logo Facile.it
Serve assistenza?02 55 55 222

BCE, rialzo dei tassi di 25 punti base: salgono inflazione e incertezza economica

Pubblicato il 11-06-2026 | Aggiornato il 11-06-2026 | 4 min di lettura | Pubblicato da
Linda Montemurro
Linda Montemurro
Christine Lagarde

La Banca Centrale Europea ha deciso di aumentare di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento per i mutui, intervenendo per contrastare le nuove pressioni inflazionistiche generate dal conflitto in Medio Oriente. La decisione è stata annunciata al termine della riunione del Consiglio direttivo dell'11 giugno 2026 e porterà il tasso sui depositi al 2,25% a partire dal 17 giugno.

Contestualmente, la BCE ha aggiornato le proprie previsioni economiche, indicando un quadro caratterizzato da inflazione più elevata rispetto alle attese formulate a marzo e da una crescita economica più debole nell'area euro. L'istituto centrale ritiene che l'evoluzione della guerra e l'andamento dei prezzi energetici rappresentino i principali fattori di rischio per i prossimi mesi.

Mutuo casa: trova il migliore
Mutuo casa: trova il migliore
  • La BCE ha alzato i tassi di interesse di 25 punti base, portando il costo del denaro al rialzo per contrastare le nuove pressioni inflazionistiche legate soprattutto all’energia.
  • Le nuove stime indicano inflazione più alta e crescita più debole nell’area euro, con un ritorno graduale verso il target del 2% solo nel medio periodo.
  • Per i mutui variabili si prospettano aumenti delle rate, già anticipati dall’andamento dell’Euribor e destinati a crescere nei prossimi mesi.
In sintesi

Sommario

Nuovi tassi BCE da giugno 2026

La Banca Centrale Europea ha deciso un nuovo intervento sui tassi di interesse, con un aumento di 25 punti base dopo una lunga fase di stabilità della politica monetaria. La mossa arriva in risposta alle nuove pressioni inflazionistiche, alimentate soprattutto dall’aumento dei prezzi dell’energia legato alle tensioni in Medio Oriente.

L’obiettivo resta quello di riportare l’inflazione verso il target del 2% nel medio periodo, in uno scenario però più complesso. Da un lato i prezzi stanno accelerando più del previsto, dall’altro la crescita economica dell’area euro mostra segnali di rallentamento.

I nuovi livelli entreranno in vigore dal 17 giugno 2026 e sostituiscono quelli fissati nella precedente riunione.

Tasso BCEValore precedenteNuovo valore
Depositi presso la banca centrale2,00%2,25%
Operazioni di rifinanziamento principali2,15%2,40%
Operazioni di rifinanziamento marginale2,40%2,65%

Nel comunicato, l’istituto guidato da Christine Lagarde ha ribadito che le prossime decisioni dipenderanno dai dati economici e finanziari, senza indicare un percorso predefinito sui tassi.

Inflazione rivista al rialzo nelle nuove previsioni

Le nuove stime della BCE mostrano un’inflazione più persistente rispetto alle attese precedenti. Le pressioni sui prezzi restano sostenute, soprattutto per effetto dell’energia, che continua a rappresentare il principale fattore di instabilità.

L’aumento dei costi energetici non incide solo su carburanti e bollette, ma si trasmette anche ai prezzi di beni, servizi e alimentari, rendendo più difficile il ritorno verso il target del 2%. Anche l’inflazione core, cioè quella al netto di energia e alimentari, resta su livelli ancora elevati.

Nel complesso, la BCE si attende un rientro graduale solo nel medio periodo.

AnnoInflazione complessivaInflazione core
20263,0%2,5%
20272,3%2,5%
20282,0%2,2%

Crescita economica rallentata dal conflitto e dai prezzi energetici

Il quadro economico dell’area euro mostra segnali di debolezza rispetto alle attese precedenti. La BCE segnala una crescita più contenuta, condizionata dall’incertezza geopolitica e dall’aumento dei prezzi dell’energia.

