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Euribor verso la svolta: attesi due rialzi sui mutui variabili a giugno 2026

Pubblicato il 10-06-2026 | Aggiornato il 10-06-2026 | 3 min di lettura | Pubblicato da
eleonora d angelo
Eleonora D'angelo
pc con euribor

Trascorso un anno dall’ultimo taglio ai tassi d’interesse, la BCE potrebbe procedere con nuovo duplice rialzo, che avrebbe effetti penalizzanti per chi ha acceso un mutuo a tasso variabile e si troverebbe a fare i conti con possibili aumenti delle rate

In effetti, l’Euribor a tre mesi sconta già le previsioni del mercato, mentre quello a sei mesi, sopra il 2,5%, si muove in linea con lo scenario di ulteriori aumenti entro i prossimi mesi. 

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  • La BCE potrebbe avviare una nuova fase di rialzi dopo la stagione dei tagli iniziata nel 2024, con stime da parte degli economisti per un primo intervento già a giugno 2026 e possibili ulteriori mosse entro fine anno.
  • Le attese sui tassi si riflettono già sui mutui: l’Euribor a tre mesi ha anticipato lo scenario dei rialzi, mentre quello a sei mesi resta sopra il 2,5% e segnala aspettative di tassi ancora elevati.
  • Il quadro macroeconomico è complesso, caratterizzato da inflazione elevata, crescita debole e tensioni energetiche e geopolitiche su cui la BCE deve calibrare le proprie decisioni in materia di politica monetaria.
In sintesi

Sommario

BCE verso una nuova fase restrittiva: crescono le attese sui rialzi

Terminata la stagione dei tagli sui tassi, avviata dalla BCE nel 2024 e proseguita per diversi mesi, la Banca centrale europea potrebbe ora avviare una nuova fase di rialzi. 

Secondo l’agenzia di stampa internazionale Reuters, 9 economisti su 10, attualmente si aspettano un primo intervento già nella riunione di giugno, con un possibile aumento del tasso sui depositi dall’attuale 2% al 2,25%. 

Il secondo intervento, invece, secondo le stime dovrebbe arrivare a fine anno (entro dicembre) e comporterebbe ulteriori rialzi.

L’odierna politica della BCE è stata definita in fase di transizione, eppure gli analisti ritengono che la direzione futura è ben delineata

Gli aumenti rifletterebbero la crescente attenzione di Francoforte al controllo dell’inflazione, anche alla luce delle nuove tensioni sui prezzi energetici che rischiano di incidere sulle prospettive dei prossimi mesi.

Mutui variabili sotto pressione: Euribor già in anticipo sui rialzi

Le attese di un possibile inasprimento della politica monetaria si riflettono già sul fronte dei mutui a tasso variabile

L’Euribor a tre mesi, parametro di riferimento per molti finanziamenti, si è già mosso rispetto alle decisioni ufficiali della BCE, anticipando di fatto lo scenario degli attesi rialzi.

Chi monitora l’andamento dell’Euribor, perché ha acceso un mutuo a tasso variabile, ha già avvertito il contraccolpo nella rata di inizio giugno: l’indice a tre mesi, al 2,311%, infatti è già aumentato.

Inoltre, le previsioni trovano riscontro nell’andamento dell’Euribor a sei mesi, che resta stabile sopra il 2,5% e indica aspettative di tassi ancora più elevati nei prossimi mesi.

Gli economisti, tuttavia, restano divisi sulla traiettoria dei tassi d’interesse, anche se oltre il 60% prevede almeno un ulteriore intervento entro dicembre e non esclude successivi aumenti in base alle condizioni dettate dall’inflazione.

Scenario incerto tra inflazione e crescita: il rischio stagflazione

Sul piano macroeconomico, l’Europa si muove su un equilibrio sempre più delicato, in ragione delle pressioni sui prezzi energetici e di un caro vita che non accenna a desistere.

Alcuni analisti ritengono che, con l’inflazione ancora molto elevata, sia realistico aspettarsi solo una crescita economica debole, anche a causa delle persistenti tensioni sul fronte energetico nonché geopolitico, in Medio Oriente.

Pertanto,  la BCE si prepara a rivedere spesso le proprie decisioni, a ponderare la necessità di ulteriori aumenti (o dell’introduzione di tagli), in base alle dinamiche internazionali che coinvolgono l’Eurozona.

Il futuro dei tassi d’interesse e dell’andamento dei mutui resta quindi strettamente legato all’andamento dell’economia reale. 

Per comprenderne l’evoluzione bisogna attendere la prossima decisione della BCE a giugno e osservare i comportamenti del mercato, in particolare delle banche, che spesso anticipano le mosse della politica monetaria.

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