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Case green: i costi per la ristrutturazione spingono molti italiani a vendere

5 lug 2024 | 3 min di lettura | Pubblicato da Marco Brando

modellino casa con scala di classi energetiche e persona che effettu calcoli sullo sfondo

La preoccupazione per i costi di ristrutturazione da sostenere, in base a quanto stabilito dalla direttiva dell’UE sulle Case Green, sta spingendo molti italiani a vendere il proprio immobile. Altri, invece, cercano case già efficienti o temporeggiano attendendo eventuali aiuti economici statali

Quali saranno gli impatti economici sulle famiglie e come sta condizionando il mercato immobiliare la nuova direttiva? 

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Affrontare i costi di ristrutturazione o vendere?

Sono circa 2,5 milioni gli italiani che hanno deciso di vendere la propria abitazione per evitare i possibili onerosi interventi di ristrutturazione richiesti dalla direttiva case Green recentemente approvata. A rivelarlo è un'indagine condotta da mUp Research e Bilend su incarico di Facile.it. 

Cosa prevede

La direttiva case green impone che vengano rispettate le scadenze per arrivare a ridurre drasticamente le emissioni di anidride carbonica entro il 2050. In particolare a partire dal 2030 tutti i nuovi edifici residenziali dovranno essere a emissioni zero, mentre per gli edifici pubblici lo standard si applicherà già dal 2028. Per le case esistenti, l'obiettivo è una riduzione del consumo energetico:

  • del 16% entro il 2030
  • del 20-22% entro il 2035

Contraccolpi sul mercato

L'indagine mostra inoltre che l'introduzione della direttiva ha portato a due distinte tendenze:

  • case già efficienti: circa 3 milioni di potenziali acquirenti sono alla ricerca di un immobile già efficiente energeticamente, soprattutto nelle regioni del Nord Ovest (60% contro una media nazionale del 50%)
  • case non ancora efficienti: poco meno di 800mila persone, invece, puntano ad acquistare case con basse prestazioni energetiche, approfittando di prezzi più bassi. Questa dinamica è più diffusa nelle regioni del Centro Italia (18% contro una media nazionale del 13%)

Impatto economico

Oltre 13 milioni di italiani sono preoccupati per i costi di ristrutturazione da sostenere per gli edifici non a norma che necessitano di lavori. Tali spese sono stimate tra i 20.000 e i 55.000 euro per famiglia e, questa preoccupazione, sta spingendo il 43% di chi conosce la norma a prendere in considerazione la vendita dell'immobile piuttosto che affrontare i lavori.

Aiuti statali

Nonostante le preoccupazioni, il 15% degli intervistati si dice fiducioso nell'arrivo di aiuti statali per agevolare le ristrutturazioni, soprattutto nelle regioni del Centro Italia (quasi 18%). Al contrario, circa 2,9 milioni di italiani (9% a livello nazionale, 10,5% al Nord Ovest) credono che la direttiva non diventerà mai effettivamente operativa in Italia.

Prestito o mutuo per sostenere i costi?

L'indagine si sofferma poi anche sulla scelta tra prestito e mutuo per finanziare le ristrutturazioni. Per importi fino a 40-50 mila euro, un prestito personale potrebbe essere la soluzione più conveniente, data la difficoltà che si incontra per ottenere un mutuo per tali cifre. Per importi superiori ai 60.000 euro, invece, è consigliabile un mutuo. Vediamo degli esempi:

  • per un prestito da 35.000 euro per 10 anni, i migliori tassi online partono dal 7,5% con una rata mensile di 415 euro
  • per un finanziamento da 60.000 euro in 20 anni (valore immobile 200.000 euro), i migliori tassi online partono dal 3,10% con una rata mensile di 335 euro, che scende al 2,70% per i mutui green

In conclusione, la direttiva case green sta già avendo un impatto significativo sul mercato immobiliare italiano, dividendo gli acquirenti tra chi cerca case efficienti e chi scommette su prezzi più bassi o su futuri aiuti statali.

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