Il caro energia incide direttamente sul potere d’acquisto delle famiglie, che riducono i consumi, e sulle imprese, che devono sostenere costi più elevati e affrontare un contesto meno prevedibile. Questo frena anche investimenti e fiducia economica.

La ripresa resta quindi graduale, con un miglioramento solo nel medio periodo.

AnnoCrescita PIL area euro
20260,8%
20271,2%
20281,5%

Possibili effetti sulle rate dei mutui variabili e fissi

Il rialzo dei tassi deciso dalla BCE potrebbe riflettersi in modo diverso sui mutui a tasso variabile e fisso. Secondo il comunicato diffuso da Facile.it, per un finanziamento da 126.000€ a 25 anni la rata del variabile potrebbe salire subito di circa 16€, passando da 590 a 606€.

L’aumento non arriva a sorpresa: l’Euribor a 3 mesi, riferimento principale per i mutui variabili, è già salito negli ultimi mesi, passando dal 2,01% di febbraio al 2,31% di inizio giugno 2026, anticipando in parte le mosse della BCE.

Per i mutui a tasso fisso, le offerte attuali si attestano intorno a un TAN del 3,20%, con una rata iniziale di circa 611€. Il vantaggio resta soprattutto la stabilità nel tempo, a fronte di un costo iniziale generalmente più alto.

Secondo le stime sui futures, se lo scenario attuale dovesse confermarsi, la rata del variabile potrebbe arrivare fino a circa 626€ entro fine 2026, riducendo ulteriormente la distanza con il fisso.

BCE pronta a intervenire se lo scenario dovesse peggiorare

La BCE ha infine ribadito che lo scenario resta caratterizzato da forte incertezza, soprattutto legata all’evoluzione del conflitto e ai suoi effetti sui prezzi dell’energia.

Per questo motivo l’istituto centrale si è detto pronto a utilizzare tutti gli strumenti necessari per garantire la stabilità dei prezzi e il corretto funzionamento della trasmissione della politica monetaria nell’area euro.

Fonte: Banca Centrale Europea

Mutuo casa: trova il migliore
Mutuo casa: trova il migliore

Offerte Mutuo Acquisto prima casa

Rata mensile
272,32€
Prodotto
Mutuo A Tasso Fisso
Finalità
Acquisto prima casa
Importo
€ 50.000
Tasso
2,80% (Tasso finito)
Tipo Tasso
Fisso
TAEG
3,24%
Durata
20 anni
Costo totale
€ 32.678,35
Rata mensile
272,32€
Rata mensile
274,80€
Prodotto
Mutuo CA Flexi Acquisto Green Tasso Fisso
Finalità
Acquisto prima casa
Importo
€ 50.000
Tasso
2,90% (Tasso finito)
Tipo Tasso
Fisso
TAEG
3,36%
Durata
20 anni
Costo totale
€ 32.976,30
Rata mensile
274,80€
Rata mensile
276,05€
Prodotto
Mutuo Casa A Tasso Fisso Finito
Finalità
Acquisto prima casa
Importo
€ 50.000
Tasso
2,95% (Tasso finito)
Tipo Tasso
Fisso
TAEG
3,39%
Durata
20 anni
Costo totale
€ 33.125,88
Rata mensile
276,05€
Rata mensile
276,05€
Prodotto
Mutuo Green
Finalità
Acquisto prima casa
Importo
€ 50.000
Tasso
2,95% (Tasso finito)
Tipo Tasso
Fisso
TAEG
3,31%
Durata
20 anni
Costo totale
€ 33.125,88
Rata mensile
276,05€
Rata mensile
276,05€
Prodotto
Offerta Flat D- Evolution Green
Finalità
Acquisto prima casa
Importo
€ 50.000
Tasso
2,95% (Tasso finito)
Tipo Tasso
Fisso
TAEG
3,23%
Durata
20 anni
Costo totale
€ 33.125,88
Rata mensile
276,05€

