min di lettura | Pubblicato da
marco brando
Marco Brando
Adobe Stock 68767205

Case green al via

Il Parlamento europeo ha approvato, in seduta plenaria, la direttiva che fissa regole nuove per le prestazioni energetiche nell'edilizia. Cambiamenti in vista anche per le case di vecchia costruzione, però con molta gradualità, in base ai tempi e ai modi che saranno stabiliti dai singoli Stati dell’Unione europea.

Scopri cosa prevede la direttiva approvata dal Parlamento europeo su Facile.it, leader nel confronto di mutui online.

Mutuo casa: trova il migliore
Mutuo casa: trova il migliore

Quanto inquina il settore edilizio

Lo scopo della direttiva è quello di ridurre gradualmente le emissioni di gas serra e i consumi energetici nel settore edilizio entro il 2030 e di arrivare entro il 2050 alla sua neutralità climatica (stato di equilibrio tra le emissioni di anidride carbonica di origine umana e la sua rimozione equivalente dall'atmosfera in un determinato lasso di tempo). Il motivo: secondo una valutazione della Commissione europea, nell’UE gli edifici causano il 40% dei consumi di energia e il 36% delle emissioni di gas a effetto serra (provocano il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici).

370 voti a favore

Il Parlamento europeo ha dato l'ok alla direttiva sulle case green con 370 voti a favore, 199 contrari e 46 astenuti. Il voto è stato successivo all'accordo raggiunto nel negoziato tra rappresentanti dei parlamentari, europeo, Consiglio dell’UE e Commissione europea (il cosiddetto "trilogo"). La sua adozione definitiva avverrà dopo l’approvazione formale anche da parte del Consiglio Ue.

Cosa prevede la direttiva

In base alla direttiva:

  • Tutti gli edifici residenziali privati di nuova costruzione dovranno essere a emissioni zero dal 2030 in poi
  • I nuovi edifici occupati da autorità ed enti pubblici o di loro proprietà dovranno essere tali a partire dal 2028

Per gli edifici privati che non sono di nuova costruzione, i Paesi membri dovranno garantire una riduzione dell'energia primaria media inferiore di almeno il 16% (rispetto ai dati del 2020) entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Nessuna delle misure sarà applicata agli edifici agricoli e agli edifici storici. Inoltre, ogni Stato potrà stabilire se escludere altri edifici con un particolare valore architettonico o storico, temporanei e luoghi di culto.

I compiti degli Stati

I Paesi dell’UE dovranno:

  • disporre la ristrutturazione del 16% degli edifici non residenziali con le prestazioni peggiori entro il 2030 e del 26% entro il 2033
  • introdurre requisiti minimi nazionali di prestazione energetica validi per l’intero settore dell’edilizia
  • prevedere entro il 2030, se sarà tecnicamente ed economicamente fattibile, l'installazione di impianti solari negli edifici pubblici e non residenziali vecchi e nuovi e in tutti i nuovi edifici residenziali
  • predisporre misure vincolanti per decarbonizzare i sistemi di riscaldamento e raffreddamento, eliminando gradualmente entro il 2040 i combustibili fossili (di fatto soprattutto il gas) usati in questi sistemi
  • bloccare, a partire dal 2025, gli incentivi alle caldaie autonome a combustibili fossili (quelle a gas)
  • prevedere incentivi economici per i sistemi di riscaldamento basati in modo significativo sulle energie rinnovabili (come le pompe di calore e gli impianti che combinano la caldaia col solare termico)

Le preoccupazioni

Il timore, durante le trattative a livello europeo, era stato quello che la direttiva, qualora fosse stata imposta in modo troppo rigido e affrettato, avrebbe determinato costi enormi. Costi particolarmente gravosi (nell’ordine di alcune decine di migliaia di euro per una casa media) per i proprietari di abitazioni di vecchia costruzione, quelle che, soprattutto in Italia, sono la grande maggioranza. L’accordo raggiunto lascia ai singoli Stati la responsabilità di scegliere tempi e modi, purché si possa raggiungere l’obiettivo.

