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Come verificare se il tasso del mutuo è usurario e il contratto nullo

13 ago 2019 | 2 min di lettura | Pubblicato da Castiglia Masella

mutui news come verificare se il tasso del mutuo e usurario e il contratto nullo

Anche se mai come nell’ultimo anno i tassi applicati ai prestiti e ai mutui sono stati così bassi, è sempre consigliabile prestare attenzione a ogni dettaglio del contratto per verificare se i tassi d'interesse applicati possano rientrare nella categoria di quelli usurari. Cominciamo col dire che un tasso si può definire usurario se supera i valori dei tassi soglia fissati dalla legge antiusura n.108/96.

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Più precisamente, un finanziamento si può definire usurario quando il suo Tasso effettivo globale medio (Tegm) supera i valori dei tassi soglia che vengono pubblicati trimestralmente dalla Banca d’Italia. Nel calcolo del tasso, come sancito dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 23192 del 4/10/2017, vanno inclusi gli interessi applicati alle rate del mutuo, quelli di mora, le eventuali penali, le spese e gli altri oneri, mentre vanno esclusi i bolli e le imposte.

Se la somma di tutte le voci sopra elencate supera i valori dei tassi soglia, allora il tasso applicato si può definire usurario. In tal caso, la medesima ordinanza della Cassazione stabilisce che il contratto si può ritenere nullo, mentre al mutuatario è riconosciuto il diritto di rimborsare alla banca solo la quota capitale del finanziamento ma non i relativi interessi.

Per quanto riguarda il terzo trimestre 2019, i dati pubblicati dalla Banca d’Italia, rilevati ai sensi della Legge n. 108/96 e in vigore sino al 30 settembre prossimo, fissano il tasso soglia al 7,6750% (contro un valore medio del 2,94%) per i mutui ipotecari a tasso fisso, mentre per i variabili il tasso soglia è al 6,9750% a fronte di un valore medio del 2,38%.

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