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Ristrutturi casa? Da ora potresti essere obbligato a installare il fotovoltaico: la nuova norma che riguarda milioni di italiani

Pubblicato il 05-08-2026 | Aggiornato il 05-08-2026 | 2 min di lettura | Pubblicato da
Carmela di Matteo
Carmela Di Matteo
ristrutturare

Chi ha in programma lavori di ristrutturazione in casa deve fare attenzione a una novità normativa che amplia in modo significativo gli obblighi legati alle fonti di energia rinnovabile. 

Il Decreto Legislativo n. 5/2026, che recepisce in Italia la direttiva europea Red III, allarga infatti la platea di interventi edilizi che richiedono l'integrazione di tecnologie come fotovoltaico o sistemi ibridi.

  • Non serve più una ristrutturazione importante: anche lavori più semplici potrebbero ora richiedere l'installazione di pannelli solari o sistemi ibridi.
  • Cambiare la caldaia potrebbe non bastare più: ecco quando l'intervento fa scattare l'obbligo di integrare le rinnovabili.
  • Il settore chiede più tempo e incentivi: cosa rischiano le famiglie che devono affrontare questi investimenti.
In sintesi

Sommario

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Cosa cambia rispetto a prima

Fino a ora, l'obbligo di integrare le rinnovabili riguardava principalmente i nuovi edifici e le ristrutturazioni "importanti". Con la nuova norma, l'obbligo si estende anche a:

  • interventi di ristrutturazione di primo e secondo livello (quindi anche lavori meno invasivi rispetto a una ristrutturazione completa)
  • ristrutturazioni degli impianti termici, nei casi previsti dalla normativa

In pratica, chi rifà l'involucro della propria abitazione (isolamento, facciate, coperture) potrebbe dover installare anche impianti fotovoltaici o sistemi ibridi, salvo che il progettista certifichi un'impossibilità tecnica a farlo.

Attenzione al cambio caldaia

Un chiarimento importante arriva da una recente circolare del ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica: per "ristrutturazione degli impianti termici" si intendono gli interventi che riguardano contemporaneamente generatore, sistema di distribuzione e sistema di emissione del calore. 

Significa che non basta sostituire solo la caldaia per far scattare l'obbligo, ma se l'intervento coinvolge l'intero impianto, l'obbligo di integrare le rinnovabili può applicarsi anche in questo caso.

Più costi, ma anche più opzioni tecnologiche

Il settore ha accolto la novità con qualche preoccupazione legata ai costi. Secondo Assotermica, l'associazione dei produttori di apparecchi per impianti termici, l'ampliamento degli obblighi rischia di aumentare la complessità e la spesa di alcuni interventi edilizi, rendendo necessari incentivi e strumenti di sostegno per famiglie e imprese.

L'associazione chiede inoltre che la transizione avvenga con gradualità e neutralità tecnologica, cioè senza imporre una sola soluzione (ad esempio il solo fotovoltaico), ma lasciando spazio a un mix di tecnologie rinnovabili: fotovoltaico, biometano, sistemi ibridi e soluzioni "Hybrid Ready", soprattutto per gli edifici già esistenti, dove una elettrificazione completa può risultare più complessa o costosa.

Cosa significa per chi deve ristrutturare

Per chi sta pianificando lavori in casa, la nuova normativa comporta alcune attenzioni pratiche:

  • verificare con il proprio progettista se l'intervento previsto rientra tra quelli soggetti all'obbligo di integrazione delle rinnovabili;
  • valutare per tempo i costi aggiuntivi legati all'installazione di impianti fotovoltaici o sistemi ibridi, per capire se è necessario ricorrere ad un mutuo ristrutturazione, ad esempio;
  • informarsi su eventuali incentivi e bonus disponibili per sostenere questi investimenti, dato che il confronto tra il settore e il ministero sull'attuazione del decreto è ancora in corso.

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