*Annuncio Promozionale, per tutte le informazioni relative a ciascun prodotto si prega di prendere visione di Informativa Trasparenza Mutui. Tutti i prodotti presenti sul comparatore sono da considerarsi assistiti da garanzia di ipoteca sull'immobile. Ti ricordiamo sempre di prendere visione delle Informazioni Generali sul Credito Immobiliare offerto ai consumatori nonché agli altri documenti di Trasparenza. Per verificare la soluzione adatta alle tue esigenze clicca su verifica fattibilità

Offerte confrontate

Confronta in pochi istanti i mutui on line offerti dalle banche e richiedi senza impegno la fattibilità del finanziamento.

Mutuo Prima Casa

Confronta i nostri prodotti

Fai un PREVENTIVO

Surroga Mutuo

Riduci la rata del mutuo

Fai un PREVENTIVO

Ultime notizie Mutui

pubblicato il 9 settembre 2026
Mutui prima casa settembre 2026: tassi, mercato e offerte del mese
Mutui prima casa settembre 2026: tassi, mercato e offerte del mese
A settembre 2026 il mercato dei mutui prima casa torna sotto i riflettori tra tassi, decisioni BCE e opportunità per chi acquista un’abitazione. Il punto sulle novità del mese tra andamento dei tassi, nuove prospettive per il mercato del credito e agevolazioni dedicate a chi vuole acquistare un’abitazione.
pubblicato il 8 settembre 2026
Mutui manipolati e rimborso dei tassi d’interesse: la Corte Europea fa chiarezza
Mutui manipolati e rimborso dei tassi d’interesse: la Corte Europea fa chiarezza
Di recente, la Corte di Giustizia Europea è intervenuta sulla questione della manipolazione dei tassi d’interesse, nei mutui Euribor a tasso variabile. A quanto pare non tutti hanno diritto al rimborso e non sempre il contratto di credito può essere dichiarato nullo. Facile.it spiega con chiarezza in che modo si è pronunciata la CGUE e in quali casi i consumatori possono chiedere il risarcimento.
pubblicato il 7 settembre 2026
Mutui under 36: 4 offerte convenienti di settembre
Mutui under 36: 4 offerte convenienti di settembre
A settembre 2026 le offerte di mutuo under 36 propongono condizioni interessanti per chi acquista la prima casa. Facile.it ha confrontato per voi quattro soluzioni a tasso fisso e variabile, evidenziando rate, tassi e Taeg. Ecco le proposte più convenienti del mese.

Guide ai mutui

pubblicato il 25 maggio 2026
Richiedere il mutuo presso una banca diversa dalla propria: si può fare?
Richiedere il mutuo presso una banca diversa dalla propria: si può fare?
È possibile richiedere un mutuo anche presso una banca diversa da quella in cui si ha il conto corrente, senza alcun obbligo di trasferire il proprio rapporto bancario. La valutazione della richiesta avviene in modo autonomo e la gestione separata dei due rapporti richiede comunque maggiore attenzione operativa.
pubblicato il 21 maggio 2026
Quanto spesso è possibile effettuare un cambio di residenza
Quanto spesso è possibile effettuare un cambio di residenza
Cambiare residenza è un’operazione molto comune, soprattutto per chi si trasferisce per lavoro, studio o esigenze familiari. Non esiste un numero massimo di cambi consentiti, ma ogni variazione deve corrispondere alla reale dimora abituale della persona.
pubblicato il 20 maggio 2026
Vendita prima casa prima dei 5 anni con e senza riacquisto
Vendita prima casa prima dei 5 anni con e senza riacquisto
Vendere un immobile acquistato con le agevolazioni prima casa prima che siano trascorsi cinque anni può avere conseguenze fiscali importanti. La normativa prevede infatti la decadenza dai benefici se non vengono rispettate alcune condizioni, soprattutto legate al mantenimento o al riacquisto di un’abitazione principale entro tempi precisi.