Offerte Mutuo Acquisto prima casa

Rata mensile
272,32€
Prodotto
Mutuo A Tasso Fisso
Finalità
Acquisto prima casa
Importo
€ 50.000
Tasso
2,80% (Tasso finito)
Tipo Tasso
Fisso
TAEG
3,24%
Durata
20 anni
Costo totale
€ 32.678,35
Rata mensile
272,32€
Rata mensile
273,56€
Prodotto
Mutuo Promo Casa Green
Finalità
Acquisto prima casa
Importo
€ 50.000
Tasso
2,85% (Tasso finito)
Tipo Tasso
Fisso
TAEG
3,37%
Durata
20 anni
Costo totale
€ 32.827,12
Rata mensile
273,56€
Rata mensile
273,56€
Prodotto
Offerta Flat D- Evolution Green
Finalità
Acquisto prima casa
Importo
€ 50.000
Tasso
2,85% (Tasso finito)
Tipo Tasso
Fisso
TAEG
3,12%
Durata
20 anni
Costo totale
€ 32.827,12
Rata mensile
273,56€
Rata mensile
274,80€
Prodotto
Mutuo CA Flexi Acquisto Green Tasso Fisso
Finalità
Acquisto prima casa
Importo
€ 50.000
Tasso
2,90% (Tasso finito)
Tipo Tasso
Fisso
TAEG
3,36%
Durata
20 anni
Costo totale
€ 32.976,30
Rata mensile
274,80€
Rata mensile
274,80€
Prodotto
XME Mutuo Offerta Giovani Coupon
Finalità
Acquisto prima casa
Importo
€ 50.000
Tasso
2,90% (Tasso finito)
Tipo Tasso
Fisso
TAEG
3,31%
Durata
20 anni
Costo totale
€ 32.976,30
Rata mensile
274,80€

*Annuncio Promozionale, per tutte le informazioni relative a ciascun prodotto si prega di prendere visione di Informativa Trasparenza Mutui. Tutti i prodotti presenti sul comparatore sono da considerarsi assistiti da garanzia di ipoteca sull'immobile. Ti ricordiamo sempre di prendere visione delle Informazioni Generali sul Credito Immobiliare offerto ai consumatori nonché agli altri documenti di Trasparenza. Per verificare la soluzione adatta alle tue esigenze clicca su verifica fattibilità

Offerte confrontate

Confronta in pochi istanti i mutui on line offerti dalle banche e richiedi senza impegno la fattibilità del finanziamento.

Mutuo Prima Casa

Confronta i nostri prodotti

Fai un PREVENTIVO

Surroga Mutuo

Riduci la rata del mutuo

Fai un PREVENTIVO

Ultime notizie Mutui

pubblicato il 9 luglio 2026
Mutui: crescita solida a Milano, ma Roma conquista il mercato
Mutui: crescita solida a Milano, ma Roma conquista il mercato
A giugno 2026, il mercato dei mutui in Italia ha registrato un calo delle richieste rispetto al mese precedente e su base annua, mentre l'importo medio finanziato continua a crescere. Milano traina la ripresa del Nord Ovest e segna la performance più solida tra le grandi città, mentre Roma si conferma il primo mercato italiano per volumi. Crescono anche le richieste della Generazione Z e dei residenti nati all'estero. Facile.it analizza i dati dell'ultimo Rapporto sul Credito realizzato da Experian.
pubblicato il 6 luglio 2026
Mutui bioedilizia di luglio 2026: le offerte per finanziare una casa ad alta efficienza
Mutui bioedilizia di luglio 2026: le offerte per finanziare una casa ad alta efficienza
L'interesse verso le abitazioni sostenibili continua a crescere e molte banche propongono finanziamenti dedicati agli immobili ad alta efficienza energetica. A luglio 2026 confrontare tassi, costi e condizioni dei mutui dedicati alla bioedilizia può aiutare a scegliere la soluzione più adatta al proprio progetto immobiliare.

Guide ai mutui

pubblicato il 25 maggio 2026
Richiedere il mutuo presso una banca diversa dalla propria: si può fare?
Richiedere il mutuo presso una banca diversa dalla propria: si può fare?
È possibile richiedere un mutuo anche presso una banca diversa da quella in cui si ha il conto corrente, senza alcun obbligo di trasferire il proprio rapporto bancario. La valutazione della richiesta avviene in modo autonomo e la gestione separata dei due rapporti richiede comunque maggiore attenzione operativa.
pubblicato il 21 maggio 2026
Quanto spesso è possibile effettuare un cambio di residenza
Quanto spesso è possibile effettuare un cambio di residenza
Cambiare residenza è un’operazione molto comune, soprattutto per chi si trasferisce per lavoro, studio o esigenze familiari. Non esiste un numero massimo di cambi consentiti, ma ogni variazione deve corrispondere alla reale dimora abituale della persona.
pubblicato il 20 maggio 2026
Vendita prima casa prima dei 5 anni con e senza riacquisto
Vendita prima casa prima dei 5 anni con e senza riacquisto
Vendere un immobile acquistato con le agevolazioni prima casa prima che siano trascorsi cinque anni può avere conseguenze fiscali importanti. La normativa prevede infatti la decadenza dai benefici se non vengono rispettate alcune condizioni, soprattutto legate al mantenimento o al riacquisto di un’abitazione principale entro tempi precisi.