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Direttiva case green: quanti edifici dovranno essere ristrutturati in Italia?

Pubblicato il 17-04-2024 | Aggiornato il 17-04-2024 | 2 min di lettura | Pubblicato da
raffaele dambra
Raffaele Dambra
modellino casa con scala classi energetiche

Milioni di italiani dovranno fare i conti con l’Energy performance of building directive, da noi ribattezzata Direttiva case green.

La norma, approvata dal Parlamento Europeo, definisce un piano di ristrutturazione degli edifici residenziali con l’obiettivo di ridurre il consumo di energia fino ad azzerarlo nel 2050. Quanti sono gli edifici in Italia che dovranno subire una ristrutturazione per risultare a norma?

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Direttiva case green: cosa prevede

La direttiva approvata dal Parlamento Europeo prevede in sintesi che ogni Stato membro dell’UE dovrà adottare un piano nazionale per la riduzione progressiva del consumo di energia degli edifici residenziali:

  • 16% entro il 2030
  • 20-22% entro il 2035
  • 100% entro il 2050

I Paesi membri saranno liberi di scegliere su quali edifici concentrarsi, rispettando comunque il vincolo che almeno il 55% della riduzione del consumo medio di energia primaria sia ottenuto attraverso la ristrutturazione degli edifici con le peggiori prestazioni energetiche, quelli in classe F e G che sono le più inquinanti. 

Ciò significa che dei 12,5 milioni di edifici residenziali presenti in Italia quelli da ristrutturare con priorità saranno circa 5 milioni (tra classe F e G). 

Cosa succede adesso

La norma non è subito effettiva: dopo il via libera del Parlamento UE, l’accordo dovrà essere confermato dal Consiglio per poi essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entrare in vigore 20 giorni dopo. Gli Stati membri avranno poi 2 anni di tempo per adeguarsi alla direttiva e presentare all’Europa un piano nazionale di ristrutturazione. 

Inoltre, al momento, non è ancora chiaro se ci sarà concorso pubblico nelle spese o se si potranno imporre obblighi ai proprietari non disposti a spendere per il costoso adeguamento degli edifici. Tuttavia, si stimano lavori per 270 miliardi circa per la riqualificazione. 

Altre novità della Direttiva case green

La direttiva dell’UE contiene molte altre disposizioni che impatteranno sugli Stati membri: su tutte lo stop all’installazione di caldaie che funzionano esclusivamente a metano a partire dal 2040, ma già dal 2025 non saranno più incentivabili. 

Favoriti invece gli apparecchi ibridi, come quelli che mettono insieme caldaie e pompe di calore, controllate da una centralina unica. La direttiva concede inoltre forme di sostegno come detrazioni, crediti fiscali e perfino lo sconto in fattura.

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